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Orientamento universitario in entrata: misurare l’efficacia
A partire dagli innegabili cambiamenti socioculturali degli ultimi anni, le università – e più in specifico i singoli corsi di laurea – sono chiamati a rivedere la propria offerta formativa per allinearsi con le richieste di un mondo del lavoro in continuo mutamento. In quest’ottica, l’orientamento universitario in entrata, assume un’importanza fondamentale. Per i servizi di orientamento sembra quindi necessario dotarsi di strumenti che siano quanto più possibile efficaci nell’intercettare le esigenze e le motivazioni dei potenziali studenti iscritti e che evidenzino gli ambiti in cui investire tempo e risorse. In questo lavoro si è cercato di mettere a punto uno strumento che fosse in grado di misurare, contemporaneamente: la motivazione alla scelta universitaria, la forza e la valenza della motivazione per la successiva iscrizione al corso ma, soprattutto, il grado di influenza che hanno avuto nella scelta i vari servizi e i vari soggetti deputati all’orientamento degli studenti dell’ultimo anno di scuola superiore. Sono state testate 190 matricole iscritte al corso di laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione dell’Università di Siena con risultati che sembrano confermare la validità della procedura
Bullismo a scuola: conoscere il fenomeno per prepararsi ad intervenire
Questo articolo costituisce la prima parte di un lavoro teso ad inquadrare il
fenomeno del bullismo da un punto di vista strutturale e dinamico. In questa
prima parte saranno descritte le principali caratteristiche fenomenologiche
del bullismo. Nei lavori che seguiranno saranno illustrati, invece, le varie
tipologie di bullismo (vittimologia e strategie applicative), gli effetti a
breve e lungo termine nella vittima e nell'ambiente sociale in cui il bullismo
si palesa e le possibili forme di intervento preventivo e/o riduttivo del fenomeno
e dei suoi effetti
La paura e i suoi inganni
«La paura è il segno di un’umile nascita», così recita un detto popolare. E i motti, i proverbi, gli stereotipi del pensiero sono quasi sempre gli schemi culturali semplificati con i quali proviamo a decodificare il mondo che ci circonda. Se questo è vero, alla paura riserviamo una valutazione indubbiamente negativa. È possibile vivere senza aver paura? A cosa serve la paura? Ammesso che abbia una qualche funzione oltre renderci incapaci di agire razionalmente. E se potessimo avere in dono l’opportunità di non aver più paura? È possibile non aver paura di avere paura? Non vergognarsi di tremare, di arrossire, di sudare o di aver voglia di nascondersi? L’autrice risponde a queste e ad altre domande. Il suo percorso parte dalle paure dei bambini e dalle modalità con cui si apprende la paura, passando per le manifestazioni verbali e non verbali, fino ad arrivare a descrivere le “patologie” della paura e i loro effetti nella esistenza dell’uomo
L'individuo nelle organizzazioni
Il volume illustra i meccanismi attraverso i quali l'individuo viene socializzato ai processi di partecipazione all'interno di gruppi formali quali le organizzazioni. Si descrivono i fenomeni di obbedienza, conformità, uniformità ed adesione alle norme, nonchè i meccanismi di acquisizione di ruoli strutturati
Trascuratezza educativa, abbandono scolastico e disagio adolescenziale
gli ultimi report sull’istruzione dei giovani italiani, condotte da ISTAT, OCSE-PIAAC, EUROSTAT, MIUR e Save the Children, restituiscono una fotografia preoccupante. Il numero degli abbandoni scolastici, pur in calo, si attesta intor-no al 13 % (contro una media Europea del 9%). Cresce la percentuale di ELET e dei NEET con l’inevitabile incremento del numero di analfabeti funzionali (che in Italia, in media, tocca punte del 28%). I risultati delle prove INVALSI, poi, hanno messo in evidenza il fenomeno della “dispersione implicita”, della conseguente perdita di competenze che va ad incrementare gli effetti dello skills mismatch. Una condizione che necessita di profondi ripensamenti a partire da una delle cause principali: la trascuratezza educativa. Non se ne parla molto e, quando lo si fa, si ha la tendenza a sovrapporla al fenomeno della povertà edu-cativa. In questo lavoro si tenta di definire il fenomeno, di circoscriverlo ma, soprattutto, di ipotizzarne i possibili effetti sulla popolazione adolescenziale
Psicologia clinica per insegnare
È uno strumento per lavorare sulle prospettive teoriche e sugli approcci clinici utili a progettare interventi di inclusione e di cura, che tengano conto della molteplicità di dimensioni nella vita di una persona con disagio psichico. Prende in considerazione quei costrutti della psicologia clinica che analizzano, da una prospettiva biopsicosociale, le nozioni di benessere, salute e malattia.
Descrive le famiglie nosografiche di svariati disturbi: traumatici, del neurosviluppo, d’ansia, del comportamento dirompente, depressivi e dell’alimentazione; e lo fa proponendo la prospettiva clinica e dimensionale dell’International Classification of Functioning (ICF), come quadro di riferimento trasversale ai singoli orientamenti.
In quest’ottica, la malattia diventa un’esperienza che non coinvolge solo il “malato” in virtù della sua malattia (approccio patient-oriented) o solo la “cura” (approccio disease-oriented), ma include l’analisi delle situazioni di vita in cui la persona si muove, le caratteristiche psicologiche e le aspettative individuali nei confronti della malattia (approccio person-centered), spostando così il focus degli interventi dal to cure al to care, dall’assistenza a un progetto di vita esteso.
Aggiornato all’ICD-11, alla revisione di marzo 2022 del DSM-5-TR e al DC:0-5TM del 2016, questo libro allena a guardare alla disabilità, al disturbo psichico, alla sofferenza e alla marginalità come a caratteristiche della persona che hanno bisogno, per essere comprese, di una metodologia intersezionale nella quale la formazione ha un ruolo preponderante.
E, sopra ogni altro aspetto, ricorda che l’obiettivo ultimo di chi insegna non è individuare categorie di soggetti da difendere, non è affidarsi a un’etichetta diagnostica, ma individuare le abilità delle persone (indipendentemente dalla presenza di disabilità o disagio) e le risorse individuali sulle quali lavorare.
Con un obiettivo irrinunciabile: progettare pratiche di inclusione efficaci che superino la disabilità come riduzione e limitazione, come fenomeno che favorisce la discriminazione, la stigmatizzazione o la marginalità
La rabbia contro la ragione. le ragioni della rabbia
La rabbia è una emozione culturalmente sancita e regolata. Qui si evidenziano le principali caratteristiche di questa emozione primaria ma soprattutto si mettono in luce gli stili educativi culturali e genitoriali che ne regolano la manifestazione comportamentale e la sua regolazione. Contiene contributo empirico sull'ordine d'intensità delle sfumature emotive di questa emozione
Il cerchio chiuso: Arnaldo Pieraccini (fare un manicomio da disfare)
Recensione al volume "Il cerchio chiuso" sulla vita e l'opera di Arnaldo Pieraccini e sulla costruzione dei manicomi apert
Paura e paure: quali parole? Breve indagine qualitativa
Una indagine qualitativa sui termini che identificano la paura e l'intensità con cui viene esperita. 60 soggetti sperimentali vengono sottoposti all somministrazione di un breve test il cui scopo è quello di individuare 6 termini che descrivano (con vari gradi di intensità) i vari livelli di paura. Dalla semplice preoccupazione al terrore
Le paure naturali: breve indagine qualitativa
La paura naturale è una forma di paura filogeneticamente preparate e indispensabile al percorso evolutivo e dei primati umani e non umani. In questo lavoro si analizza la paura naturale nelle sue manifestazioni infantili fino ad arrivare ad analizzare quali sono le 10 paure naturali che persistono in età adulta
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