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    “L’Industria”

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    Il riconoscimento dei ricavi per le aziende che forniscono servizi cloud

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    Negli ultimi anni il fatturato delle società che forniscono servizi di cloud computing è costantemente cresciuto ripagando gli investimenti effettuati e dimostrando quanto questa nuova modalità di gestione e conservazione dei dati e delle informazioni stia diventando di utilizzo comune. Il cloud computing sembra,dunque, essere diventato un driver fondamentale per la crescita delle società IT. La sua distribuzione, legata a modelli diversi di fornitura del servizio, apre le porte a considerazioni sul corretto trattamento contabile dei contratti di cloud, soprattutto per quanto attiene all’area del riconoscimento dei ricavi da parte delle società che forniscono tali servizi. Lo IAS 18 (Revenue) e il nuovo IFRS 15 (Revenue from Contracts with Customers) presentano specifici requisiti per il corretto riconoscimento dei ricavi che in alcune circostanze, come per alcune tipologie di contratti (contratti complessi con prestazioni multiple per esempio), possono rendere meno lineare il riconoscimento dei relativi ricavi in bilancio. La novità della contrattualista cloud, legata alla dinamicità del servizio offerto e alle diverse modalità di fornitura, aggiunta alla notevole crescita del segmento sul mercato, rende opportuno un approfondimento sul tema

    Il Rendiconto Finanziario in base al nuovo OIC 10

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    Il codice civile dispone che il bilancio deve essere redatto in modo da rappresentare in modo chiaro, veritiero e corretto la situazione economica, patrimoniale e finanziaria dell'impresa. Indubbiamente, l'aspetto economico è descritto nel conto economico, come la situazione patrimoniale e finanziaria (a livello di indebitamento) è rappresentata nello stato patrimoniale. L'aspetto finanziario dei flussi di cassa, informazione certamente utile, non trova in alcun documento di bilancio una sua rappresentazione. Dopo che la bozza di OIC 12 ha stralciato i paragrafi relativi al rendiconto finanziario, l'Organismo Italiano di Contabilità ha predisposto una bozza di principio dedicato al rendiconto finanziario, l'OIC 10. Il presente lavoro vuole analizzare tale documento in bozza, valutandone pregi e difetti

    Il costo ammortizzato nella valutazione dei debiti in bilancio: esempi

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    Fra le profonde modifiche apportate all’art. 2426 c.c. dal D.Lgs. n. 139/2015 risulta di particolare rilevanza per le imprese che redigono il bilancio in forma estesa l’introduzione dell’obbligo dell’applicazione del criterio del costo ammortizzato per la valutazione dei crediti, dei titoli e dei debiti. L’art. 2426, comma 1, n. 8 prescrive che nella valutazione dei debiti e dei crediti si debba tener conto del fattore temporale e che, in sede di rilevazione iniziale, si confronti il tasso di interesse desumibile dalle condizioni contrattuali con il tasso di interesse di mercato, con quel tasso cioè “che sarebbe stato applicato se due parti indipendenti avessero negoziato un’operazione similare di finanziamento con termini e condizioni comparabili a quella oggetto di esame” (OIC 19, par. 48 e OIC 15, par. 41). Il metodo del costo ammortizzato prevede che il valore di iscrizione iniziale di un debito sia rappresentato dal suo valore nominale, al netto degli eventuali costi di transazione e di tutti i premi, gli sconti, gli abbuoni direttamente derivanti dalla transazione che ha generato il debito stesso. Il presente lavoro fornisce, infine, alcuni esempi di finanziamenti (attualizzazione, piano ammortamento, tasso interno di rendimento e scritture contabili) in base alle novità indicate nell’OIC 19
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