1,721,062 research outputs found
Le GMDS 0-2: una rassegna e uno studio italiano
Questo breve eBook passa in rassegna gli studi e le ragioni della validità della scala Griffiths per 0-2 anni, anche alla luce delle ricerche condotte in Italia, e presenta uno studio di applicazione del test su un campione di nati pretermine, uno dei target cui lo strumento è più sensibile
Psicoide e protomentale: Jung e Bion.
Carl Gustav Jung nel 1916 descrive il concetto di funzione trascendente e la paragona ad una funzione matematica. Essa deriva dall’unificazione di contenuti consci e inconsci, questi ultimi formanti lo psicoide, o inconscio collettivo. Tale funzione viene fornita al paziente dall’analista. Questo meccanismo terapeutico può richiamare il processo di rêverie, e dunque di funzione alfa, descritto nel 1962 da Wilfred Bion, il quale alla fine degli anni cinquanta, aveva già definito il concetto di protomentale grazie al suo lavoro sui gruppi. A seguito della teoria sulla formazione del pensiero, lo psicoanalista inglese formula il concetto di funzione alfa, operazione mentale capace di trasformare le informazioni sensoriali non mentalizzate in elementi mentalizzabili alfa e consentire così alla mente di formulare pensieri onirici. Il concetto di funzione alfa, come pure quello di protomentale, fanno pensare ai concetti junghiani di funzione trascendente e di psicoide. Se non è possibile rilevare derivazioni fra le teorie di Bion e di Jung, è però evidenziabile un comune interesse per lo studio del funzionamento psicotico, nonché la presenza di analogie fra i concetti di fatto scelto bioniano e sincronicità junghian
La figura paterna nella storia psicoanalitica. Appunti di viaggio: dal padre edipico al padre preedipico e ritorno
Alla fine del XIX secolo, la figura del Padre ha un ruolo centrale, rispecchiando e rispecchiandosi nei valori culturali dell'epoca. Nella storia individuale di Freud, il primogenito di una giovane madre, la figura paterna, uomo già alle sue terze nozze, si staglia imponente, amata e temuta rispetto a quella materna, tenera ed appassionata. [...] Nell'ottobre del 1896 muore il padre e Freud si sente "sradicato", ma continua il suo lavoro e la sua autoanalisi. [...] Così al crocevia del destino si "uccide" il padre. e poi passati dolorosamente attraverso un'enigmatica tragedia, ci si "acceca" per poter volgere lo sguardo al proprio mondo interno, sconosciuto e perturbante. [...]
Mother-toddler feeding interactions in preterm and full-term dyads: the influence of maternal and infant factors
The literature has highlighted that feeding disorders of infancy and early childhood are associated with the mother-child relationship. Premature children seem exceptionally vulnerable for the development of feeding difficulties, however literature lacks of studies on preterm mother-child feeding interactions, especially during toddlerhood. Aim of the study was to explore, through a transactional multi–risk model, the quality of mother-child feeding interactions between 18 and 30 months comparing preterm and full-term dyads. The contribution of maternal (depression, anxiety) and infant (development, breastfeeding, weaning, reflux) factors was also considered. A total of 69 mother-child dyads (44 preterm and 25 full-term) were assessed at 18, 24 and 30 months at the Psychodynamic Laboratory (Cesena). During each assessment 20 minutes of mother-child feeding interactions were video recorded and later coded through the SVIA (Ammaniti et al., 2006), the child’s development was assessed through the Griffiths scales (Griffith, 1996) and mothers were administered the BDI-II (Beck & Steer, 1996) and the STAI (Spielberger, 1983). Data on child’s breastfeeding, weaning, and reflux were gathered through an ad hoc questionnaire. Preterm dyads showed greater negative maternal affective state, greater interactional conflict and less dyadic reciprocity than full-term dyads from 18 to 30 months. Moreover, interactional conflict and maternal affective state during meals were negatively influenced by maternal depression, while low dyadic reciprocity was associated with low child’s development. Last, greater child’s food refusal was related to low child’s development, lack of breastfeeding, and presence of reflux. These findings indicate that attention should be paid to support mother-child feeding interactions during toddlerhood in preterm populations so to foster the mother-child relationship and promote the child’s healthy eating behaviour
Sintomatologia ansiosa-depressiva in genitori di nati pretermine e sviluppo del bambino
INTRODUZIONE: La nascita pretermine comporta una situazione traumatica per i genitori, generando sensazioni di stress, ansia e depressione. I livelli di distress delle madri di neonati prematuri risultano spesso significativamente maggiori rispetto a quelli esperiti dalle madri dei nati a termine, e possono perdurare fino ai due anni di vita del bambino, ostacolando le funzioni genitoriali e lo sviluppo infantile (Singer et al., 1999). Scopo dello studio è confrontare, a 3 mesi di età corretta (e.c.) del bambino, la presenza di distress e depressione in madri di bambini prematuri e di nati a termine, prestando attenzione alla presenza di ansia generalizzata e ansia sociale. Viene, inoltre, approfondita la relazione tra i livelli sintomatologici di distress, la percezione materna del temperamento del bambino e i livelli di sviluppo.
METODO: La ricerca, in work progress, ha coinvolto 64 diadi madre-bambino prematuro (GS), reclutate presso il reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale Bufalini (Cesena), includendo neonati con peso alla nascita < 1500 grammi ed età gestazionale <32 settimane, e 64 diadi madre-bambino nato a termine (GC), reclutate presso i corsi preparto. A 3 e.c., è stato valutato il livello di sviluppo del bambino, Griffiths Development Mental Scales (Griffiths, 1996) e sono stati utilizzati i seguenti questionari self-report: Parenting Stress Index-Short Form (Abidin,1995), Penn State Worry Questionnaire (Meyer et al., 1990), Social Interaction and Anxiety Scale e Social Phobia Scale (Mattick & Clarke, 1998), Edinburgh Postnatal Depression Scale (Cox et al., 1987), Questionari Italiani del Temperamento (Axia, 2002).
RISULTATI ATTESI: Alla luce dei dati emersi in letteratura e dai risultati delle prime analisi, si attende che il GS presenti maggiori livelli di stress, ansia e depressione, rispetto a quelli del GC e ci si attende che tali livelli si associno ad una peggiore percezione del temperamento del proprio bambino, indipendentemente dal livello di sviluppo raggiunto
Il trauma della nascita pretermine e la sintomatologia ansiosa-depressiva materna
La nascita pretermine, in quanto evento altamente stressante e carico di preoccupazione e angoscia, costituisce un momento di crisi emozionale per i genitori. Sintomi ansiosi e depressivi possono in alcuni casi manifestarsi non solo durante la degenza ospedaliera, ma anche nei due anni dopo la nascita. Tale sintomatologia può interferire sulla capacità di assumere adeguatamente il ruolo genitoriale. Per questo motivo, è importante monitorare lo stato emozionale dei genitori e pianificare interventi precoci, dove siano necessari
La psicopatologia genitoriale. Ansia e depressione perinatale
Il periodo perinatale, che si estende dalla gravidanza fino al primo anno di vita del bambino, può rappresentare per la madre un momento di grande rischio per lo sviluppo o l’esacerbazione di disturbi dell’umore, di disturbi ansiosi e di psicosi, con sofferenze in grado non solo di compromettere l’equilibrio psicologico femminile, ma anche di influire negativamente a livello della relazione di coppia e dell’interazione madre-bambino, talvolta ostacolando anche il normale sviluppo infantile. Considerando sia il periodo della gravidanza sia quello del post partum (periodi che, appunto, il termine “perinatale” include), in letteratura compaiono numerosi studi che esplorano in maniera approfondita le caratteristiche della depressione e dell’ansia in entrambi i momenti, evidenziando differenze e somiglianze. In particolar modo, si è assistito a un’esplorazione, attraverso ricerche trasversali e longitudinali, del quadro psicopatologico su più livelli, attraverso l’identificazione sia dei fattori di rischio sia della valutazione dell’incidenza. Gli studi, svolti in contesti europei ed extraeuropei, concordano sulla rilevante incidenza del disagio ansioso e depressivo sia in gravidanza sia nel post partum e, quindi, sulla necessità di articolare protocolli di intervento psicologico e sociale che prevengano e diminuiscano il rischio psicopatologico
- …
