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Corrigendum
Putignano S, Gareri P, Castagna A, Cerqua G, Cervera P, Cotroneo AM, Fiorillo F, Grella R, Lacava R, Maddonni A, Marino S, Pluderi A, Putignano D, Rocca F. Retrospective and observational study to assess the efficacy of citicoline in elderly patients suffering from stupor related to complex geriatric syndrome. Clin Interv Aging. 2012;7:113–118.One of the author’s names was listed incorrectly as Roberto Grella, it should have been Rodolfo Grella.Read the original articl
Feminist Objectivity in Philosophy of Science: a Crossroad between Politics and Epistemology
L'argomento della tesi è l'oggettività scientifica in filosofia della scienza, dimostrando esplicitamente l'importanza di uno sguardo femminista nelle nostre pratiche epistemiche nelle comunità scientifiche. Affronto questo scopo spiegando come l'oggettività scientifica è intesa nell'epistemologia femminista e presentando il mio progetto chiamato contextual standpoint theory, nato dalla combinazione di due famosi filoni dell'epistemologia femminista, la standpoint theory e l'empirismo contestuale. Ritengo che se considerati insieme, i due approcci permettono di ottenere un quadro esauriente del concetto di oggettività scientifica, perché la loro combinazione copre un’analisi sia dei temi epistemologici suggeriti da una prospettiva femminista e sia dei processi con cui condurre e produrre una conoscenza che possa dirsi oggettiva. Ciò culminerà nella considerazione dell’oggettività staccata dalla definizione di oggettività ‘neutrale’ o ‘libera dai valori’ (value-free), e raccoglierà una serie di caratteristiche che rimodellano l’ideale epistemico da perseguire proprio perché arricchite da queste prospettive femministe. Nella parte finale della tesi, sposto il focus dall'oggettività scientifica all'indagine delle pratiche accademiche attraverso un'epistemologia femminista-politica
Per una epistemologia politica femminista: diversità da preservare ed expertise
La crescente sfiducia nei confronti delle figure degli esperti e delle istituzioni scientifiche e lo scetticismo sulla validità della conoscenza da questi prodotta sono temi centrali tanto in riflessioni epistemologiche che politiche ed offrono un collegamento con l’epistemologia femminista, disciplina che si è interrogata in precedenza su questi temi, seppur guidata da propositi differenti.
Una delle strategie per riflettere e rimettere al centro dell’attenzione lo statuto dell’expertise nella società contemporanea è ripercorrere, da un lato, le critiche femministe che fanno capo all’ingiustizia epistemica [Fricker (2007), Tuana (2007) e, dall’altro, usare le strategie proposte dalla standpoint theory [Harding (1986), Collins (1990), Rose (2013), Smith (2004)] per sopperire a questa ingiustizia. Le riflessioni sull’ingiustizia epistemica svelano come l’aura sacrale che circonda il ruolo dell’esperto è talvolta condizionata da fattori sociali e politici che minano la credibilità epistemica attribuita a un agente epistemico, indipendentemente dalla sua effettiva conoscenza. La standpoint theory, condividendo queste critiche, le capovolge a proprio vantaggio quando sostiene, come punto di partenza per una conoscenza meno parziale e più trasparente, di partire proprio da quei soggetti che normalmente soffrono di ingiustizia o ignoranza epistemica. Non includere certi gruppi sociali quindi, non solo è un’ingiustizia sociale ma è anche un errore cognitivo in quanto il loro punto di vista ignorato potrebbe illuminare aspetti della ricerca non immediatamente visibili a chi beneficia, inconsapevolmente o meno, di un ambiente sessista o razzista.
Nell’ultima parte del paper, applico queste riflessioni in epistemologia femminista allo studio della composizione delle comunità accademiche e suggerisco che esse possono essere migliorare se si seguono tre step: democrazia, inclusione e collaborazione.
Queste linee guida servono a promuovere un dialogo critico fra le prospettive capace di ottenere una conoscenza meno parziale e di assicurare anche giusta rappresentazione ai gruppi sociali esclusi dalle comunità scientifiche
Experimental and Computational Simulation of the Haemodynamic Conditons After Edge-To-Edge Mitral Valve Repair.
O problema da superlotação nas prisões brasileiras
O problema da superlotação carcerária é um problema que vem preocupando o Brasil em níveis alarmantes nas últimas décadas. Esta tese explora o fenômeno do encarceramento no Brasil a partir das raízes históricas e sociológicas do castigo e chega à situação atual. É feito um diagnóstico do sistema penitenciário brasileiro com dados do Infopen e examina-se o problema da superlotação. A discussão de soluções de políticas conclui que o problema pode ser melhor categorizado como um wicked problem e que não é fácil propor uma solução direta no atual contexto social e econômico para o Brasil.Prison overcrowding has been affecting Brazil at alarming levels for the last decades. This thesis explores the dynamics of imprisonment in Brazil starting from the historical and sociological roots of punishment to the analysis of the current situation. This text looks at the Brazilian prison system using data from Infopen and examines the problem of prison overcrowding. The evaluation of public policy options addressing overcrowding concludes how the problem could be categorized as a wicked problem and that it is difficult to suggest a direct solution in the current socioeconomic context characterizing Brazil
Chronic viral hepatitis in thalassemic liver disease. A long term study in patients with acute hepatitis with nontransfusion-dependent thalassemia minor
Characterization of the response of Fast Ion Loss Detectors to fusion neutrons for applications at JT-60SA and ITER
One of the main configuration of Fast Ion Loss Detectors (FILD) installed in present day tokamaks and stellarators consists of a collimator and a scintillator coupled to a suitable optical system. In view of their use at the JT-60SA and ITER tokamaks, the impact of the background radiation induced by fusion born neutrons on the instrument must be quantified. In JT-60SA the interaction is predominantly due to 2.5 MeV neutrons born from D –D reactions while, at ITER, 14 MeV neutrons born from D –T are of additional concern, as their flux is expected to be the same as the one from the escaping ions at the position of the FILD. In particular, the generation of background charged particles when neutrons interact with the FILD supporting structure is of most relevance, both at JT-60SA and ITER. In this work we present the results of a study on the neutron sensitivity of the whole FILD setup to 2.5 MeV and 14 MeV neutrons. A set of GEANT4 simulations with a detector geometry derived from the current CAD model of the proposed FILD design has been carried out. Modelling has been validated at the Frascati Neutron Generator, where aspects of the interaction of MeV range neutrons with the FILD setup have been tested. Based on our simulations, we predict that neutrons will induce a measurable background on the FILD, both at JT-60SA and ITER, but they will also not impede measurements
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