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Produzione, circolazione e consumo della ceramica nel Trecento. Analisi comparata di alcuni contesti toscani e inglesi
La ceramica da mensa siciliana tra tradizione e innovazione
Il testo offre una sintesi del panorama delle ceramiche con rivestimento prodotte in Sicilia tra la fine del XII e il XIV secolo. Queste includono sia prodotti che impiegano tecniche di rivestimento con una lunga tradizione nella manifattura locale, come la vetrina piombifera, sia manufatti realizzati con i «nuovi» rivestimenti, ovvero lo smalto e l’ingobbio. Oltre alle manifatture locali sono prese in considerazione anche le produzioni importate nell’isola da varie aree del Mediterraneo che rivestono un ruolo centrale nei consumi ceramici siciliani del periodo in questione
I contesti ceramici bassomedievali del Castello di Montecchio Vesponi. Approvvigionamento, consumo e riflessi economico- sociali
Dopo la peste. Consumi ceramici e standard di vita in Toscana e in Inghilterra tra Due e Quattrocento
Una “visione catastrofista” è stata a lungo dominante negli
studi sull’impatto socio-economico dell’epidemia di Peste Nera
del 1347-48 e, più in generale, degli avvenimenti della prima
metà del Trecento. Il peso di un modello così forte è ancora
rilevante nel dibattito storico, sebbene una gran parte degli
studiosi sia da tempo coinvolta in una rivalutazione totale
di questo periodo. I cambiamenti intervenuti nel passaggio
tra il XIII e la seconda metà del XIV secolo sembrerebbero
aver profondamente influito sulla sfera “materiale” della vita
della popolazione medievale. È sembrato quindi naturale
interrogare le fonti archeologiche – e le ceramiche in
particolare – su specifiche questioni legate ai consumi, agli
standard di vita e alla mobilità sociale.
La possibilità di confronto statistico costituisce il principio
guida del volume che, attraverso una serie di metodi di analisi
appositamente elaborati, tenta di esplorare le possibilità
offerte da un approccio di tipo contestuale-comparativo anche
su scala internazionale. In Toscana, oltre al lavoro sistematico
sulla ceramica del Castello di Montecchio Vesponi, sono
stati posti sotto la lente d’ingrandimento i contesti editi di
Via dei Castellani (Firenze), degli ex-Laboratori Gentili (Pisa)
e dei castelli di Montarrenti e Rocca Ricciarda. La preziosa
collaborazione con il Museum of London Archaeology ha
poi consentito di inserire tra i casi studio cinque siti urbani
londinesi, oltre ai villaggi di Westbury e Great Linford e alla
città portuale di Southampton. I risultati ottenuti hanno fatto
emergere una serie di tendenze specifiche che appaiono
rivelatrici non solo di un diverso modello di produzione,
circolazione e consumo della ceramica ma anche di più ampi
sviluppi in atto nel tardo Medioev
I contesti ceramici bassomedievali del Castello di Montecchio Vesponi (AR). Riflessi dei cambiamenti sociali nella cultura materiale
I contesti ceramici nel basso medioevo: riflessi dei cambiamenti sociali nella cultura materiale
Il progetto di ricerca intrapreso s’inserisce all’interno della discussione sull’uso della fonte
materiale e delle metodologie archeologiche quali strumenti efficaci per lo studio e la comprensione
di particolari aspetti degli sviluppi sociali ed economici della società Medievale. In particolare si è
scelto di focalizzare l’attenzione sul Trecento e sui cambiamenti che questo secolo portò con sé. Tra
le materie oggetto di analisi, una particolare attenzione sarà riservata ai fenomeni della mobilità e
dell’emulazione sociale. Queste saranno lette attraverso un’attenta valutazione degli standard di vita
e di consumo, ricostruibili per mezzo delle fonti materiali, principalmente ceramiche, mantenendo
uno sguardo privilegiato sulle dinamiche interne al mondo rurale. Per poter comprendere e valutare
l’effettiva validità di un approccio archeologico all’argomento sembra opportuno, in primo luogo,
inquadrare alcuni punti nodali che hanno costituito la base del ragionamento, attraverso una storia
degli studi che non deve considerarsi in alcun modo esaustiva ma mirata alla comprensione di quei
particolari aspetti che si intendono indagare. Si tenterà infine di definire quale possa essere il più
funzionale e specifico apporto dell’indagine archeologica all’attuale dibattito storiografico
Castiglion Fiorentino (AR). Il castello di Montecchio Vesponi: scavi; rifunzionalizzazione e allestimento dell’area archeologica; studio dei reperti
"Non invidio a Dio il paradiso perché son ben soddisfatto di vivere in Sicilia”. I consumi ceramici di Mazara nel basso Medioevo tra Sicilia citra Salsum e Mediterraneo
L’edizione degli scavi Via Romano costituisce un’occasione eccezionale per un’edizione sistematica e completa di un repertorio medievale, per tutta una serie motivi. Tra questi, quelli che donano un valore aggiunto ai nostri contesti, oltre all’abbondanza e il buono stato di conservazione del materiale recuperato, sono l’ampio arco cronologico a cui i frammenti si riferiscono (VII-XIV secolo) e la natura dei contesti di rinvenimento, spesso riconducibili a bacini stratigrafici chiusi, caratterizzati da una residualità minima. Il nucleo di ceramiche attribuibili alle fasi tardo normanna, sveva, angioina e di via Tenente Gaspare Romano proviene da cinque differenti bacini stratigrafici in uso nel periodo compreso tra la seconda meta del XII e la prima meta del XIV secolo, per lo più riferibili a fasi di abbandono di pozzi e all’utilizzo di fosse come smaltitoi/latrine. Il capitolo in questione intende in primo luogo presentare il catalogo completo di tutte le classi ceramiche individuate. L’ampia mole di dati acquisiti ha permesso di ricostruire l’evoluzione della multiforme realtà produttiva del centro urbano di Mazara. Successivamente, attraverso un’analisi del panorama morfologico e funzionale dei contenitori, si sono potuti valutare gli sviluppi nei modi di consumo ceramico, legati alle pratiche di preparazione degli alimenti e al loro consumo a tavola. Infine, l’ampio panorama dei contenitori di importazione ha permesso di leggere e interpretare le dinamiche di circolazione dei prodotti ceramici che giungevano in citta sia attraverso canali regionali sia da più ampie rotte mediterranee
Considerazioni di sintesi sulle analisi petrografiche di contenitori anforici dei secoli VIII-XII
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