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Ritratto bibliografico di Ugo Ojetti
Il volume raccoglie circa quattromila (cioè la quasi totalità ) fra i titoli prodotti da Ugo Ojetti durante la sua carriera, disponendone una bibliografia ragionata per tipologie, testate, cronologia. E' introdotto da una nota biografica sull'autore (pp.11-38) e da una presentazione del repertorio bibliografico in senso stretto (pp. 39-58)
Arte come Memoria. Il patrimonio artistico veneto e la Grande Guerra
Il volume raccoglie oltre un centinaio di fotografie commentate, attestanti l'impatto della GG sul patrimonio artistico veneto. Raccoglie una serie di approfondimenti sugli archivi di provenienza delle immagini e un saggio introduttivo al tema
Note sul patrimonio artistico veneto durante la seconda guerra mondiale: i tesori di Praglia (ISBN 9788884092472)
Il testo racconta il destino delle opere d'arte italiane (e specialmente venete), durante la seconda guerra mondiale. Partendo dai falliti accordi, proposti dall'OIM, per la tutela sovranazionale dei patrimoni storico-artistici, configura ansie, progetti e limiti dei provvedimenti fascisti, fra 1939 e 1945. Evidenzia, in particolare, la discontinuità di opzioni e interventi, dovuta al progressivo mutamento della situazione politico militare sul territorio. Il passaggio dell’Italia dalla guerra d’aggressione al doppio stato di occupazione (tedesca e americana), determina sia una revisione dei modi della tutela d’emergenza, sia lo sdoppiamento di politiche e obiettivi d’intervento, localmente ricomputati secondo l’urgenza. Su tale sfondo il testo racconta le vicissitudini di uno speciale deposito della soprintendenza veneta: il Monastero di Praglia. Esso viene scelto e attivato come ricovero decentrato per le opere mobili nel novembre 1942. Basandosi sulle rilevanti testimonianze documentali giunte fino a noi (Roma ACS e Praglia, Archivio dell'Abbazia) è stato possibile precisare quantità e qualità degli oggetti in entrata e uscita, problemi di stivaggio e conservazione, nonché provenienze, tempi e modalità dei trasporti; ma, soprattutto, si è giunti a comprendere le motivazioni governative – del fascismo monarchico prima, di quello repubblicano poi – nel gestire in rapida sequenza decentramento e ri-accentramento delle opere d’arte mobili, in un continuo trasbordo fra città e campagne
Ugo Ojetti. Critica, azione, ideologia. Dalle Biennali d'arte antica al Premio Cremona
Ugo Ojetti fu collezionista e opinionista sagace, ma fu, soprattutto, un raffinato censore del sistema delle arti italiano e, ancor più, un manager delle esposizioni, sorta di “curatore” ante litteram, teso fra passione antiquaria e ricerca di nuove qualità espressive, connotate da un alto potenziale identitario ed economico. L’inflessione ideologica del suo operare s’inscrisse pienamente nel quadro sociale che lo vide protagonista e con esso maturò, di tempo in tempo, sensi stratificati. Queste pagine indagano l’intensità del personaggio sotto il segno del fare. Seguono cioè il filo rosso della sua esperienza, affiancando scritti pubblici e carte private, così da individuare il legame intercorso fra indirizzo critico e attività organizzativa. Egli trasse ispirazione da molti autori, cui fece il verso, attingendone schemi interpretativi, suggestioni e idee, poi abilmente trasformate in senso applicativo. Croce, Fiocco, Marangoni, Berenson e molti altri si muovono qui su uno sfondo affollato e vivace. L’obiettivo è riassumere e strutturare la “azione per l’arte” di Ojetti in un percorso credibile. La scelta dei nodi fattuali a tal fine rilevanti affianca allestimenti importanti e di felice riuscita a tentativi sfortunati ma altrettanto illuminanti. La selezione di articoli e documenti, centonati in appendice, ha lo scopo di sottolineare certe sue insistenze e ossessioni argomentative
Venezia sul filo della memoria: dal mito ottocentesco alle immagini di guerra
L'articolo propone una riflessione sulla natura proiettiva dell'interesse per Venezia: partendo da Taine e Pompeo Molmenti, sonda alcuni momenti forti dell'immaginario sulla città lagunare, colti fra Otto e Novecento
L’eredità infranta: gli storici dell’arte di fronte all’apocalisse armata
Il testo racconta l'impatto della guerra sulla comunità internazionale degli storici dell'arte: attraverso una significativa campionatura di autori (Émile Mâle, Wilhelm Worringer, Aby Warburg, Ugo Ojetti, Hans Tietze, Julius von Schlosser, Eva Tea e Adolfo Venturi) ne verifica le ricadute pratiche, critiche e metodologiche, spingendosi fino agli anni immediatamente successivi al conflitto . Mette altresì in evidenza il fatto che, a dispetto della durissima schermaglia ingaggiata sul fronte scientifico, molti critici e studiosi seppero invece operare in favore di una più ecumenica idea di tutela sui campi di battaglia
Ugo Ojetti e la Biennale di Venezia
Il testo ripercorre le tappe di penetrazione e autoaffermazione di Ugo Ojetti nell'organismo della Biennale di Venezia, dai primi anni del secolo fino alla direzione Maraini. Esaminando di volta in volta il suo contributo come consulente o effettivo membro del direttivo, ne rileva il grande potere sull'Esposizione e, pel tramite di quella, sul sistema dell'arte contemporanea nazionale
La tutela delle opere d'arte durante la Grande Guerra
L'articolo si muove in chiave di alta divulgazione, spiegando modi e tempi della difesa delle opere d'arte nel nord Italia, durante la guerra. Pone particolare attenzione alle continue ricadute della situazione militare (tattica e logistica) sui provvedimenti di tutela d'emergenza
Ritratto bibliografico di Ugo Ojetti, Tesi di Perfezionamento (equipollente al Dottorato) in Discipline storico-artistiche, relatore Professoressa Paola Barocchi, Pisa, Scuola Normale Superiore, A.A. 2001-2002, 3 voll.
Il primo volume della tesi presenta il catalogo (pressoché completo) dei titoli prodotti da Ugo Ojetti durante la sua carriera. Esso è introdotto da una biografia dell'autore e ne ordina la bibliografia prima per cronologia semplice, poi per cronologia ragionata; il secondo volume presenta due ampi saggi dedicati rispettivamente al lavoro di Ojetti durante la Grande Guerra (Critica d'arte in guerra) e a un'analisi dettagliata di tutti i suoi articoli per il "Corriere della Sera" (1898-1944: Ugo Ojetti al "Corriere della Sera". Temi, tempi, dispositivi per una critica della modernità); il terzo tomo presenta la soggettazione (a stringa multipla) di tutti i suoi lavori, corredata dall'analisi in dettaglio (conferenze o testate di proveneinza, eventuali fusioni testuali ecc.) di quanto è confluito in volume mentre egli era ancora in vita
Il miraggio della concordia. Documenti sull'architettura e la decorazione del Bo e del Liviano: Padova 1933-1943
Questo libro nasce da un’esplorazione sistematica dell’Archivio dell’Università di Padova, del quale vengono presentati al pubblico una ricca scelta documentale e un imponente corpus di immagini. Tali materiali illustrano efficacemente le fasi della complessa operazione architettonica e decorativa, messa in atto nel decennio precedente la seconda guerra mondiale e nei primi anni di questa, da un ente pubblico di grande rilievo e prestigio come l’Ateneo patavino. Si tratta dei due grandi cantieri del Palazzo centrale e del Liviano, che costituirono una vasta impresa culturale, posta al crocevia di numerose istanze diverse: nuovi problemi della moderna architettura funzionale si uniscono ad esigenze di monumentalità propagandistica utili al regime; strumentali interessi corporativi e sindacali si fondono con l’utopia di ricreare l’unità morale delle antiche corporazioni; necessità di messaggi univocamente caratterizzati, tanto più nell’urgenza di una guerra (il “coraggio della concordia” invocato da Bottai), si confrontano con la dissonanza di caratteri stilistici e umori individuali. Lo spaccato di questa pulsante realtà padovana, reso più vivo dal coro di voci dei partecipanti e dall’evidenza delle immagini, si pone come specchio capace di riflettere esemplarmente la situazione dell’arte e in generale la missione della cultura in tempi drammatici, proiettandoli immediatamente sullo scenario italiano ed europeo. Così come su quello scenario si profilano le vicende individuali, i timori, le ambizioni e le speranze dei protagonisti, artisti grandi o piccoli, artigiani e funzionari, studiosi e intellettuali o modeste comparse, che restituiscono un quadro animato di vita vissuta in un periodo storico decisivo per il paese. I saggi di accompagnamento (firmati da Gianni Penzo Doria, Franco Bernabei, Vittorio Dal Piaz e Marta Nezzo) arricchiscono il quadro con le necessarie informazioni e interpretazioni, con i confronti e gli approfondiimenti richiesti dai vari ordini di argomenti trattati
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