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    Il Settecento e le arti a Orietta Rossi Pinelli dagli allievi

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    Il libro contiene la prima traduzione italiana del testo di Johann Heinrich Meyer Entwurf einer Kunstgeschichte des achtzehnten Jahrhunderts, che fu pubblicato nel 1805 a Tübingen nel volume Winkelmann und sein Jahrhundert. InBriefen und Aufsätzen a cura di Johann Wolfgang Goethe. L’Abbozzo per una storia dell’arte del XVIII secolo di Meyer racchiude in sé lo sforzo di trasformare la “memoria” di un osservatore contemporaneo in racconto storico e per la sua natura e tematica ben si presta a costituire un omaggio a Orietta Rossi Pinelli da parte degli allievi. Il testo di Meyer è affiancato, nel volume, da un ‘Abecedario’ dedicato a temi e protagonisti della cultura artistica del Settecento da lui citati: da Canova a Winckelmann passando per il tema dei musei e della pittura di genere. È un corollario di riflessioni e approfondimenti elaborati da studiosi che negli anni hanno fatto proprie, trasformate e sviluppate le tante sollecitazioni intellettuali incontrate nei corsi universitari tenuti da Orietta Rossi Pinelli all’Università di Roma “La Sapienza

    Insidie di una periodizzazione bipolare nella storiografia artistica sul Settecento: rococò versus neoclassicismo

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    The tradition in the study of art-history adopted the style to set different period terms. Besides, an evolutionary conception in history associated each style to a different age. This way of simplifying provoked a series of misunderstandings and was eventually a hindrance to the pluralism in each age. Briefly, various scholars split the arts in the Eighteenth Century in two main branches, the first one (ideally set in the first half of the century) called “rococo”, the second one “neoclassical”. However, in the last three decades a significant minority expressed harsh critics to this classification

    Restauratori nelle Province di Macerata e Fermo dalla fine del XVIII secolo ai nostri giorni: la creazione di un archivio informatizzato

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    Il PRIN “Restauratori nelle province di Macerata e Fermo dalla fine del XVIII secolo ai nostri giorni: la creazione di un archivio informatizzato” (Prot. N. 2006102588/2006 del MIUR, responsabile nazionale prof.ssa Orietta Rossi Pinelli, Università degli Studi La Sapienza), ha affrontato lo studio delle vicende conservative di alcune collezioni locali e l’analisi del merito e del metodo di singoli interventi di restauro, al fine della intelligibilità critica delle opere interessate e, dunque, della correttezza del giudizio da darne sia storico che artistico ed estetico, nonché in funzione della corretta compilazione delle nuove schede conservative previste dal D.M. 10 maggio 2001.L’Università di Macerata ha potuto così offrire il proprio concorso all’obiettivo primario di questo progetto di ricerca nazionale, che, insieme alle Università di Roma La Sapienza (responsabile la professoressa Orietta Rossi Pinelli), di Siena (responsabile la professoressa Bernardina Sani), di Torino (responsabile la professoressa Michela di Macco), di Lecce (responsabile la professoressa Regina Poso), coinvolge anche l’Istituto Centrale per il Restauro di Roma del MIBAC e l’Associazione “Giovanni Secco Suardo”: la realizzazione di un archivio generale informatizzato del patrimonio documentario relativo ai restauri e ai restauratori italiani tra seconda metà del Settecento e i nostri giorni

    L’art italien et sa périodisation selon Giovanni Previtali et Ferdinando Bologna

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    Quelques réflexions sur la périodisation de l’art en Italie Les questions les plus discutées, ou qui reviennent en tout cas le plus souvent dans les périodisations de l’art italien, de manière explicite ou implicite, peuvent schématiquement se ramener à deux. La première consiste à savoir quand, où et s’il faut faire commencer l’histoire d’un art reconnaissable comme « italien », et porte sur la légitimité de l’expression « art italien », qu’il faut peut-être remplacer par « art en Italie » ;..

    Postfazione

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    Les orientations de l’historiographie artistique, la primauté de la sculpture et l’aménagement du musée Chiaramonti au Vatican (1802-1808)

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    Les années 1802-1808, qui virent à Rome la fondation, puis l’inauguration du musée Chiaramonti, furent riches en événements : les mutations politiques qui touchèrent l’ensemble de l’état pontifical s’enchaînèrent les unes après les autres et de multiples opérations ayant trait à la culture eurent d’importantes conséquences dans les domaines de la muséologie et de la primauté de la sculpture. Aucun de ces événements ne put échapper à une confrontation avec la mémoire de l’humiliation du traité..
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