196,881 research outputs found

    Two hybrid structures by Pier Luigi Nervi

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    p. 1574-1585In 1961 at the apex of his career, Pier Luigi Nervi constructed in Italy two of the largest buildings of his entire production: The Palace of Labour in Turin and the Burgo Paper Mill in Mantua. These two buildings may be regarded as the engineering version of the architectural category of the Megastructures, a theme which was developed by seminal architects like Archigram and Hans Hollein. Nervi, as an engineer, was more interested in the structural consequences of these large structures than their social and political impact. Indeed, in both these designs the complex structural issues determined not only the typological solutions and the architectural layout of these edifices but also the choice to make use of an unconventional material for the Italian engineer: Steel.Cresciani, M. (2010). Two Hybrid Structures by Pier Luigi Nervi. Editorial Universitat Politècnica de València. https://riunet.upv.es/handle/10251/715

    Le geometrie strutturali di Pier Luigi Nervi: riletture attraverso modelli

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    Attraverso l’uso di modelli fisici e digitali si intende esplicitare le relazioni fra geometria e struttura caratteristiche delle opere di Pier Luigi Nervi. In particolare M. Salvatore, in ‘Disegni, modelli e prototipi’, descrive la metodologia di lettura, analisi ed interpretazione del dato impiegata dal Nervi Virtual Lab (Nervilab) per la costruzione dei modelli stereolitografici di una selezione di opere di Pier Luigi Nervi, presentate nella prima esposizione internazionale tenuta nel maggio 2010 presso il CIVA, Centre International pour la Ville, l'Architecture et le Paysage a Bruxelles.Through the use of physical and digital models you intend to make explicit the relationship between geometry and structure characteristics of the works of Pier Luigi Nervi. In particular M. Savior, in 'drawings, models and prototypes', describes the methodology of reading, analysis and interpretation of the data used by the Nervi Virtual Lab (Nervilab) for the construction of stereolithography models of a selection of works by Pier Luigi Nervi, presented in the first exposure International held in May 2010 at the CIVA, Centre International pour la Ville, l'Architecture et le Paysage in Brussels

    Le geometrie strutturali di Pier Luigi Nervi: letture attraverso modelli

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    Il contributo del NerViLab (Nervi Virtual Lab, Sapienza Università di Roma) nell’ambito del progetto espositivo Pier Luigi Nervi, architettura come sfida, verte sull’analisi degli aspetti strutturali, geometrico-formali e costruttivi di una serie di opere di Pier Luigi Nervi. Il progetto espositivo, a cura di Carlo Olmo, si compone di un ampio ciclo internazionale di mostre dedicate al grande talento italiano ed è promosso dall’Associazione Pier Luigi Nervi Research and Knowledge Management Project, dal CIVA Centre International pour la Ville, l'Architecture et le Paysage di Bruxelles, dal MAXXI, con la collaborazione di CSAC Centro Studi e Archivio della Comunicazione di Parma. Alla prima mostra, inaugurata a Bruxelles nel giugno 2010, stanno seguendo esposizioni che, oltre ad un nucleo costante di contenuti, presentano ogni volta nuovi tagli ed approfondimenti; tra queste, si segnala l’esposizione in corso di svolgimento a Roma, presso il MAXXI fino al 20 marzo 2011, con l’approfondimento sulle opere di Nervi per le Olimpiadi del 1960 curato da Sergio Poretti e Tullia Iori. Per rappresentare e analizzare l’esemplare sintesi nerviana tra composizione strutturale, forma geometrica e costruzione l’attività di ricerca del NerViLab si incentra su un’operazione di Reverse Engineering facendo uso di una metodologia di ricerca basata sul laboratorio virtuale nell’ambito del quale si sviluppano i modelli informatici delle architetture scelte; la modellazione matematica tridimensionale è finalizzata alla realizzazione di modelli fisici per la prototipazione tramite stereolitografia. A differenza del processo standard di Reverse Engineering, nel quale la descrizione matematica (CAD) si ottiene a partire dal modello fisico, per le architetture nerviane investigate le fonti di archivio sono state il naturale punto di partenza. In particolare, il lavoro di ricerca, sviluppatosi secondo le fasi di ridisegno, di modellazione e prototipazione, ha preso le mosse da un accordo di collaborazione scientifica tra il Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotecnica della Sapienza Università di Roma ed il Centro Archivi del MAXXI, nonchè dalla documentazione resa disponibile dall’archivio del CONI e dallo CSAC di Parma. Alla ricerca svolta dal NerViLab sarà dedicata una mostra a Roma, dal 17 febbraio al 3 aprile 2011, presso l’Academia Belgica. Il ricorso a modelli fisici in ambito architettonico è tradizionalmente legato alla necessità di comunicare gli intenti progettuali nello spazio. Nelle fasi iniziali dell’iter progettuale, semplici modelli fisici consentono una verifica preliminare dei rapporti spaziali tra volumi; nelle fasi conclusive, modelli più dettagliati mirano a una rappresentazione verosimile in scala ridotta e vengono realizzati sia per la committenza, in ambito professionale, sia per un pubblico più vasto, in ambiti espositivi. Diversamente da tali tradizionali finalità, i modelli fisici delle opere presentate in mostra sono stati ideati dal NerViLab al fine di contribuire alla comprensione della profondità del pensiero nerviano puntando a trasmetterne l’esito più felice: l’espressività spaziale delle composizioni strutturali comunicate tramite il linguaggio geometrico. L’evidente ricorso a tale linguaggio colloca l’approccio nerviano nella tradizione classica dell’architettura nella quale, secondo Viollet–le-Duc, occorre stabilire le proporzioni sulla base delle esigenze statiche, le quali, a loro volta, derivano dalla geometria; struttura e geometria sono dunque legate in modo indissolubile. Per Nervi tale legame non sembra limitare le possibilità espressive, quanto, piuttosto, sembra mutuare in ambito architettonico il pensiero di Queneau, secondo cui il classico che scrive la sua tragedia osservando un certo numero di regole che conosce sia più libero del poeta che scrive quello che gli passa per la testa ed è schiavo di altre regole che ignora. L’essenza stessa della geometria, al contempo razionale ed oggettiva ..

    Costruzione di un’identità. La formazione bolognese di Pier Luigi Nervi

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    Le molte facce di Pier Luigi Nervi (1891-1979) – progettista, teorico, docente, inventore, costruttore e imprenditore – sono state ampiamente esplorate dalle numerose ricerche che negli anni recenti sono tornate ad accendere i riflettori su questo eccezionale personaggio, caduto in un lungo oblio dopo la sua morte e ora di nuovo di grande attualità. Un aspetto non secondario però è sempre rimasto relegato ai margini del dibattito, confinato – salvo poche eccezioni – nelle note biografiche: tra copiosi contributi sul pensiero, sul metodo e sulle opere di Nervi, poco spazio ha avuto l’indagine sull’ambiente, sulle influenze e sugli studi che ne hanno segnato la formazione e le primissime esperienze professionali. Sarebbe invece di grande interesse, per riuscire a comprendere appieno questo protagonista dell’architettura e dell’ingegneria del Novecento, mettere a fuoco in dettaglio alcune questioni: quanto e in che modo le circostanze della sua formazione hanno contribuito a plasmare i caratteri delle sue idee e delle sue opere? Con quali maestri, respirando quali idee, osservando quali architetture si è delineata la sua maturazione? In sostanza, com’è avvenuta la “costruzione dell’identità” di Pier Luigi Nervi

    Il lavoro su Nervi all'interno del dottorato in Progettazione architettonica

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    Il testo tratta della tesi di dottorato su Nervi e delle sue caratteristiche peculiari all'interno del tema unico del dottorato sul restauro del moderno. Inoltre viene descritta la procedura dei lavori dottorali, fondata sulla scientificità del progetto, con particolare riferimento al tem

    PalaFlaminio

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    Detail, brick base with window slot and waving edge of dome over upper glass curtain wall with dome support struts; An indoor arena located in Piazza Apollodoro in Rome. Built for the 1960 Summer Olympics (opened in 1957), it has a 3,500 seating capacity. In the 1950s Nervi developed the technique of hydraulic prestressing, used to lighten the supports for many of the major buildings that followed. These include two sports halls for the Olympics, which became international prototypes. The saucer dome of the Palazzetto dello Sport (1957; with Annibale Vitellozzi), ca. 60 m in diameter, is supported by an interlaced lattice of beams, precast to form a filigree overlapping petal pattern, apparently growing from the central compression ring. The points of the petals are collected into a series of fans like folded paper at the perimeter. The dome, in the shape of an upturned shell, appears to be floating, secured to the ground only by the "guy-ropes" of its struts. Source: Grove Art Online; http://www.oxfordartonline.com/ (accessed 7/29/2012

    Pier Luigi Nervi - Master Builder

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    Gli stadi e le architetture per lo sport possono essere viste come costruzioni che si situano esattamente fra le due forme prototipiche: la tipica necessità di avere grandi luci per le coperture richiede un corretto e fondamentale pensiero scientifico/strutturale, oltre che costruttivo; mentre le esigenze distributive – si pensi solamente alle specificità d’uso e numerosità di spettatori – necessitano di un corretto pensiero compositivo/sociale, per non menzionare poi la fortissima dimensione simbolica che tali costruzioni vengono ad assumere, soprattutto quando associate ad eventi a risonanza mondiale come nel caso delle Olimpiadi. Nella contemporanea società iper-specializzata una corretta declinazione delle tre dimensioni richiede un corretto approccio collaborativo e concettuale fra loro. Nelle opere di Nervi, e in particolare negli stadi e nelle costruzioni per lo sport ritroviamo proprio racchiuse in un unicum tutte e tre le dimensioni. Pier Luigi Nervi, per formazione ingegnere, è maestro in quella che veniva chiamata sino a pochi anni fa “analisi strutturale” e che più correttamente negli ultimissimi tempi viene chiamato “comportamento strutturale”: un tipo di conoscenza fondamentale per potere concepire opere scientificamente corrette ed innovative, efficienti, intelligenti in tutti i loro aspetti; dal corretto funzionamento strutturale, ovvero dalla conoscenza di quelle forme in grado di controllare con razionalità e potenza il fluire delle forze imposte dalla natura, alle corrette ed economiche – con un concetto etico/sostenibile ante litteram –, tecniche costruttive

    Das Kafka-Projekt

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    Ground/sea return with electrode systems for HVDC transmission

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    HVDC transmission is booming worldwide. Despite electrode systems are one of the frontiers of DC technology, being a key component of HVDC links, in the experience of the Authors many aspects of their manufacturing, design and operations are less known among the HVDC community with respect to other components, like cables and converters. Aiming at filling this gap, this paper is a survey on ground/sea return with electrode systems for HVDC links, particularly focused on the preliminary design. The configurations of HVDC systems (monopolar, homopolar, bipolar) are recalled first, highlighting the advantages of ground/sea return. Then, ground electrodes are treated, illustrating the basic parameters and geometrical arrangements for the design of ground electrodes. Later, shore and sea electrodes are illustrated. Considerations relevant to ground current close the paper
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