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Valorizzazione e protezione della variabilità intravarietale dei vitigni italiani
Il vitigno è da sempre il principale protagonista dei modelli viti-enologici. Le caratteristiche produttive e qualitative di un assortimento varietale sono alla base delle caratteristiche di originalità dei vini di territorio, oltre che ovviamente di quelli di vitigno. Paradossalmente non vi è accordo tra gli studiosi di viticoltura sulla definizione di vitigno. Ciò può determinare seri problemi di carattere normativo di difficile risoluzione. In relazione alla definizione che si dà al termine di vitigno può cambiare il livello di biodiversità della viticoltura, di variabilità, ricchezza e complessità dei vini.
Un limite che ha caratterizzato e che caratterizza tuttora gli studi ampelografici è il riferimento per la descrizione varietale ad un numero limitato di specimen (piante di riferimento) e che si riflette sulla scarsa considerazione che la variabilità intra-varietale trova nelle descrizione ampelografiche. Questo atteggiamento operativo, definibile come approccio tipologico è in antitesi con l’approccio popolazionale che è alla base della moderna tassonomia. L’introduzione dei marcatori molecolari ha rafforzato l’approccio tipologico, portando ad accettare surrettiziamente il concetto di un’origine monofiletica e monoclonale delle nostre varietà di vite, escludendo il concetto di varietà-popolazione o di varietà policlonali. Inoltre la tendenza è quella di considerare forzatamente tutte le popolazioni derivanti da un unico capostipite afferenti alla medesima varietà, a meno di palesi mutazioni somatiche. Lo spazio dibattito vuole offrire qualche spunto di riflessione sul significato di vitigno alla luce di alcune recenti ricerche nel campo dell’ampelografia classica e molecolare
L’IGT (Indicazione geografica tipica) Ronchi varesini per la rinascita della viticoltura varesina.
E' stata documentata la vocazionalità dell’area della provincia di Varese, per la quale è stato richiesto ed ottenuto il riconoscimento dell’IGT.
L’analisi delle fonti storiche, ha ampiamente documentano la diffusione della viticoltura nell’area fin dall’epoca pre-romana, e il suo divenire nel corso della storia. La viticoltura varesina non solo era ampiamente diffusa, ma godeva di buona reputazione sui mercati regionali. Si dispone inoltre di un’accurata messe di informazioni circa il modello viticolo e la base ampelografica in essere fino alla fine del XIX secolo. Su tali basi è stata confermata l’omologia della viticoltura varesina con quello delle province limitrofe, lombarde e piemontesi, che anche attualmente risultano zone vitivinicole vitali.
Lo studio quindi ha affrontato le risorse ambientali locali e la loro idoneità per una viticoltura di qualità. Il clima, di tipo insubrico, è risultato idoneo per la gran parte della provincia, in relazione alle risorse radiative e termiche. Le risorse pluviometriche appaiono limitare, perché eccessive, la possibilità di una viticoltura di qualità, nella fascia settentrionale della provincia.
I suoli sono stati valutati in relazione alle proprietà funzionali che più interessano la loro potenzialità vitivinicola quali: spessore, tessitura, presenza di scheletro, reazione, capacità per l’acqua.
Dall’analisi congiunta delle risorse pedologiche e climatiche, secondo un modello di stima della vocazionalità viticola, è risultato come buona parte dei territori comunali della provincia, possano considerarsi potenzialmente vocati alla viticoltura di qualità.
Nel corso del triennio di indagine (2001-2003), sono stati esaminati i vigneti più rappresentativi della zona, al fine di valutarne il reale stato vegeto-produttivo. Sono stati analizzate le uve alla vendemmia, sono state realizzate microvinificazioni delle uve dei singoli vigneti in condizioni standard, sono quindi stati analizzati i vini sia per via chimica che sensoriale. Ciò ha consentito di tracciare un profilo più che soddisfacente circa la situazione della viticoltura varesina e delle sue potenzialità qualitative. Il valore attuale e potenziale delle produzioni enologiche è anche testimoniato dalla domanda che la ristorazione locale esercita nei confronti della attuale produzione e che ne consente una commercializzazione certa e remunerativa. Sulla base dell’indagine agroclimatica e pedopaesaggistica, sono stati definite quattro aree di diversa vocazionalità (Fig. 1) La parte sud orientale della provincia è stata esclusa dal IGT perché molto urbanizzata.
Tutti questi elementi hanno quindi consentito di stilare una proposta di disciplinare per l’IGT Ronchi Varesini che è stata recepita dalla Commissione ministeriale competente ratificata con il Decreto del Ministero delle politiche agricole dell’11 ottobre 2005 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale 21 ottobre 2005 n. 246
East-West collaboration for grapevine diversity exploration and mobilization of adaptive traits for breeding: a four years story
The action aimed at establishing a collaborative partnership among the countries that share the grapevine (Vitis vinifera L.) gene pool with the main object to define a core collection able to represent and conserve the highest genetic diversity with the lowest number of plant accessions. The action involved 25 Cost countries and 10 non Cost countries, which represent quite all the range of the Old World viticulture. Around
250 scientists (40.6 % female; 17.5 % Early Stage Researchers (ESRs)) participated to the collaborative activities in which more than 30 institution were actively involved. Forty-four Short Term Scientific Missions (STSMs) were completed more than two thirds made by ESRs. An original Ampelography Book describing a large sample of elite grape cultivars selected from the native Caucasus and Black northern sea region was published and more than 100 research papers were produced (63 in the present action final publication). Networks of collaborative activities were consolidated.
Concrete results involved all the objects of the action, including germplasm identification, testing of advanced genotyping methodologies, accessions phenotyping for phenology, grapes quality potential and mildew resistances; methods for association genetics; procedures for sanitary managements of collections, safe conservation and germplasm circulation. Protocols for phenotyping were released and successfully tested in a large set of grapevine germplasm collections. More than 1000 accessions were genotyped. The design of a tentative core collection referred to east European germplasm was completed
Missioni cattoliche e agricoltura in Cina all'epoca del Novus Atlas Sinensis ({NAS}) del Padre Martino Martini S.J.: nel contesto agro-antropologico millenario di quel paese
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