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Più autonomia e sviluppo. Le incerte promesse della transizione energetica in Sardegna
La ricerca sulla transizione energetica in Sardegna era partita dall’idea che lo stoccaggio di energia fosse una variabile cruciale nelle isole lontane dalla terraferma e sufficientemente articolate al loro interno. La Sardegna era sembrata un caso ideale. La verifica, attraverso interviste a testimoni privilegiati e analisi di documenti della Regione, ha permesso di capire alcuni processi non proprio allineati con le ipotesi di partenza. L’isola è ben collegata alla terraferma per quanto riguarda l’energia elettrica (elettrodotti subacquei), mentre manca di collegamenti interni ed esterni per il gas. La Regione Autonoma della Sardegna mira a potenziare i collegamenti piuttosto che puntare su una maggiore autosufficienza attraverso la triade: risparmio, stoccaggio e sviluppo delle fonti rinnovabili. Questi risultati sono stati formalizzati attraverso un approccio basato sulla metafora del gioco
Scarsità del lavoro e crisi ecologica. L’urgenza di riformulare i nostri scenari
A un’analisi più approfondita di quella condotta ordinariamente, crisi economica e crisi ambientale sembrano rispondere alla stessa logica profonda ed entrambe coinvolgono il lavoro, stretto tra scarsità e sostenibilità ambientale. Quali scenari possono configurarsi per comporre questo contrasto? Basterà la green economy o c’è bisogno di riconsiderare i fini stessi dell’economia, attraverso una inclusione sempre maggiore dell’ambiente
Energia e innovazione tra flussi globali e circuiti locali
La tematica energetica è di fortissima attualità e rilevanza sia per questioni antiche (sicurezza nazionale, sviluppo economico) sia per questioni più recenti come il cambiamento climatico. Gran parte delle emissioni che provocano il surriscaldamento del pianeta provengono dalla combustione di fonti fossili. La transizione verso un uso più sostenibile dell’energia sta però segnando il passo. Ai buoni risultati ottenuti dall’industria si sommano crescenti consumi civili, in particolare nel settore dei trasporti. I fattori di rallentamento non sono tutti legati alla contingenza economica mondiale, ma riguardano anche fenomeni sociali e istituzionali. Il libro indaga a largo spettro questi fattori, includendo tavole dei flussi energetici per settore, la distribuzione dei consumi su scala urbana e regionale, i sistemi che mirano all’autosufficienza (comunità energetiche), i conflitti sulle centrali e le modalità giuridiche per regolarli. Ne esce un quadro con luci e ombre. Nonostante l’impegno di molte agenzie e la disponibilità di nuovi pacchetti tecnologici, vi è tuttora una insufficiente consapevolezza del cambiamento climatico, dell’importanza delle nuove fonti di energia, in primis quella solare, e degli effetti re-distributivi su ricchezza e consumi. Una transizione più rapida avverrà quando questione energetica e coesione sociale saranno contemperate in una prassi ecologica integrata
Sociologia del territorio
Adottando una nozione integrata di territorio in quanto "superficie delimitata in rapporto a un sistema attivo", il manuale offre gli strumenti utili a comprendere come uomini e donne si organizzino sullo e nello spazio, creando non solo recinti ma anche vie di comunicazione. Dopo aver introdotto le prospettive di analisi e aver toccato temi trasversali quali la mobilità e la creazione di confini, il testo affronta alcuni macro-argomenti, relativi a economia, politica, cultura, e si chiude con un capitolo sulla terra, a sancire il bisogno di ripartire dalle nostre basi fisiche e ambientali
Gli innovatori della periferia. La figura sociale dell'innovatore nell'agricoltura di montagna
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