40 research outputs found
Gengivite in gravidanza
Le alterazioni parodontali insorgenti in gravidanza non hanno caratteristiche differenti da quelle evidenziabili nelle comuni gengiviti. Lo stato infiammatorio parodontale deve pertanto essere denominato “gengivite in gravidanza”, e non “gengivite gravidica”.
Gli autori, sulla base di un’attenta revisione della letteratura, indicano delle linee guida per il trattamento della donna gravida. Ogni trattamento odontoiatrico in gravidanza dovrà essere attentamente pianificato in relazione alle particolari condizioni del periodo gravidico, sempre sottolineando l’importanza del mantenimento di una perfetta igiene orale. Poiché la malattia parodontale rappresenta un fattore di rischio per alcune malattie sistemiche e vari Autori hanno segnalato correlazioni tra infiammazione parodontale e complicanze in corso di gravidanza, ostetrici, medici di famiglia ed infermieri dovrebbero, accertato lo stato gravidico, invitare le donne a sottoporsi ad una visita odontoiatrica per programmare eventuali terapie e sedute d’igiene orale professionale, necessarie ad evitare non solo problemi odontoiatrici ma anche di carattere sistemico per la madre ed il bambino (PreTerm/LowBirthWeight)
Favourably effective formulation of sodium iodide and salicylic acid plus professional hygiene in patients affected by desquamative gingivitis
The aim of this prospective pilot study was to evaluate the efficiency of an oral hygiene protocol, in combination with a solution of sodium iodide associated to salicylic acid (SISA), in patients affected by desquamative gingivitis (DG). Twenty patients not totally responding to conventional topical therapies, were selected. They received oral hygiene instructions with non-surgical periodontal therapy in a 21-day cohort study (during 3 weekly appointments). The SISA was used at the end of each session, with an impregnated gauze (with 5 ml of the solution) applied for 15 minutes for the upper jaw, and for a further 15 minutes with a new gauze for the lower. Evaluated clinical outcome variables included the full mouth plaque (FMPS) and bleeding (FMBS) scores, probing depth, patient related outcome and clinical gingival signs. Two months after concluding the planned protocol, a statistically significant reduction was observed for FMPS (P=0.032), FMBS (P=0.038), reported pain (P=0.000) and gingival clinical improvement (P=0.005). Topical application of SISA and professional oral hygiene procedures are connected with improvement of gum status, and decrease of related pain in subjects affected by severe DG
An analysis of the visual behaviour of dental hygienist.
The visual behaviour of a dental hygienist is very critical: the practitioner is exposed to very high luminance levels, for long time doing heavy visual task with very small details, crucial colour perception and risk of damaging the patient condition in case of mistake.
A typical dental hygienist visual behaviour was deeply characterised in terms of relevant photometric quantities. The two most important quantities are: illuminance and luminace. In order to characterise the visual conditions of the practitioner luminance maps of his field of view were acquired with a luminance calibrated CCD (Charge Couple Device) detector.
The luminance maps showed high contrast zones that produce glare at the eyes of practitioner.
The contrast is the description of differences in luminance between an object and its background and is one of the two fundamental aspect for vision.
The team applied a procedure (2) based on CIE General Disability Glare Equation (3), to evaluate veiling luminance (a parameter describing the physiological origin of disability glare) that causes contrast degradation and visual fatigue, versus the degradation of Ratio of Contrast (Rc perceived contrast over intrinsic contrast).
This research demonstrated that the normative requirements are not sufficient to assure the best perceptive conditions for dental hygienist to prevent performances degradations and long-term fatigue
Protocollo di mantenimento dell’igiene orale nel paziente allettato.
I pazienti allettati sono individui di ogni età e sesso che per svariati motivi sono ospiti di reparti ospedalieri, istituzioni e case di riposo pubbliche e private nonché normali abitazioni private. La loro condizione impedisce normali spostamenti rendendo impossibile anche una visita odontoiatrica ambulatoriale. Questi pazienti, che per le loro condizioni di salute avrebbero la necessità di una parti- colare cura del cavo orale, sovente non sono nemmeno sottoposti a semplici procedure di igiene orale. Scopo del lavoro è di propor-re un semplice protocollo di mantenimento dell’igiene orale. In primo luogo è necessario compilare una cartella clinica riportante tutti i dati anamnestici con particolare attenzione alle patologie sistemiche in atto o pregresse, i relativi farmaci assunti ed eventuali abitudini voluttuarie ed alimentari. Successivamente il paziente viene sottoposto ad un accurato esame obiettivo del cavo orale con particolare riferimento alla presenza di eventuali lesioni delle mucose. In seguito vengono valutate le condizioni predisponenti all’accumulo di placca (ricostruzioni conservative, protesi fisse e rimovibili, carie, etc.) e l'igiene orale mediante il calcolo di indici di placca, di sanguinamento e di patina linguale. Valutata la situazione orale e stabilite le precauzioni da prendere in relazione alle condizioni del paziente si effettua una terapia personalizzata onde migliorare lo stato di salute e la qualità della vita. Il materiale occorrente consiste in un semplice kit per igiene orale che può essere adeguatamente modificato in relazione alle necessità del paziente.
Nei soggetti con gravi difficoltà respiratorie è indispensabile, anche durante le manovre di igiene orale, utilizzare aspiratori per convogliare fuori dal cavo orale i liquidi. Una malattia che obblighi alla permanenza a letto per lunghi periodi non deve essere oltremodo aggravato d patologie orali derivanti da una scarsa igiene orale per cui è auspicabile una stretta collaborazione tra i reparti di lungodegenza e l’igienista dentale
Tecniche audiovisive nella motivazione del paziente con malattia parodontale
La motivazione costituisce l’insieme delle cause intrinseche che concorrono al comportamento o alla condotta di una persona. Anche in campo odontoiatrico l’acquisizione di abitudini di igiene e profilassi è problematica quanto l’instaurarsi degli altri comportamenti di prevenzione: se il paziente sa cosa deve fare, conosce le conseguenze della sua eventuale inadempienza e ciononostante non attua i comportamenti appresi, l’informazione e l’addestramento manuale non bastano più perché siamo di fronte ad una problematica di motivazione. È importante che la comunicazione con il paziente sia squisitamente pragmatica: le strategie di comunicazione non devono essere attuate secondo criteri filosofici o di raffinatezza estetica, bensì in base all’efficacia dimostrata. Le tecniche comunicative a cui si presterà attenzione sono quelle che conducono al miglioramento della “compliance” del paziente. La comunicazione usata al fine di instaurare e promuovere comportamenti stabili e generalizzati obbliga l’igienista a conoscere e ad usare strumenti non improvvisati, che rientrano nel campo della psicologia scientifica. La comunicazione persuasiva è qualcosa di più della semplice informazione; comunicare implica una trasmissione degli aspetti emotivi, oltre che di quelli razionali, del messaggio. L’igienista che comunica con il paziente parla con lui in modo personalizzato, diverso da soggetto a soggetto per durata, scelta degli argomenti, degli esempi, dei vocaboli. La comunicazione si basa quindi sulla capacità di capire l’interlocutore e di adeguarsi attivamente a lui. Per questo si è voluto preparare un supporto audiovisivo come ausilio all’igienista da poter mostrare tramite pc portatile al paziente. Il quale sarà informato sulle problematiche dell’igiene orale cercando di ottenere la massima attenzione, senza tuttavia spaventare o annoiare
Caratteristiche del manico degli strumenti manuali: revisione della letteratura
I disturbi muscolo-scheletrici di natura lavorativa (DMSL) hanno avuto negli ultimi due decenni un netto incremento di incidenza. Anche tra gli igienisti dentali il rischio di sviluppare un DSML è elevato e ad esserne più colpiti sono i professionisti anziani e di sesso femminile. La prevenzione dell’insorgenza di questi disturbi riveste un ruolo cruciale nel mantenimento delle capacità lavorative e richiede la precoce identificazione e la correzione dei fattori di rischio, suddivisibili in elementi connessi al lavoratore, al tipo di mansione, alla posizione di lavoro e allo strumentario utilizzato. Molti fattori di rischio possono essere minimizzati o eliminati grazie a prevenzione, strategie ergonomiche e programmi terapeutici mirati. La prevenzione è basata sull’analisi epidemiologica, su un’attenta valutazione dei sintomi, delle posture più comunemente assunte, dei gesti lavorativi e della strumentazione utilizzata. Scopo del nostro lavoro è stata una attenta revisione della letteratura riguardante la strumentazione con particolare attenzione al manico degli strumenti manuali usati dagli igienisti dentali. Dai lavori pubblicati non abbiamo rilevato alcuna indicazione che permetta agli operatori di operare una scelta ponderata tra i vari strumenti in rapporto alle caratteristiche fisiche dell’operatore con particolare riferimento alle dimensioni della mano lavorante. Da tale revisione risulta quindi evidente la necessità di ulteriori ricerche finalizzate alla identificazione di strumenti di forma, diametro e peso diversi in relazione alle tipologie fisiche degli operatori
The factors affecting visual discomfort of dental hygienist
The objectives of the paper were to analyze the visual behavior and visual discomfort parameters of dental practitioner at work, introducing the “lighting quality” approach in professional lighting using a suitable measurement methodology able to evaluate all relevant photometric and spectral parameters, not only the standard expected, and also the luminance map of the visual field. Spectral investigations are necessary to evaluate the damage potential of the lighting radiation while the luminance map allows the evaluation of sources of visual discomfort and disability. The “quality of lighting” is a new concept not yet considered in professional lighting but already recognized in road lighting standards. The paper provides also suggestions for new measurement methodology and lighting fixture design are provided and, for dental practitioners, recommendations about position and eye protection system to wear to improve visual comfort and minimize MSD, due to misplaced working position to avoid glar
Effetto di fattori socio-culturali sulle condizioni orali di donne gravide
Scopo del lavoro è stato valutare l’effetto dei fattori socio-culturali sullo stato di salute orale in un campione di 100 donne gravide afferenti alle strutture consultoriali dell’ASL n°9 del S.S.N. della Regione Piemonte. Il decorso, l’estensione e l’entità delle affezioni parodontali nelle donne gravide sono in relazione con fattori generali, fattori locali, condizioni predisponenti socio-culturali, condizioni predisponenti anagrafiche. L’indagine, è stata effettuata mediante somministrazione di un questionario a cui ha fatto seguito un esame obiettivo del cavo orale. I dati ottenuti sono stati sottoposti ad analisi statistica secondo i test del “لا 2 ” e di Fischer (valori significativi p< 0,05 ed altamente significativi p< 0,005). La scarsa informazione odontoiatrica è risultata influire in modo altamente significativo sulla presenza di placca (p< 0,0001), un livello medio-basso di scolarità è risultato influire in modo altamente significativo sulla minor frequenza alla visite odontoiatriche (p< 0,0002), un livello di scolarità medio-alto è risultato influire in modo altamente significativo sulla minor presenza di placca (p< 0,0013), sul corretto filaggio (p< 0,0026), sulla minor presenza di GI (p< 0,023), su corrette metodiche di spazzolamento (p< 0,0314). La ricerca da noi condotta ha confermato i dati della letteratura: non potendo agire sui fattori generali e sulle condizioni predisponenti anagrafiche, per prevenire lo sviluppo delle affezioni parodontali in gravidanza, assume importanza fondamentale il miglioramento delle condizioni socio-culturali, una capillare istruzione e motivazione all’igiene orale, l’eliminazione dei fattori locali attraverso l’attuazione di specifici protocolli di trattamento oro-dentale inseriti in più vasti programmi di tutela della salute della madre e del nascituro, essendo noto come le infezioni batteriche, e tra queste le parodontali, abbiano un ruolo decisivo nel determinismo della nascita di neonati pretermine e sottopeso (PreTerm/LowBirthWeight)
Studio sulle condizioni di visione degli igienisti dentali.
Il compito visivo dei professionisti dell’igiene dentale è particolarmente critico e delicato ed espone l’operatore a elevati livelli di illuminazione per periodi prolungati. Necessita quindi che sia svolto nelle migliori condizioni di illuminazione possibili tali da assicurare sia il confort dell’operatore che le migliori condizioni visive per minimizzare i rischi di errore.
Per assicurare questo è necessario che l’ambiente illuminato sia caratterizzato anche secondo parametri non strettamente normativi ma che diano un’effettiva indicazione delle reali condizioni di visione dell’igienista. La UNI EN ISO 9680:2008 prescrive le prestazioni meccaniche, elettriche e fotometriche del singolo apparecchio di illuminazione e non considera prestazioni a livello di impianto di illuminazione o di condizioni di visione dell’operatore. Il campo operatorio di una tipica postazione di lavoro di un igienista dentale è stato caratterizzato per le due grandezze più importanti ai fini dell’analisi delle condizioni di visione: illuminamento e luminanza (luminosità delle superfici o sorgenti presenti nel campo visivo dell’operatore). La misura della luminanza del campo visivo ha evidenziato che sono presenti alti livelli di luminanza che producono elevato abbagliamento. L’analisi delle mappe di luminanza ha dimostrato come la condizione di abbagliamento aumenti quando l’operatore indossa schermi di protezione oculari e nel caso di schermi particolarmente degradati superficialmente si perde la visione del dettaglio e un disco di abbagliamento è sovrapposto alla scena. Inoltre all’interno della bocca del paziente i livelli di luminanza del campo osservato sono così alti che il contrasto generato è vincolato solo a differenze di colore presenti tra le diverse superfici nel campo visivo. In conclusione possiamo affermare che il soddisfacimento degli attuali vincoli normativi non assicura che l’operatore possa operare nelle migliori condizioni di visione possibili
