210 research outputs found
Concetta Zuccarello cooking in the family kitchen on Bloomfield Avenue.
Concetta Zuccarello, an immigrant from Sicily, in the familiy kitchen 218 Bloomfield Ave., Cold Water Flat. Concetta is grandmother of Josephine Zuccarello, wife of photographer. Both 1910 and 1911 listed as a date for photograph
Le hasard
Nelle più recenti riflessioni, relative al mondo della ricerca e della cultura, si individua una linea di pensiero che sta mettendo in discussione le vecchie dicotomie che hanno strutturato il sapere in età moderna: assistiamo a un nuovo intreccio di umanesimo e scienza, persona e corpo, natura e storia, pubblico e privato, che problematizza l’attuale assetto delle varie discipline, codificate ancora in un sistema di “categorie”, come se fossero scaffali di un’immensa biblioteca, entro i quali racchiudere la conoscenza.
Mentre trionfa sulle pagine dei giornali e nella comunicazione dei media una neo-lingua fatta di termini come spread, derivati e default, il mondo della ricerca riflette sul suo linguaggio, che resta lo strumento più credibile per descrivere il pensiero, i problemi, il gusto dell’epoca attuale. La trasmissione della cultura è fatta non solo di nozioni, ma anche di procedure e di saperi, che incidono profondamente sulle dinamiche della ricerca.
Il Coordinamento Napoletano Donne nella Scienza ha promosso nel 2012 seminari e convegni intesi a proporre momenti di confronto interdisciplinare tra studiosi (docenti, ricercatori, dottorandi) di varie aree e il pubblico, con un carattere di forte concretezza. Si è deciso di organizzare la riflessione attorno ad alcune parole molto comuni, che, appartenendo al lessico intellettuale di base delle singole discipline, sono presenti in tutti gli ambiti di ricerca e di studio e, proprio per questo, sono sfuggenti rispetto a una lettura più attenta e rigorosa: si tratta dei concetti sottesi a vocaboli come “vedere”, “caso”, “genere”, “bellezza”. L’iniziativa, promossa da un gruppo di ricercatrici dell’Università Federico II e di alcuni enti di ricerca, raccolte nel Coordinamento Napoletano Donne nella Scienza, risponde dunque all’obiettivo di capire in maniera più approfondita i mezzi della conoscenza, sia umanistica che scientifica, e i desideri di sapere che alimentano il nostro presente.
Ci si è chiesto cosa “vede” esattamente un fisico, un matematico, un chimico, un architetto, un filologo... quando usa questo verbo nell’esplicitazione della sua ricerca, adottando, talvolta inconsapevolmente, una molteplicità di metafore e procedure che testimoniano la potenza epistemologica e antropologica di cui è carico l’atto del “vedere”.
Per ciascuno dei vocaboli scelti sono stati presentati sguardi e voci di esperti di singole discipline, impegnati in un confronto aperto, che ha consentito ai partecipanti di riflettere, in termini di spiazzamento e stimolo, più che di acquisizioni, su procedure metodologiche e aspetti lessicali che ci sembrano particolarmente significativi.
A ognuno dei vocaboli scelti è stato dedicato un incontro tra esperti in ambiti disciplinari differenti e ampio spazio è stato, inoltre, riservato “al dibattito” e alla partecipazione del pubblico per una riflessione ed elaborazione comune
Spherical versus flat models of coseismic and postseismic deformations
We perform an exhaustive study of coseismic and postseismic surface deformations induced by shear dislocations using flat and spherical Earth models. Our aim is to examine the effects of the spherical geometry, the vertical layering, and the self-gravitation on surface displacement field. For a 100 km long fault, spherical and flat models produce comparable coseismic deformations up to a distance of ∼300 km from the epicenter. This distance is sensibly reduced in the postseismic regime and when infinitely long strike-slip faults are considered. The differences between predictions based on flat and spherical models are due both to their global geometry and the effect of the gravity forces. Self-gravitation has a minor role with respect to that of sphericity for surface coseismic deformations, while in the postseismic regime its effects increase considerably. As a case study, we consider the coseismic and postseismic deformations due to the great 1960 Chilean earthquake. The results of the spherical stratified model differ sensibly from those of a flat uniform model. Moreover, within the framework of spherical Earth models, the rheological stratification plays a major role in determining the pattern of the displacement field. We show that the present-day rates of vertical and horizontal deformations are considerably large (∼10−2 m yr−1) for an asthenospheric viscosity ranging from 1019 to 1020 Pa s. These rates, which could possibly be detected by geodetic investigations, are found to be also sensitive to the rheological properties of the mantle beneath the asthenosphere
Usura sopravvenuta, buona fede in concreto e tecniche di conformazione del contratto
L’a., dopo aver esaminato la sentenza delle Sezioni Unite della Suprema Corte con cui, almeno apparentemente, è stata negata la configurabilità nel nostro ordinamento giuridico della c.d. usura sopravvenuta, e dopo aver ricostruito le tesi dottrinali e giurisprudenziali prospettate in materia, svolge alcune considerazioni critiche, soffermandosi sulle contraddizioni emerse nella sentenza in commento. In particolare, si afferma che la Suprema Corte, lungi dall’aver espunto dal nostro sistema giuridico la figura dell’usura sopravvenuta, l’abbia – invece – ammessa, riprendendo considerazioni simili a quelle svolte nel 2002 dalla Corte Costituzionale e proponendo, inoltre, l’adozione della buona fede oggettiva, da valutarsi però “in concreto”, e non “in astratto”. Si suggerisce, a questo punto, di rivalutare il ruolo centrale del giudice nell’applicazione al caso concreto delle clausole generali e di prospettare, più in generale, un suo potere “correttivo”, al fine di una rideterminazione dell’equilibrio contrattuale, venuto meno a seguito del disallineamento dei tassi di interesse contrattualmente previsti dai valori-soglia individuati legislativamente
Il corpo in sequenza. VISIONI ALCHEMICHE DEL MOVIMENTO DI NIŽINSKIJ
Memorie, fotografie e cinema animato sono le ispirazioni prime per illustrare i diversi tentativi di visualizzazione del movimento di Nižinskij, da Pétrouchka a L’Après-midi d’un faune nel 1912; molti i fotografi coinvolti, da Adolph de Meyer a Christian Comte, nostro contemporaneo. In un teatro di danza che non aspirava ad essere ripreso dal nascente cinema, sono dapprima la parola e il racconto a fermare le immagini. Nel 1907 si realizza la visione del “teatro dei burattini, parafulmine del sacrilegio” nelle parole del poeta e filosofo russo Andrej Belyj; poi sarà la volta di pittori e scultori nella Parigi delle Saisons Russes. Nižinskij-clown de dieu trasmuta allora dal corpo-maschera del technicien al corpo trasparente dell’uomo fragile e sensibile dei suoi Diari; dal corpo d’arte al corpo rituale dello sciamano - vera “forza attiva costruita nel tempo”. Il corpo in sequenza è il suo corpo in continua fibrillazione, un tempo incandescente sulla scena, e mosso oggi in sequenze numeriche da scultori e videoamatori
Direttive Anticipate di Trattamento nei pazienti oncologici: una prospettiva internazionale
Abstract
La presente tesi vuole fornire spunti di riflessione su tematiche etiche e bioetiche la cui rilevanza è attuale e indiscussa, quello delle Direttive Anticipate di Trattamento, con particolare riferimento nei pazienti oncologici, e delle tematiche bioetiche ad esse connesse.
Essa nasce da una ricerca effettuata nella banche dati mediche, giuridiche e bioetiche, con un approccio multidisciplinare e internazionale.
Tale ricerca delinea un quadro della situazione attuale dal punto giuridico-normativo e bioeticistico, sulla base delle più aggiornate fonti bio-giuridiche, in primis nel nostro Paese e successivamente una veduta ed un confronto europeo, un confronto oltreoceano con l’analisi della situazione Statunitense e parallelamente un confronto con il resto del mondo.
Il lavoro parte da un inquadramento delle stesse Direttive Anticipate nel contesto etico e bioetico, poiché un approccio medico-legale alle dinamiche delle Direttive Anticipate di Trattamento nei pazienti oncologici non può prescindere da una visuale “bioetica” della relazione medico-paziente e da un raccordo con i diritti inviolabili dell’uomo sanciti dalla nostra Costituzione.
Si procederà poi ad un esame dei fondamenti legislativi che sono alla base delle stesse Direttive Anticipate e della rinuncia ad un trattamento medico, partendo dalla tutela della dignità umana sancita nella Convenzione di Oviedo, e proseguendo poi con i principi sanciti dal Comitato Nazionale per la Bioetica nel 2003 e proclamati dal nostro stesso Codice di Deontologia Medica, ultimo aggiornamento del 2014
Prescrizione, Verwirkung e buona fede, tra certezza del diritto e prospettive di riforma
L’a. analizza l’istituto tedesco della Verwirkung, la cui applicazione nel nostro ordinamento è stata, di recente, ammessa da una pronuncia della Suprema Corte. Tale sentenza, che costitu- isce uno spunto per l’analisi degli istituti coinvolti, viene criticata, per un uso improprio delle clausole generali, con particolare riferimento alla buona fede e all’abuso del diritto. Dopo una rigorosa analisi della funzione e della ratio degli istituti coinvolti, l’a. rileva che, anche alla luce – da un lato – delle riforme della prescrizione in ordinamenti stranieri tradizionalmente conside- rati «vicini al nostro» (e dei Principi di Soft Law in materia di prescrizione) e – dall’altro – della giurisprudenza delle Corti europee, la sentenza, da cui è partita l’indagine, sembra illustrare un “disagio” dell’interprete che, attraverso un utilizzo erroneo delle clausole generali, tenta una “modernizzazione” degli istituti tradizionali, al fine di «superare» le rigidità della prescrizio- ne, con un’affannosa ricerca della giustizia del caso concreto «a tutti i costi». Più opportuno e coerente con il sistema giuridico sembra invece prospettare una riforma dell’istituto della pre- scrizione, in linea con le esigenze contemporanee, ma anche nel pieno rispetto dell’ineludibile principio della certezza del diritto, anche al fine di un’armonizzazione comunitaria
Narrare l'inclusione. Riflessioni e prospettive nell'educazione alle diversità
Il cammino dell'inclusione è ricco di storie, di pensieri e di interpretazioni che si riflettono nel grande specchio della famiglia, della scuola e della comunità tout-court, ovvero i luoghi narrativi del nostro pensiero sociale che si fa educazione. Ciascun contributo degli autori di questo libro offre una lettura della diversità come categoria multiforme e complessa pensata nelle varie applicazioni pedagogiche, storiche, didattiche e sociali e progettata in direzione del "fare inclusione". Questo libro è dedicato ai docenti e ai genitori, agli educatori e a tutti i professionisti che si occupano di formazione e vuole offrire una possibile chiave di lettura del "pensare l'altro" nei termini di un'acquisizione collettiva e di attività collaborative per la costruzione di competenze inclusive
La validità dei patti in vista del divorzio nell’ordinamento giuridico italiano
Nel presente lavoro l’a. analizza l’orientamento giurisprudenziale tradizionale, con cui la Suprema Corte ritiene radicalmente nulli gli accordi in vista del divorzio. Sono qui criticate sia la tesi secondo cui tali patti implicherebbero una «commercializzazione dello status», sia quella che farebbe derivare la loro nullità da un’assunta violazione dell’art. 160 c.c., in materia di inderogabilità dei doveri nascenti dal matrimonio. Ne deriva, conseguentemente, la piena legittimità e validità, nel nostro ordinamento giuridico, degli accordi in vista del divorzio, ovviamente nei limiti tassativamente imposti dalla legge
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