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Appunti sull’immaginario dei nervi e il corpo scenico ottocentesco
The essay explores the imaginary of the body as a nervous/neurotic one by questioning nineteenth-century psychological, medical, and paramedical culture. The author shall take into account theoretical writings by Mesmer, Charcot, and other Italian psychologists living in the late Nineteenth Century and shall dwell on the relationship between such an imaginary and the ways theatrical critics described young Eleonora Duse’s body on the stage
La stagione di Carmelo Bene al Beat 72 (1966-1967): l’inciampo come metodo
Fra il dicembre del 1966 e la primavera del 1967 CARMELO BENE è al Beat 72 di Roma: qui si susseguono senza soluzione di continuità Nostra Signora dei Turchi, Amleto o le conseguenze della pietà filiale, Salvatore Giuliano (tutte e tre in prima assoluta) e una ripresa di Salomè. Poi, un violento litigio con Ulisse Benedetti, direttore del Beat 72, e il raduno a Ivrea per lo storico convegno, segnano la fine di questa stagione
e una prima cesura importante del suo percorso, cui seguirà, un anno dopo, l’abbandono delle scene teatrali e l’intensa esperienza cinematografica. Forse, proprio la concentrazione produttiva di questi mesi, permette a Bene di portare a conclusione
una parabola artistica che l’aveva visto fra i protagonisti della scena teatrale romana fin dal 1959: connotata da una cifra più esplicitamente autobiografica e da una radicalizzazione della poetica del non-attore, la ricerca di Bene sembra essere
giunta a un punto in cui la rappresentazione è quasi del tutto liquidata e lo spettatore, ancor più che in passato, costretto a mettere in crisi il suo ruolo. La critica si schiera. Pro o contro
«Chiacchiere dolcissime di due amiche pre-era nucleare»: Due signore e un cherubino di Goliarda Sapienza
Analisi e commento di Due signore e un Cherubino di Goliarda Sapienz
Craig e le tradizioni del teatro d’attore italiano
Il saggio analizza, attraverso documenti editi e inediti, l’incontro di Gordon Craig con le tradizioni d’attore del teatro italiano, del passato e a lui contemporanee, e l’influenza che ebbero sulla riflessione teorica di Craig sul Teatro del futuro, sull’Attore, sulla Über-marionette: da un lato, la tradizione del grande attore (e in particolare la figura di Tommaso Salvini), dall’altro, i generi popolari e dialettali (dal teatro siciliano di Giovanni Grasso al Teatro di Varietà di Ettore Petrolini), passando dal paradosso incarnato da Eleonora Duse. In particolare, la seconda parte del saggio si sofferma sull’analisi del quaderno manoscritto, conservato nel Fonds Edward Gordon Craig della Bibliothèque Nationale de France, dal titolo Petrolini. Some notes by EG.C., scritto da Craig fra il 1913 e il 1940
Leo De Beradinis e Perla Peragallo: teatro come jam session
In occasione della recente scomparsa di Leo De Berardinis, ripubblichiamo una parte del saggio
di Donatella Orecchia, Gli anni sessanta e settanta e la regia della crisi. Gli esempi di Quartucci e Tatò, Bene, De Berardinis e Peragallo. Di Donatella Orecchia
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I percorsi artistici di Carmelo Bene, di Carlo Quartucci e Carla Tatò, di Leo De Berardinis e Perla Peragallo
sono tre esempi di una ricerca che, lontana dall'assecondare un linguaggio della scena e della regia
allora egemoni, mise al proprio centro l'antagonismo, la proposta paradossale di un'alternativa radicale
rispetto alla società e al linguaggio artistico contemporaneo.
La storia di Leo De Berardinis è anche la storia di questo confronto con l'idea e la pratica della regia,
intesa sia come inevitabile terreno di confronto e riflessione con la scena contemporanea, sia come luogo
di ‘sperimentazione’ artistica d'attore nel suo rapporto con l'intero complesso spettacolare
Autobiografie umoristiche d'attore. Ettore Petrolini
Le scritture autobiografiche di Ettore Petrolini sono materiale prezioso per indagare come, nel processo di autorappresentazione narrativa di uno dei più grandi attori di teatro del primo Novecento europeo, prenda forma un inedito modo di affrontare l’intreccio fra tradizione e modernità, oralità e scrittura, collasso del Soggetto unico, destrutturazione dei canoni linguistici e narrazione polifonica.
Attraverso l’analisi di Abbasso Petrolini ! (1922) e di Modestia a parte… (1931), il saggio si concentra su alcuni aspetti nodali della scrittura autobiografica dell’attore : il rapporto con la cultura popolare di origine e suoi stilemi ; la marcata intertestualità (anche attraverso autocitazioni ricontestualizzate e citazioni di testi altrui) ; la polifonia esplicita e implicita ; la poetica della riscrittura parodica e della deformazione metalinguistica dei linguaggi e quella dell’ « idiozia sublime ».The Petrolini’s autobiographical writings are material to investigate how, in the representation of self, under the aegis of the autobiographical pact, it forms an unprecedented way of narrating the interweaving of tradition and modernity, orality and writing, collapse of the subject, deconstruction of linguistic canons and polyphonic narrative construction, in relation of one of the greatest actors of the early 20th Century in Europe.
Through analysis of Abbasso Petrolini ! (1922) and Modestia a parte… (1931), the essay focuses on some aspects of the actor's autobiographical writing : relationship with the popular culture of origin and its styles ; twisting of registers (high and low); marked intertestuality ; polyphony ; poetics of rewriting parody and metalinguistic deformation of the languages and poetic of the «idiozia sublime»
La sala Umberto e “L’arte del Varieté”: La storia, i protagonisti, le memorie
Il libro ricostruisce (attraverso ampio spoglio di giornali e materiale di archivio inedito) la storia di una delle più importanti sale di Teatro di Varietà e di Rivista di Roma, dalle origini fino agli anni cinquanta. Attraverso la storia locale il testo offre anche uno spaccato del teatro comico del tempo: da Petrolini, a Viviani, da Maldacea, a Totò, ai primi concerti jazz in Italia fino ai fratelli De Filippo, Rascel, Macario, Anna Magnani
Craig e Petrolini. «Farce - that tragic-comic thing»
Gordon Craig sees Ettore Petrolini for the first time in Florence in 1913. Since then, a story of mutual esteem and friendship begins and will continue, even with very long intervals, until 1935. The article reconstructs the story also based on unreleased material, housed in the National Library of Paris, in the Gordon Craig found
Il critico e l’attore. Silvio d’Amico e la scena italiana di inizio Novecento
Attraverso un'attenta indagine del percorso critico di Silvio d'Amico, dagli esordi fino al 1940, il volume ricostruisce il contesto teatrale italiano del tempo, dedicando una particolare attenzione allo studio sugli attori del tempo, nonché sulle trasformazioni del sistema teatrale del periodo. Lo studio intende essere anche un avvio di riflessione metodologico sullo studio della critica/cronaca teatrale come fonte per la ricostruzione non solo della storia dei singoli artisti ma anche delle più ampie trasformazioni socio culturali che attraversano le società contemporanee
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