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L’architetto che non pensa alle mode ma all’Habitat
Cesare De Sessa (autore testo critico Libro di Nilda Valentin su Moshe Sfadie
Dall' "unità di abitazione" all'unità abitativa "Europan 1", 18 alloggi, Favaro Veneto, Progetto del Polo Tecnologico a Ferentino
Testo critico di Marco Petreschi su progetto vincitore in "Europan 1" in parte realizzato a Favaro Veneto. Progettisti: Ruggero Lenci e Nilda Valentin.
Descrizione del Polo Tecnologico per Ferentino. Progettisti: Ruggero Lenci, Nilda Valentin e Paolo Quagliani
Restauro e Ampliamento della Banca Centrale d'Albania.
Testo descriptivo del restauro e ampliamento della storica Banca di Albania realizzato dal gruppo di progettazione composto da Marco Petreschi, Nilda Valentin, Giulia Amadei e Maurizio Pascucci. Il progetto è frutto di un concorso internazionale. La Banca è un importante edificio storico realizzato da Morpurgo nel 1934-36
Refurbishment and Extension of the Central Bank of Albania, Tirana
L'articolo tratta del recupero e ampliamento della Banca Centrale di Albania a Tirana. Un progetto dove l'edificio esistente, disegnato da Morpurgo nel 1934-36, viene ampliato e collegato tramite una galleria di acciaio e vetro al nuovo edificio. La galleria interna diventa luogo di incontro e di scambio per dipendenti e clienti. Testo critico di Amalia Vivian apparso nella rivista Arketipo sul recupero e ampliamento della Banca di Albania a Tirana, realizzato dal gruppo di progettazione composto da Marco Petreschi, Nilda Valentin, Giulia Amadei e Maurizio Pascucci. Il progetto è frutto di un concorso internazionale. La Banca è un importante edificio storico realizzato da Morpurgo nel 1934-36.The article deals with the refurbishment and extension of the Central Bank of Albania in Tirana. A project where the existing building, designed by Morpurgo in 1934-36, is extended and connected through a steel and glass gallery to the new building. The internal gallery becomes a meeting and exchange place for employees and customers. Critical text by Amalia Vivian that appeared in the magazine Arketipo on the Recovery and expansion of the Bank of Albania in Tirana, realized by the design group composed by Marco Petreschi, Nilda Valentin, Giulia Amadei and Maurizio Pascucci. The project is the result of an international competition. The Bank is an important historical building realized by Morpurgo in 1934-36
Due bianche presenze
Presentazione di Franco Purini della realizzazione del progetto Europan 1 di Ruggero Lenci e Nilda Valentin.
Pertanto gli autori del progetto sono Ruggero Lenci e Nilda Valentin, mentre l'autore del saggio di presentazione è Franco Purini.
« Il dato più significativo di questa opera è il suo carattere teorematico, che ne fa un congegno tipologicamente perfetto nel quale l’economia degli spazi giunge a una rilevante necessità formale tradotta in una appropriata dimensione estetica [...] La ricerca tipologica che sostiene questo intervento viene da molto lontano, affondando le proprie radici nella manualistica moderna, sulla residenza e in particolare nelle ipotesi che Le Corbusier aveva sperimentato nella sua Unitè. Rispetto a questo celebre precedente i due bianchi volumi fanno un piccolo passo avanti, svincolando i duplex dalla logica della schiera [...] per ruotarli attorno al loro asse verticale, al fine di immergerli in una pluralità di direzioni. »
(Purini, F., Due bianche presenze, In: Archingeo, Gennaio 2002, pp. 14-15
Morpurgo rinasce a Tirana, la Banca di Albania restaurata e ampliata dal romano Petreschi
Testo Critico di Luigi Prestinenza Puglisi sul recupero e ampliamento della Banca di Albania a Tirana realizzato dal gruppo di progettazione composto da Marco Petreschi, Nilda Valentin, Giulia Amadei e Maurizio Pascucci.Il progetto è frutto di un concorso internazionale. La Banca è un importante edificio storico realizzato da Morpurgo nel 1934-36.Critical text by Luigi Prestinenza Puglisi of the project for the recovery and expansion of the Bank of Albania. Design team: Marco Petreschi, Giulia Amadei, Nilda Valentin, Maurizio Pascucci. The historic building had been built by Vittorio Ballio Morpurgo in 1934-36
Italiani d'Albania /Italians of Albania
Testo citico di Giuseppe Pullara apparso nella rivista Abitare sul recupero e ampliamento della storica Banca di Albania realizzato dal gruppo di progettazione composto da Marco Petreschi, Nilda Valentin, Giulia Amadei e Maurizio Pascucci. Il progetto è frutto di un concorso internazionale. La Banca è un importante edificio storico realizzato da Morpurgo nel 1934-36.Architectural critic of the restoration and extension of the historic building Bank of Albania in Tirana - Studio Petreschi Architect
LO SPAZIO SACRO NELLE PERIFERIE DI ROMA TRA PREESISTENZE E INNOVAZIONI
Commitato Scientifico formato da Liberio Andreatta, Alessandro Anselmi, Sandro Barbagallo, Francesco Garofalo, Rosario Giuffrè, Ernesto Mandara
Antonio Monestiroli, Pino Pasquali, Marco Petreschi, Nilda Valenti
Progetti Studio Passarelli
Alcune schede dei progetti sono state tradotte da Nilda Valenti
LE INTERVISTE DI PresS/Tletter a R. LENCI e N. VALENTIN, PresS/Tletter n. 35- 2005
Rispondono Ruggero Lenci e Nilda Valentin
Continuano le interviste a personaggi impegnati nel campo dell’architettura e dell’arte. A sottoporsi alle domande sono Ruggero Lenci e Nilda Valentin. L’ intervista e tutte le numerose altre comparse in questa rubrica sono raccolte all'interno della sezione Interviews di Channelbeta http://www.b-e-t-a.net/~channelb/interviews/ e nel sito dell’Ordine di Roma: http://www.architettiroma.it/architettura/opinioni.asp
Tra i prossimi intervistati: Tommaso Valle, Mario Pisani, Paolo Balmas, Roberto Secchi, Lucio Passarelli. Molte altre in preparazione.
1.Una auto-presentazione in quattro righe...
-RL e NV: Due architetti, uno italiano, uno americano, che si misurano, si confrontano e dialogano quotidianamente con la contemporaneità per afferrare e approfondire quello che il meglio dell’inter-culturalità offre come strumento di arricchimento professionale e didattico.
2.Parlateci del recente libro che raccoglie il vostro lavoro...
-RL e NV: Il libro dà voce a due architetti formatisi negli anni ’70 - dopo che si è molto parlato degli anni ’60 - illustrandone il lavoro e descrivendo il clima culturale di due realtà quali sono quelle italiana e statunitense. Le introduzioni di M. A. Arnaboldi, I. M. Pei, L. Passarelli, L. P. Puglisi, M. Rebecchini, A. N. Santos inquadrano i temi affrontati nei progetti svolti dal 1978 al 2005, presentati esaustivamente sia nelle immagini che nei testi. Ne deriva la descrizione e la testimonianza di procedure progettuali in evoluzione.Infine una sezione denominata Dinamiche Architettoniche (DnA) dedicata alla scultura interattiva affronta il tema della formatività architettonica vista anche nella sua quarta dimensione.
3.Perché architettura teorematica?
-RL: Il titolo deriva dalla presentazione di Franco Purini del nostro progetto Europan 1 realizzato a Favaro Veneto, che così lo descrive sulla rivista Archingeo: “Il dato più significativo di questa opera è il suo carattere teorematico, che ne fa un congegno tipologicamente perfetto nel quale l’economia degli spazi giunge a una rilevante necessità formale tradotta in una appropriata dimensione estetica.” http://www.ruggerolenci.it/0041%20Favaro%20Veneto.htm. Nel libro è espressa, non solo in questa realizzazione, una volontà di trasformare l’occasione progettuale in un teorema (planimetricamente, volumetricamente, linguisticamente), in un’architettura dalla quale far emergere il sotteso apporto teorico.
-NV: Quando si raggiunge un’adeguata dialettica tra struttura, distribuzione, funzione ed estetica nel progetto, il processo di costruzione dello spazio avviene in maniera equilibrata e qualificata. In assenza di questo l’architettura-virtuale basata su rappresentazioni suggestive di progetti alquanto artificiosi e difficilmente costruibili diventa una parte dell’immaginario intangibile che stimola la fantasia ma non risponde alle vere problematiche del costruire.
4.Tre complimenti per Ruggero/Nilda, che oltre essere il tuo partner nel lavoro è anche il compagno nella vita...
-RL:Nilda non si dà mai per vinta, anche nelle difficoltà che si presentano quasi quotidianamente ed è sempre in grado di fornire una risposta equilibrata e densa di significato alle diverse tematiche architettoniche e non.
-NV:Ruggero è una persona di grande razionalità/capacità, creatività e tenacia nell’affrontare le questioni del progetto, della didattica e della vita.
5.Cosa pensi dell’architettura in Italia oggi...
-RL:In Italia siamo pienamente inseriti nel dibattito internazionale quindi in grado di competere. Ovviamente, la scala degli interventi è direttamente proporzionale allo sviluppo dei progetti eseguiti da uno studio di architettura, e per questo da noi vengono penalizzati tanti studi che, pur con idee brillanti, non rientrano nei parametri richiesti per ottenere l’affidamento di grandi progetti. In questa dinamica risulta sempre necessario fissare gli obiettivi di sviluppo del proprio studio, del proprio lavoro, della propria sperimentazione culturale.
-NV:In Italia spesso le questioni che riguardano la tutela e la preservazione di alcune parti di città paralizzano fin troppo quelle modificazioni/trasformazioni di qualità necessarie alla contemporaneità, nel rispetto delle preesistenze e dei sistemi del verde. Altre città europee come Parigi, Londra, Berlino, sotto questo aspetto sono più attrezzate. L’architettura in Italia, quindi, deve essere stimolata e incoraggiata con nuove costruzioni che non devono necessariamente essere progettate da architetti dello star system. Così facendo la Francia è diventata scenario di molte architetture innovative.
6:Il nome di una architetto italiano vivente al quale faresti costruire casa tua...
-RL: Nilda Valentin
-NV:Ruggero Lenci
7.Il nome di una star internazionale alla quale non faresti costruire casa tua...
-RL:Robert Stern
-NV: Michael Graves
8.Il nome di un edificio famoso che non ti piace affatto.
-RL: Queste nuove torri a forma di missile, cetriolo, per non dire altro, che stanno spuntando a Londra (Foster) e a Barcellona (Nouvel). Trovo che siano degli esperimenti poco adatti al cityscape.
-NV:Il Guggenheim di Bilbao. Le sue forme e spazialità museali, pur se molto suggestive, primeggiano sulle opere esposte.
9.Un edificio che ti piacerebbe realizzare... Insomma quale sarebbe l’incarico dei tuoi sogni?
-RL: Il nostro progetto della ricucitura dei quartieri San Lorenzo ed Esquilino, primo premio ex-aequo al concorso internazionale del 2000: un pezzo delocalizzato di “asse attrezzato” che, come un suolo artificiale, realizza una città stratificata sopra i binari della stazione Termini.
-NV:Un progetto difficile e speciale com’è quello di una chiesa, dove i mondi spirituale e architettonico devono prendere forma costruttiva e diventare non solo spazio di adunanza ma anche spazio per l’anima.
10.I concorsi di architettura. Così come sono fatti, sono una truffa? Cosa si può fare?
-RL e NV: Il nemico da combattere nei concorsi è l’eccesso di discrezionalità. Per questo in quelli più seri si assegnano punteggi/giudizi individuali e si evitano rimpastoni finali che producono ritocchi troppo spesso svianti. Ciò che si può fare, quando tocca a noi giudicare, è applicare tali modalità di comportamento. Bisognerebbe creare un ente etico, sensibile ai commenti e con una banca dati on line, sufficientemente qualificato per nominare giurie trasparenti.
11.La qualità media dei docenti delle università italiane, non ti sembra un po’ bassa?
-RL e NV:L’insegnamento nelle università italiane, con alcune eccezioni, è di buon livello e a volte anche ottimo. Ciò che manca sono regole e direttive più precise per quanto riguarda non solo i risultati accademici che ci si aspetta dagli studenti, ma anche gli obblighi etici e didattici che i professori hanno di impartire le conoscenze necessarie alla propria disciplina. La formazione degli studenti deve essere, senza eccezioni, la responsabilità prioritaria di un docente.
11:Allora, l’università italiana... la consiglieresti? E se si in quale città? E a Roma?
-RL e NV: Certo, come abbiamo più volte fatto, consigliamo l’università italiana, ed essendo a Roma consigliamo “La Sapienza”, pur ritenendo che, avendo studiato anche negli Stati Uniti (Nilda per sei anni, Ruggero per un anno), vanno migliorate certe questioni che riguardano il rapporto numerico tra studenti e docente, la facilità di ricerca e di studio individuale sia con una buona e fornita biblioteca universitaria, sia attraverso internet. Sarebbe anche utile un continuo confronto e dibattito su ciò che si produce all’interno delle facoltà, tanto per i docenti quanto per gli studenti. Questo confronto può avvenire attraverso pubblicazioni, mostre o un sito che raccoglie annualmente i risultati dell’anno accademico.
12.La tua visione dell’architettura: autodefinisciti: reazionario, tradizionalista, moderato, progressista, sperimentalista, avanguardista (o altro purché la definizione sia al massimo di un paio di parole e non cercare di scappare alla domanda dicendo che sei oltre le sigle...)
-RL e NV: Sperimentalista, con punte progressiste da un lato e avanguardiste dall’altro.
13.Mettimi in ordine di preferenza i seguenti architetti: Eisenman, Koolhaas, Moss, Hadid, Herzog e de Meuron, Gehry, Coop Himelb(l)au, Fuksas, Piano, Anselmi, Purini, Cellini, Casamonti, Portoghesi, D’Amato, D’Ardia. Se non vuoi rispondere a questa domanda puoi scegliere quest’altra: devi organizzare un importante concorso a inviti di architettura e ti danno l’incarico di invitare cinque architetti Chi scegli?
-RL: Proporrei cinque gruppi all’interno del tuo elenco:
Anselmi, Casamonti, Coop Himelb(l)au, Herzog de Meuron;Cellini, D’Amato, D’Ardia, Portoghesi; Eisenman, Gregotti, Purini; Fuksas, Koolhaas, Piano; Gehry, Hadid, Moss.
E che vinca il migliore!
-NV:Piuttosto che fare la classifica di un gruppo così limitato di architetti che tralascia tanti bravi progettisti contemporanei italiani e non, opto per invitare cinque gruppi di architetti come Katsufumi Kubota, Kanner Architects, Graham Phillips, Edmond + Lee Architects, Tod Williams & Billie Tsien Architects.
15.Zevi o Tafuri?
-RL e NV: Zevi. O meglio, Zevi per la materia, Tafuri per l’anti-materia, ma evitando di leggerne le opere insieme, onde evitare l’annichilimento.
16.Un libro che consiglieresti a uno studente, uno a un architetto, uno a un critico
-RL: Allo studente: “La struttura assente”, di Umberto Eco, 1968, per imparare a cercare e a ideare anche l’invisibile.
All’architetto: “Il fondamento tipologico dell’architettura”, di Marcello Rebecchini, 1978, per comprendere i complessi rapporti tra tipo e linguaggio.
Al critico: “Forme e Ombre”, di Luigi Prestinenza Puglisi (2003), insieme al libro che consiglia Nilda, onde mutuare l’attuale complessità critica con la semplicità.
-NV: Allo studente: “The Master Builders”, di Peter Blake, riedizione del 1996, per conoscere da vicino l’opera di tre grandi architetti: Frank Lloyd Wright, Le Corbusier, Mies van der Rohe.
All’architetto: “Urban Design: The Architecture of Towns and Cities” di Paul D. Spreiregen, 1965, per capire che architettura e luogo sono un binomio inseparabile.
Al critico: un classico, “Space, Time and Architecture” di Sigfried Giedion, 1941, per ricordare i modi chiari e semplici di interpretare i temi complessi dell’architettura.
17.Saranno famosi: fammi tre nomi
-RL e NV: Evitiamo di citare architetti che in realtà sono già “famosi”, quindi optiamo per tre giovani molto promettenti.
Riccardo Ianni; Claudio Merler; Luca James Senatore.
18.Totonomine: chi sarà il prossimo direttore della biennale d’architettura?
-RL e NV: Aaron Betsky ( l’intervista è stata fatta prima della nomina di Burdett n.d.r.).
19.Il tuo artista preferito (non architetto)?
-RL:Guido Moretti
-NV:Arnaldo Roche-Rabell
20.Gioco della torre: Purini o Gregotti?
-RL e NV: Innanzi tutto parliamo della torre: quella doppia, bianca, che Franco Purini ha progettato per l’EUR (che ricorda i prospetti del Rettorato de “La Sapienza” di Marcello Piacentini e dell’ingresso al Museo della Civiltà Romana di Pietro Aschieri, ma molto più alti). Il primo nella torre che volge a oriente, il secondo in quella che volge a occidente, arredate mo’ di due immense case-studio, con disegni di Carlo Aymonino, Arduino Cantafora, Mauritius Cornelius Escher, Giorgio Grassi, Aldo Rossi, Massimo Scolari, oltre a quelli degli stessi Vittorio Gregotti e Franco Purini. Per la musica di sottofondo i rintocchi del clavicembalo di Johann Sebastian Bach. Assicurati a una robusta corda elastica, potranno lanciarsi, quando lo vorranno, nel varco tra le due bianche presenze.
21.Tre parole oggi importanti.
-RL:Teorematicità, interattività, deframmentazione.
-NV:Linearità, coerenza, integrità
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