3,506 research outputs found
Ludwig Neumann, Berlin, Collection 1940-1942
Postcards to Ludwig Neumann from Rosa Oppel in the Łódź Ghetto and from Else Flater in the Bełżyce Ghetto.Susan FischelProcessed for digitizationSent for digitizationReturned from digitizationdigitize
Ludwig Neumann Collection 1909-1964
The collection contains primarily documents relating to Ludwig Neumann's attempts to emigrate to a variety of countries, as well as other professional and personal correspondence.Processed for digitizationSent for digitizationReturned from digitizationdigitize
Jubiläums-Katalog Neumann & Mendel : Mechanische Kleiderfabriken.
40th anniversary catalog of the Neumann & Mendel textile company, including drawings of clothing produced by the company and photographs of the
company's factories and offices.Emil Neumann, a textile merchant, founded the successful textile trading company Neumann & Mendel with his business partner Carl Mendel. The company thrived,
first under Emil Neumann and, after his death, under his son's management. But Hitler's rise to power in 1933 brought ever increasing personal and economic exclusion
and persecution. Ludwig Neumann, the son of the original founder, and the other members of the family faced increasing harassment. Because of the Nazi's anti-Semitic
campaigns, business deteriorated and the family was forced to sell the company.The original German-language inventory is available in the folderProcessed for digitizationSent for digitizationReturned from digitizationLinked to online manifestationdigitize
[Suicide note] /
Photocopy of handwritten letter by Ludwig Neumann to Dr. Gent announcing his decision to commit suicide in light of the threatening situation in Berlin of 1943, accompanied by a typed English translation.Clare KonvinProcessed for digitizationSent for digitizationReturned from digitizationLinked to online manifestationdigitize
Le ville di Ludwig Mies van der Rohe
Questo volume ha per oggetto il ri-disegno su base cronologica delle ville progettate da Ludwig Mies van der Rohe (Aquisgrana, 1886 - Chicago, 1969). Secondo una linea ormai consolidata, sia nella critica che nell’opinione comune, il nucleo problematico dell’opera miesiana risiede specificamente nell’abitare. Il ri-disegno critico-analitico di questi edifici, alla stessa scala (1:400) e secondo le medesime condizioni grafiche, vuole manifestare così il proprio carattere di “costruzione logica” e dunque di replicabilità di un processo progettuale.
Da questo punto di vista, l’architettura delle ville dell’architetto tedesco è esemplare: un unico principio spaziale, associato alla forma della vita domestica, viene messo in opera attraverso l’iterazione di elementi architettonici coincidenti con quelli della costruzione (pilastri, setti, muri liberi, pareti vetrate, pavimenti e solai) e sperimentato attraverso la produzione di un gran numero di variazioni di questo tema. Come afferma acutamente Dietrich Neumann nella Prefazione, attraverso il ri-disegno gli autori «dimostrano con sicurezzache gli strumenti dell’architetto possono rivelare intuizioni diverse rispetto a quelli dell’archivista o dello storico».
Mettere in sequenza le tappe di una fra le più straordinarie esperienze artistiche del Novecento significa non solo creare una tassonomia miesiana, ma anche disvelare le linee di continuità e quelle di faglia di una ricerca paziente fino al limite dell’ossessione, ma soprattutto mettere in luce alcune tecniche compositive, a essa sottese, che sondano e incrociano princìpi antichissimi (assialità, proporzioni auree, rapporti tra pieni e vuoti, tra parti coperte e scoperte dell’edificio) con quelli enunciati dalla “nuova tradizione” del Moderno (slittamenti,
smaterializzazione, essenzialità, trasparenze, riflessioni e velature). In definitiva, secondo gli autori, siamo di fronte a una ricerca della relazione tra forma e vita che si sviluppa in una dimensione assolutamente autonoma o, per usare le parole di Peter Eisenman, l’opera di Mies van der Rohe «manifesta certamente delle tendenze che si possono descrivere soltanto come interne al lavoro dell’architettura»
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