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    Vibrational mating disruption of Empoasca vitis by natural or artificial disturbance noises

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    BACKGROUND: The green leafhopper, Empoasca vitis, is a polyphagous pest of grapevine and tea plants. To date population density is controlled primarily by insecticides and there is a demand for more sustainable controls. To develop a vibrational mating disruption method, the natural occurrence of a ‘disruptive signal’ was investigated. Further, the efficacy of natural and artificial ‘disruptive signals’ was determined. RESULTS: With behavioral trials we described male rivalry and recorded a species-specific disruptive signal (DP). The DP, a single pulse overlapping the competitor male call, interfered with the rival’s ability to locate the female. Laboratory playback disruption trials revealed that the pair formation process was prevented by artificial disturbance noises that included the following features: E. vitis DP, Scaphoideus titanus disturbance noise, and a pure tone (250 Hz). Among these, the pure tone was most efficient at preventing mating. CONCLUSION: Results support development of a vibrational mating disruption method as a control strategy for E. vitis. To simultaneously disrupt the mating of E. vitis and S. titanus, the possibility of applying the S. titanus disturbance noise combined with the pure tone is discussed

    Osservazioni a proposito del dibattito sull'economia politica nella Toscana della Restaurazione

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    Nell’articolo si analizza la discussione intorno all’economia politica ed alle teorie economiche di matrice anglosassone e francese avvenuta nel Granducato di Toscana nella prima metà dell’Ottocento. Sono stati inoltre ricostruiti i canali attraverso i quali numerosi esponenti del ceto dirigente granducale acquisirono i testi dei principali economisti inglesi e francesi. Fino agli ani Trenta l’élite toscana condivise l’itinerario proposto dagli economisti classici per individuare quella geometria delle leggi di produzione e di scambio che, come chiarito da Say, aveva fatto dell’economia politica una scienza sperimentale in grado di spiegare le leggi costanti e invariabili delle dinamiche del mercato. L’adesione al paradigma classico, peraltro, ben di coniugava con la tradizione liberista leopoldina. Tuttavia, nel corso degli anni Trenta, l’emergere delle rivolte operaie in numerose città europee e il dilagare del pauperismo portarono il ceto dirigente toscano a rivedere criticamente le proprie convinzioni, accordando maggiore attenzione alle teorie sismondiane. In questo cambiamento, acquisì un peso rilevante la definizione di economia politica, decisamente meno astratta, elaborata da un gruppo di giuristi toscani (Forti, Salvagnoli, Poggi), fondata su un approccio giuridico-storicistico e non deduttivistico, che portò a ridefinire su nuove basi il ruolo che gli apparati pubblici avrebbero dovuto avere nell’organizzazione dei fattori produttivi
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