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Reconstructing Pragmatism in the New Climate Regime: Education after the Intrusion of Gaia
In this essay, Stefano Oliverio engages with the question of how to think about education in times of climate change and the “intrusion of Gaia” by establishing a dialogue between Bruno Latour’s political ecology and John Dewey’s appeal to the need to bring a genuine Copernican revolution to fruition. Oliverio argues that the panoply of conceptual tools Dewey fashioned by recognizing the influence of Darwin on philosophy not only maintains its topicality but can be fruitfully deployed to make sense of our contemporary condition and to frame an earthbound education. On the other hand, the encounter with the views of contemporary thinkers reflecting on the New Climate Regime and the endeavors it invokes may help us to recontextualize the Deweyan heritage in order to “face Gaia.” In this horizon, the idea of the school as a site of collective inquiry is acclimatized to the new existential situation and its significance in promoting an art of the learning of attention to contrast the contemporary negligence and risk of barbarism is vindicated
Educating for Complex Thinking through Philosophical Inquiry. Models, Advances, and Proposals for the New Millennium
Nuovi usi di vecchi concetti. Contributi alla filosofia e alle scienze sociali contemporanee
Il volume, che raccoglie alcune delle maggiori voci del pragmatismo europeo contemporaneo, esplora il modo in cui tale scuola filosofica ha ricostruito alcuni concetti chiave delle scienze sociali e della filosofia, argomentando al contempo che si possa leggere il suo gesto teorico fondamentale nei termini della nozione di ex-aptation
Nuovi usi di vecchi concetti
"Un nuovo nome per alcuni vecchi modi di pensare": così recita il sottotitolo di Pragmatism, il celebre volume di William James datato 1907. Un'espressione apparentemente modesta, che sembra sminuire la portata innovatrice della scuola pragmatista. In realtà, è proprio sulla continuità creativa tra passato, presente e futuro che si articola il potenziale rivoluzionario del pensiero di William James, John Dewey, George Herbert Mead e Charles Sanders Peirce. Come insegna la teoria dell'evoluzione, le novità più radicali hanno spesso origine da un uso innovativo di strumenti e oggetti che in precedenza svolgevano funzioni differenti. È così che opera il meccanismo di ex-aptazione, intuito già dagli autori pragmatisti. I saggi che compongono il presente volume traggono ispirazione da questo spirito "ex-aptivo". In ognuno dei contributi, vecchi concetti vengono esplorati e rivisitati in modi inediti al fine di gettare luce sopra alcuni ambiti cruciali della nostra esperienza: religione, economia/diritto, politica, comunicazione, etica ed estetica, psicologia, educazione. "Nuovi usi di vecchi concetti" vuole così dimostrare nel concreto come si possa mettere all'opera il metodo pragmatista e farne il perno di indagini interdisciplinari sulle difficili e complesse questioni della nostra epoca
Educazione come paideía? Il misreading deweyano del mito platonico della caverna.
Il capitolo sviluppa un'interpretazione dell'idea deweyana di educazione come una mis-lettura della nozione platonica di paideia. In particolare, si argomenta che la problematica deweyana si inserisce nella radiazione di quel big-bang filosofico-paidetico di cui il documento più insigne è il testo de Le Nuvole di Aristofane (nonché l'ambivalente relazione di Platone con tale opera)
Complex Thinking as Cosmopolitanism and the Drift of ‘Learnification’: P4C and Some Contemporary Challenges.
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