1,721,017 research outputs found
Climax Change! How Architecture Must Transform in the Age of Ecological Emergency
The opening phrases in Pedro Gadanho’s Climax Change! are, in his words, a “shock proposal” (p. 14). He tells us that we have to stop making new buildings. We need this, says the author, to save us from climate change. This idea is quite provocative and interesting at the same time; it could be click-bait to convince the reader to go on with the book to learn how to make it rea
Residenze in periferia: ristrutturare secondo i nuovi bisogni
La ricerca “Plus”dei due architetti francesi Anne Lacaton e Jean Philippe Vassal tenta di risolvere il problema del degrado, tecnico e sociale, delle costruzioni delle banlieus parigine partendo dal rinnovo di ogni singolo appartamento con tecnologie semplici e minimaliste, per giungere ad una revisione totale dell’immagine e dell’articolazione interna degli edifici
The Ruins
Il giardino foresta chiamato Rovine e progettato dallo studio franco messicano OME si trova in un luogo dalla naturalità ricca ed esuberante.
Pietre, fiori di campo e vegetazione arborea selvatica sono i tre elementi che definiscono un progetto di grande intensità espressiva ed ecologica, capace di restituire al contempo intimità e respiro ad una villa monofamiliare di nuova costruzione. Una foresta selvatica di querce e pini occupa una parte importante del giardino, come proteggendolo; ne definisce i confini e ne esalta la spazio definito da percorsi in pietr
The Wildness and the City
The wild city is a delicate subject, which can be addressed from radically different points of view, yet all convincing (as the opinions of the masters expressed above). However the untamed open space and the presence of the weed in the urban environment always require a profound revision of the important categories (for landscape design) of time and care
Paesaggi urbani in transizione: l'avvento della vegetazione aliena
The presence and impact of vegetation in urban areas have become unfamiliar to us. There is now a subtle and pervasive dimension of nature in many open spaces that alters how we interact with these places, transforming their identity and requiring a reevaluation of how they are managed in urban planning. This vegetation is considered "alien" not because it consists mostly of exotic species, but because it is unfamiliar and yet significant in its functional and expressive meanings, and the new relationships it forms with city dwellers. In transitioning to new landscapes that are hotter, drier, flood-prone, and vulnerable, vegetation in contemporary cities has become wild, exotic, and urban, directly influenced by climate change. Narrating this phenomenon requires a unique lexicon and an open mindset to accept the unexpected presence of vegetation in our cities, something that we never asked for or anticipated to such an extent
Una basilica per il commercio
Il Migors center di Lucerna è stato realizzato tra il 1998 e il 2000, in seguito ad un concorso vinto nel 1995 dallo studio Diener & Diener. Il progetto, da una parte, riprende la forma e la dimensione degli edifici della città vecchia che lo circondano, dallaltra, consente di mantenere intatte le parti più antiche e più belle dellHotel Schweizerhof.La sagoma delledificio ricorda quella di una basilica e il volume si presenta come un blocco indipendente, pur essendo perfettamente inserito nellambiente circostante. La struttura del complesso è formata da uno scheletro di acciaio rinforzato che permette di disporre liberamente i diversi edifici ai vari piani. Linvolucro è costituito da una serie di lastre di rame ossidato
La casa fra gli alberi
L'articolo descrive il lavoro degli architetti Anne Lacaton e Jean Philippe Vassal a Cap Ferre
La terza via. Nuove regole per trasformare gli spazi aperti nella città pubblica
La tesi secondo la quale i numerosi ed ampli spazi aperti della città pubblica sono tra i luoghi essenziali da cui partire per innescare trasformazioni urbane d’ampio respiro è oggi riconosciuta e ben fondata. Tuttavia al pesante corpus di riflessioni teoriche (ed anche di operazioni reali) effettuate a riguardo, non corrisponde ancora una risposta adeguata in termini procedurali e di definizione delle categorie d’azione possibili e legittime. Tale mancanza pesa sulla possibilità di intervenire in maniera veloce ed adeguata in questi luoghi.
Cominciare a riflettere su nuove regole che accolgano e, insieme, normino l’entusiasmo e il successo dimostrato da tante esperienze di trasformazioni informali di spazi aperti comuni può contribuire a restituire luoghi, paesaggi urbani, pieni di senso per la città e per la popolazion
La Kalsa è un giardino. Resistenza e partecipazione alla vita urbana del centro storico di Palermo, dei ruderi di guerra e della vegetazione spontanea.
Palermo è molti paesaggi; è una geografia di luoghi esagerati in grado di generare una condizione di costante stupore in chi la attraversi. Le molte anime di popoli diversi che l’hanno abitata e di quelli che ancora la abitano costituiscono un mosaico fatto di relazioni strettissime e inedite tra piante, animali, uomini, mare e luce. Il presente contributo intende restituire una lettura (certamente non esaustiva in quanto sarebbe impossibile farlo), di alcune condizioni di convivenza che sono state osservate all’interno degli spazi aperti della città (in particolare nel suo quartiere Kalsa). Queste sono interessanti perché ci mostrano come legami spontanei tra specie viventi e oggetti diversi (perlopiù ruderi della seconda guerra mondiale) costituiscano luoghi di inedita bellezza e coesione sociale, funzionanti in tessuti urbani complessi. Difronte a tale evidenza emerge la necessità di stabilire nuove categorie interpretative dell’esistente. Ciò al fine di generare una tassonomia che identifichi i possibili ruoli attivi che le relazioni e le coesistenze già in atto possono avere all’interno del progetto della città (trasformandole ad esempio in giardini) e quali invece debbano essere disinnescate perché nocive per gli abitanti e per la natura.Palermo is a lot of landscapes. It is a geography of exaggerated places able to generate a condition of constant wonder in those who cross it. The many souls of different peoples who have inhabited it and who still inhabit it constitute a mosaic made of very close and uncovered relationships between plants, animals, men, sea and light. This contribution aims to explore - not in an exhaustive way - some conditions of coexistence that have been observed within the open spaces of the city (in particular of its Kalsa district). They are interesting because show us how spontaneous links between different species and objects (mostly ruins of the Second World War) constitute places of unprecedented beauty and social cohesion functioning in complex urban tissues. In front of this evidence there is the need to establish new interpretative categories of the existing, in order to generate a taxonomy. It could identify the possible active roles that the relationships and coexistences already acting can have within the project of the city (turning them into gardens, for example) and which ones should be defused because they are harmful to the inhabitants and to nature
Natura
Il saggio riflette sul valore e sul significato della presenza della natura in ambito urban
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