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    Conclusioni. La vulnerabilità e la forza. Un binomio antico da ritematizzare

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    La nozione di vulnerabilità andrebbe recuperata nella sua “classica” accezione appartenente al pensiero politico e giuridico, quale caratteristica intrinseca a tutti gli esseri umani e perciò rilevante per la fondazione delle istituzioni politiche e della produzione giuridica, dunque quale “presupposto” implicito delle filosofie contrattualistiche e utilitaristiche. Già in Thomas Hobbes, infatti, e molto tempo dopo anche in Herbert Hart, la comune condizione di vulnerabilità è stata riconosciuta come la ragione prima che spinge verso l’istituzione del monopolio politico e giuridico dell’uso della forza da parte dello Stato, con la conseguente proibizione del ricorso alla violenza/forza privata

    Le teorie critiche del diritto. Saperi, politica, società

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    Dopo un lungo periodo, durante il quale la prospettiva critica è stata tenuta ai margini della riflessione giuridica e considerata unicamente per la sua valenza decostruttiva, quelle che oggi vengono individuate come «teorie critiche del diritto» vanno conquistando sempre maggiore visibilità e credibilità. In particolare, nel «nuovo corso» che si sta affermando si riscontra un certo interesse in relazione alla loro capacità di ridefinire la soggettività giuridica, riconfigurare alcune tra le categorie giuridiche fondamentali, nonché rappresentare in modo più efficace la dimensione complessa della realtà giuridica. Queste e altre specificità sono state oggetto del seminario tenutosi a Ferrara nel maggio 2018, in occasione della pubblicazione del volume Le teorie critiche del diritto . L’idea di questa sezione nasce dalla volontà di proseguire il vivace dialogo inaugurato allora e raccoglie i testi degli interventi presentati in quella sede, ampliando lo sguardo su questioni ulteriori rispetto a quelle affrontate nel volume ma mantenendo l’approccio interdisciplinare ivi proposto

    Conclusioni. Le teorie critiche del diritto: un tentativo di sistematizzazione

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    Le teorie critiche del diritto condividono alcuni "assunti". In particolare: l’origine “esterna” alla riflessione giuridica “classica” e la stretta relazione con il confronto politico e l’impegno civile; l’aspirazione alla giustizia e l’attenzione alla democrazia, ai diritti e alle libertà fondamentali; la riflessione sul soggetto di diritto; la critica alla dicotomia pubblico-privato; la critica alla violenza. Tali "assunti condivisi" comportano specifiche ricadute in ambito teorico-giuridico: lo stretto rapporto tra teoria e prassi; il nesso tra teoria del diritto e teoria della democrazia; la ridefinizione del soggetto di diritto; la contestazione della netta distinzione tra diritto pubblico e diritto privato; la problematizzazione dello statuto della violenza/forza

    La critica femminista degli stereotipi di genere nel diritto: concezioni, usi, funzioni, retoriche

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    La critica degli stereotipi di genere nel diritto ha una storia risalente, che può essere ricondotta agli albori della riflessione giusfemminista. Affrontare il problema della presenza degli stereotipi di genere nel diritto contemporaneo dunque significa non tanto avvicinarsi ad una nuova questione, quanto piuttosto proseguire sulla strada della critica del diritto indicata dal giusfemminismo, indagando quanto ancora permane nell’esperienza giuridica della sua originaria struttura discriminatoria e spingendo ulteriormente la riflessione nella direzione della decostruzione delle forme e dei metodi del diritto stesso, qualora si presentino come connotati in termini sessisti. In questa breve introduzione, tenterò di ricostruire, in sintesi, alcune questioni relativamente alle diverse concezioni che degli stereotipi sono state fino ad ora prodotte, agli usi e alle funzioni che gli stessi svolgono e alle modalità attraverso le quali operano

    Il giusfemminismo e le sfide del neoliberismo. A proposito di soggetti, libertà e diritti

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    I temi con i quali la critica giusfemminista è chiamata a misurarsi oggi concernono pratiche che richiamano tradizionali forme di assoggettamento e sfruttamento del corpo femminile, quali la prostitutzione e la maternità surrogata. Nel contesto neo-liberista, infatti, queste sembrano assumere un significato (retorico e simbolico) radicalmente diverso da quello originario per via dei processi di mercatizzazione della riproduzione e della sessualità che il neo-liberismo favorisce e capitalizza. Il giusfemminismo, di conseguenza, torna necessariamente a interrogarsi attorno al corpo delle donne e al suo disciplinamento giuridico, per comprendere quanto la liturgia neo-liberista del “soggetto libero” stia vanificando alcune epocali conquiste in tema di eguaglianza e diritti

    I diritti contro la città. Spazio urbano, soggettività e sfera pubblica

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    Lo spazio urbano è assurto a “nuovo centro” del potere, divenendo il luogo privilegiato, nonché la prospettiva principale , dell’elaborazione, della progettazione e della sperimentazione delle politiche contemporanee.In questo saggio tenterò di mettere a fuoco la relazione tra diritto e città indagando alcune delle riconfigurazioni che in ambito giuridico appaiono strettamente dipendenti da quella che viene diffusamente descritta come la «svolta spaziale» (Middel-Naumann 2010) e soffermandomi in particolar modo sulla riarticolazione dei diritti nello spazio urbano, quali aspettative mosse non più contro e nello Stato, ma contro e nella città. Procederò innanzitutto richiamando alcune classificazioni della cittadinanza e della democrazia elaborate alla luce dei diritti nella loro dimensione statale, al fine di verificare in quale modo tali teorizzazioni possano essere declinabili anche con riferimento alla dimensione urbana. Successivamente affronterò la questione della relazione tra soggetti, diritti e spazio urbano per comprendere quali soggettività giuridiche e politiche siano oggi riconoscibili nella città. A tal fine sarà necessario preliminarmente interrogarsi anche sulle trasformazioni che lo spazio pubblico (fisico e simbolico), ovvero il quadro di riferimento della stessa configurazione dei diritti e delle soggettività, va assumendo in chiave urbana

    Mafia Definition and Legislative Gaps: A Critical Criminology Approach

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    In this chapter I shall seek to demonstrate how the approach of critical criminology can also be effective for analysing the mafia phenomenon— not only ‘common ’ criminals and crimes — starting precisely from the problem of definition. For the purposes of the analysis, I shall mainly refer to the Italian mafia phenomenon, in view of the specific legislative provision contained in the Italian Criminal Code in Article 416 bis

    Redefining Organised Crime: A Challenge for the European Union?

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    The definition of organised crime has long been the object of lively debate, at national and international level. Sociological and legal analysis has not yet led to one definitive answer to the question of what exactly ‘organised crime’ means. Nonetheless, many instruments adopted both at international and national levels set forth special legal regimes designed to target criminal groups featuring a stable organisation, which are perceived as particularly dangerous to society. Therefore, identifying the notion of organised crime is crucial to establishing the scope of any legal instrument specifically designed for combating it. The aim of this book is to reassess the scope, the effectiveness and the overall coherence of existing definitions of organised crime, and to identify any need for a reconsideration of these definitions, specifically with reference to the EU legal order. It will be of interest to academics, practitioners and legislators working in the sphere of EU criminal law a..

    Vulnerabilità: etica, politica, diritto

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    Nelle scienze sociali, politiche e giuridiche si è diffuso negli ultimi anni il ricorso alla nozione di “vulnerabilità”. Ad essa sono tuttavia attribuiti significati diversi, talora contraddittori, in particolare quando dalla definizione di determinati soggetti o gruppi sociali come “vulnerabili” si cerca di ricavare delle conseguenze sul piano politico e giuridico. I saggi contenuti in questo volume si soffermano sul “vulnerability turn”. Muovendo dalle prime elaborazioni della nozione di vulnerabilità nel dibattito etico e filosofico-politico, essi ne indagano criticamente gli usi attuali, rilevando tanto le potenzialità del “paradigma della vulnerabilità”, quanto i rischi che esso reca con sé

    Una storia dei diritti delle donne

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    La storia dei diritti delle donne non si sovrappone mai del tutto alla storia dei diritti umani, anche quando la interseca. Questo libro propone innanzitutto una nuova e diversa periodizzazione: dall’esclusione delle donne dai diritti naturali all’emergere delle prime teorie su eguaglianza e libertà tra i sessi, fino a giungere all’accesso ai diritti, alla loro riformulazione nel secolo XX e all’affermazione dei diritti umani delle donne in una prospettiva sempre più transnazionale. Una ricognizione sintetica e complessiva, radicata nella cultura europea ma aperta ad altre regioni del mondo. Un’introduzione che aiuta a inquadrare questioni al centro del dibattito contemporaneo all’interno di una storia delle donne e dei loro diritti
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