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    Analisi qualitative di mele e pesche biologiche con strumentazione NIR.

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    Le prove sono state condotte per un triennio su mele della cv Golden delicious e pesche della cv Fayette. Le mele Golden delicious provenivano da impianti messi a dimora in Trentino mentre le pesche Fayette da impianti situati nel comprensorio Cesenate. Il confronto fra i frutti degli impianti coltivati secondo il “metodo biologico” e quello “integrato“ è stato impostato avendo cura di scegliere con la massima omogeneità frutteti situati il più vicino possibile nell’ambito della zona climatica prescelta, simili per età, portinnesto utilizzato e densità di piantagione. Lo studio aveva lo scopo di confrontare se i due metodi di coltivazione, “biologico” ed “integrato”, determinano differenze nella qualità dei frutti e se tali differenze sono riscontrabili con i metodi analitici a disposizione. Più precisamente campioni di frutti di Golden delicious e di Fayette derivanti da impianti coltivati con i due metodi “biologico” ed “integrato” sono stati analizzati per la determinazione delle caratteristiche qualitative sia con le tecniche tradizionalmente impiegate nella pratica (quali ad esempio le determinazioni del residuo secco rifrattometrico e l’indice penetrometrico) che con tecniche gascromatografiche e spettrofotometriche normalmente eseguibili solo in laboratori attrezzati (quali ad esempio il contenuto in zuccheri semplici ed acidi organici con il gascromatografo e il contenuto in antociani con lo spettrofotometro)

    METODI NON DISTRUTTIVI PER VALUTARE LA QUALITÀ DEI FRUTTI E LA SANITÀ DELLE PIANTE

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    Le cosiddette tecnologie non distruttive sono quelle che consentono la definizione delle caratteristiche interne di diversi prodotti e manufatti senza dover ricorrere alla distruzione del campione considerato. Queste tecniche consentono i più svariati tipi di controllo e sono largamente impiegate in diversi settori, quale quello industriale, chimico, farmaceutico, petrolifero, trovando anche interessanti applicazioni nel campo medico. Nel campo agroalimentare queste strumentazioni hanno trovato una recente applicazione nei settori dove è necessario garantire una uniformità di qualità di prodotto, quali ad esempio, il settore delle farine o di alcuni prodotti trasformati, ad esempio l’olio d’oliva, ecc. Queste strumentazioni stanno trovando sempre un maggiore impiego anche in altri campi dell’agroalimentare e recentemente hanno trovato impiego nella definizione della qualità dei prodotti nel settore fresco dell'ortofrutticolo. Queste strumentazioni hanno una serie di indubbi vantaggi rispetto a quelle che sono state tradizionalmente usate sino ad ora. Le nuove tecniche consentono infatti di determinare diversi parametri di qualità su di un largo numero di frutti od anche su tutta la partita esaminata, e di iniziare le determinazioni addirittura sui frutti pendenti dalla pianta. Ciò consente di aumentare il numero di utili informazioni, di sottoporre ad analisi ripetute nel tempo lo stesso campione, di selezionare i campioni che meglio esprimono la variabilità della popolazione indagata, di determinare parametri diversi con la stessa misurazione e di aumentare, in sostanza, il numero di informazioni disponibili. Le strumentazioni operano secondo diversi principi che sono anche alla base della loro suddivisione. I principali metodi usati commercialmente o ancora in via di sperimentazione operano secondo proprietà elettromagnetiche (NIRS, spettroscopia nell’infrarosso vicino, NMR, risonanza magnetica nucleare), elettrochimiche (naso elettronico) o elettromeccaniche (impatto). Si riporta una breve descrizione delle strumentazioni elencat

    NIRS E NASO ELETTRONICO: PROSPETTIVE DI DIAGNOSI DELLE PATOLOGIE VEGETALI

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    NIRs and electronic nose were used to perform early diagnosis of fire blight. Micropropagated Abbe Fétél plants were maintained in controlled environmental conditions and inoculated with the Erwinia amylovora. The electromagnetic spectra obtained with the NIRs were not sufficient to distinguish the plants infected from the control ones. On the contrary, the analysis of volatile compounds of the control and inoculated micropropagated plants showed the possibility to perform an early diagnosis of the diseas

    Impiego della tecnica NIRs per la determinazione della qualità intrinseca dei frutti e per la definizione dell'epoca di raccolta

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    NIRs technique was used to define both the internal quality traits conventionally used (soluble solid and flesh firmness), as well other internal paremeters (sugars, organic acid, anthocyanins) normally determined in equipped laboratory by gaschromatographic and spectrophotometric techniques. NIRs was also used to determine the degradation of chlorophyll in the ground color of the fruits. Chlorophyll content was statistically related to the flesh firmness and the soluble solid of the fruits and the de-greening pattern is proposed as an harvesting index capable to indicate the appropriate time of harvestin

    NEAR INFRARED SPECTROSCOPY (NIRS): PERSPECTIVE OF FIRE BLIGHT DETECTION IN ASYMPTOMATIC PLANT MATERIAL

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    NIRs and an electronic nose were used to perform early diagnosis of fire blight. Micropropagated pear plants, cv. Abbé Fétél, were maintained in controlled environmental conditions and inoculated with Erwinia amylovora. The electromagnetic spectra obtained with the NIRs were unable to distinguish the infected plants from the control plants. On the contrary, the analysis of volatile compounds from the control and inoculated micropropagated plants showed that it was possibile to provide an early diagnosis of the disease via the use of an electronic nose

    Non-destructive assessment of highbush blueberry fruit maturity parameters and anthocyanins by using a visible/ near infrared (Vis/NIR) spectroscopy device: A preliminary approach

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    We evaluate the use of a portable and non-invasive technology based on visible and near infrared (vis/NIR) spectroscopy (Cherry-Meter) for monitoring fruit maturity parameters and anthocyanins in two highbush blueberry (Vaccinium corymbosum L.) cultivars (Misty and Sharpblue). This device measures an Index of Absorbance Difference (IAD), which showed high correlations with fruit quality parameters in other fruit crops. We found positive but differential correlations between IAD values and fruit anthocyanins, which was higher for Misty (r = 0.970, p≤0.01) than for Sharpblue (r = 0.714, p>0.05). Interestingly, Cherry-Meter measurements were also correlated with solid soluble concentrations (r = 0.685, p≤0.01) and fruit firmness (r = -0.714, p≤0.01), but only in Sharpblue. For both cultivars, IAD values were also significantly (p≤0.01) related with fruit FW (0.447 for Sharpblue and 0.559 for Misty). The High Performance Liquid Chromatography (HPLC) data indicated that IAD variations were associated with significant changes in single berry anthocyanidins levels. These findings are the first approach, highlighting the potentialities of Cherry-Meter for the non-destructive assessment of fruit maturity and anthocyanidin profile in blueberries
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