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"Paghi di aver recato un qualunque modestissimo contributo all'avviamento di una scienza". Da Eugenio Casanova alla stabilizzazione della cattedra di archivistica all'Università di Roma
L’articolo intende affrontare la nascita dell’insegnamento universitario dell’archivistica, analizzando in particolare quanto avvenne presso la Sapienza Università di Roma, sede in cui ebbe origine tale insegnamento nel 1925 con l’assegnazione dell’incarico per l’insegnamento dell’Archivistica applicata a Eugenio Casanova, soprintendente dell’Archivio di Stato di Roma e dell’Archivio del Regno. Dopo il pensionamento forzato di Casanova bisogna attendere circa quindici anni prima che l’archivistica torni a essere oggetto di un insegnamento nell’Ateneo romano e questo avviene con la fondazione della
Scuola speciale per archivisti e bibliotecari. Ma, anche nel momento in cui l’archivistica entra tra gli insegnamenti fondamentali di una Scuola, che ha la fisionomia di una facoltà, la cattedra non viene stabilizzata con professori incardinati nell’organico della SSAB; rimane infatti un insegnamento svolto da docenti incaricati, provenienti dall’amministrazione archivistica, come Leopoldo Sandri e Leopoldo Cassese, oppure incardinati in altri atenei, come Giorgio Cencetti e Ruggero Moscati. La prima stabilizzazione di una cattedra di archivistica si ha nel 1959 con la chiamata di Ruggero Moscati a coprire l’insegnamento di Archivistica speciale, tuttavia la stabilizzazione durerà pochi anni perché Moscati lascerà la SSAB per trasferirsi alla Facoltà di magistero. La
stabilizzazione definitiva si avrà solo nel 1972 quando Leopoldo Sandri, previo concorso, sarà chiamato a coprire la cattedra di Archivistica generale e storia degli archivi.The article intends to address the birth of the university teaching of archival science, analysing what happened at the Sapienza University of Rome, the place where this teaching originated in 1925 with the assignment of the assignment of the chair of Archival applied science to Eugenio Casanova, superintendent of the State Archive of Rome and the Reign Archive. After Casanova’s forced retirement, it is necessary to wait about fifteen years before archival science returns to be the subject of teaching at the Rome University and this happens with the foundation of the Special School for Archivists and Librarians
(SSAB). But, even when the archival science becomes one of the fundamental teachings of a School, which has the physiognomy of a faculty, the chair is not stabilized with professors hinged in the SSAB staff: in fact it remains a teaching carried out by appointed lecturers, coming from the archival administration, such as Leopoldo Sandri and Leopoldo Cassese, or incardinated in other universities, such as Giorgio Cencetti and Ruggero Moscati. The first stabilization of an archival chair took place in 1959 with the call of Ruggero Moscati to cover the teaching of Special archival science; however the stabilization will last a few years because Moscati will leave the SSAB to move to the Faculty of magistero. The definitive stabilization will take place only in 1972 when Leopoldo Sandri, after a competition, will be called to cover the chair of General archival science and history of archives
Volevamo una rivoluzione. Documentare Roma e la Sapienza negli anni della contestazione studentesca
Il volume costituisce una riflessione su fonti di diversa tipologia e natura (più o meno istituzionali, documentarie, memorialistiche e orali), ma ognuna delle quali imprescindibile per ricostruire e interpretare i fatti avvenuti dentro e fuori la Città universitaria di Roma nella seconda metà degli anni Sessanta. Senza dubbio, un significativo impulso in questa direzione è venuto dai lavori di recupero e censimento della documentazione conservata nell’Archivio storico di Sapienza, avviato nel 2018 e tutt’oggi ancora in corso
IL Sessantotto in Sapienza? Iniziò nel 1964. Carte alla mano
Il contributo, attraverso le fonti emerse dal censimento dell'Archivio storico di Sapienza Università di Roma, ripercorre gli avvenimenti che sconvolsero l'Ateneo romano, retrodatando in parte l'inizio della contestazione al 1964 e analizzando la documentazione prodotta dall'amministrazione centrale dell'Ateneo sulla morte dello studente Paolo Rossi nel 1966 e sulle occupazioni delle Facoltà nel 196
L’archivio scomparso: il Ministero delle corporazioni
L’archivio del Ministero delle corporazioni sarebbe una fonte di primaria importanza per la comprensione delle vicende economiche del ventennio fascista e delle continuità e discontinuità che si ebbero con le politiche dei governi liberali e repubblicani. L’archivio, tuttavia, è andato perduto quasi totalmente. L’articolo analizza le cause che hanno portato alla scomparsa dell’archivio, ricostruendone le vicende durante il periodo bellico e la concatenazione di eventi che ne hanno determinata la scomparsa.The archive of the Ministero delle corporazioni would be a source of primary importance for the understanding of the economic stories of the Fascist period and the continuities and discontinuity of the politics of the liberal and the republican governments. The archive, nevertheless, has gone almost totally lost. The article analyzes the causes that have brought to the disappearance of the archive; reconstructing the stories of it during the war period and the connection of event that has done him that caused his loss
Recensione a The net: la rete come fonte e strumento di accesso alle fonti: atti del convegno, Firenze, 25 febbraio 2016, a cura di Andrea Becherucci, Francesca Capetta
Recensione al volume che raccoglie gli atti del convegno svoltosi a Firenze nel 2016 sulla rete come strumento di accesso alle fonti e sulla rete come font
Guida alle fonti sussidiarie per la storia del Ministero delle Corporazioni
Oggetto della ricerca è la ricostruzione di un archivio scomparso e attraverso di esso della storia di un Ministero di cui non si conoscono appieno competenze e struttura. L'idea di ricercare questa documentazione, frammentata in varie sedi, e di redigere quindi una guida prende avvio da alcune considerazioni, molto discusse nella storiografia recente, sulla politica economica del regime fascista e su come questo politiche abbiano in qualche modo potuto influenzare le politiche economiche del periodo repubblicano. Le fonti a disposizione non consentivano di dare conferme o smentite a questa ipotesi perchè tra la documentazione del fondo del Ministero dell'Industria del Commercio e dell'Artigianato, che assunse, in periodo repubblicano, le funzioni precedentemente svolte dal Ministero delle Corporazioni, presente in Archivio Centrale dello Stato c'è una lacuna che comprende larga parte della documentazione del periodo fascista. Risultava quindi molto difficoltoso ricostruire sia le competenze sia la struttura burocratico-amministrativa del Ministero. Per la ricerca sono stati presi in considerazione circa 50 istituti conservatori ma solo alcuni di essi conservavano documentazione riguardante il Ministero, si è inoltre scelto di focalizzare l'attenzione sull'attività dell'amministrazione centrale del Ministero, tralasciando gli uffici periferici. Con questa ricerca si è tentato di porre in evidenza il ruolo fondamentale svolto dal Ministero delle Corporazioni nell'orientamento assunto dal fascismo in materia di economia, soprattutto per la parte riguardante la nascita e lo sviluppo delle aziende a partecipazione statale, ma anche come ci sia una certa linea di continuità nelle direttrici di politica economica messe in atto dagli ultimi governi del periodo liberale, dal fascismo e dai governi repubblicani. Infine si è cercato di dar conto dell'evoluzione burocratico-amministrativa del Ministero, anche in questo caso in parallelo con quella dei dicasteri che lo hanno preceduto e che gli sono succeduti, per far capire come l'aumento di competenze andasse di pari passo con l'ingigantimento della struttura burocratica
«The whole room suddenly filled with a thick white fog». Gli archivi tra mediazione e comunicazione
Archives, public or private, are the place where individual and collective events meet and are told, where threads of a skein intertwine and unravel, a skein made up of the “papers” produced and preserved by the so-called civil society and its institutions, that together compose and narrate the multifaceted political-cultural and social history of a country. But, if not correctly communicated and narrated, archives risk turning into that enormous, gloomy, and cemetery-like warehouse, that no one can and wants to access. Destined, therefore, to lie covered in dust and condemned to oblivion, which recalls the archive and the archivist’s portrayal brought to the scene by Totò in a famous film from the 1950s. To avoid the risk of a collective amnesia, it is therefore necessary to resort to effective and pervasive communication tools and new ways of storytelling, that go beyond the traditional forms of mediation that archivists implement in research rooms and in the production of research tools. The goal is to – returning to the title of this paper – lift the thick fog that has always surrounded archives, to reveal the “orbs” where,
instead of wizards’ prophecies, are recorded traces of memories, more or less distorted and distorting, of political, social and cultural reality of a community
Introduzione
Dopo aver presentato una panoramica degli studi e delle ricerche prodotte sul '68 in occasione del cinquantenario, ci si sofferma sull'uso delle fonti, in particolare quelle universitarie, primarie per la narrazione di quell'anno turbolento
Pubblico e privato: l'archivio di Vincenzo Federici e gli archivi di Sapienza Università di Roma: tutela, accesso e valorizzazione
L’articolo intende illustrare, attraverso il caso emblematico dell’archivio di Vincenzo Federici, conservato presso la Biblioteca di Scienze Documentarie di Sapienza, i rapporti e le strette connessioni che legano un archivio privato con gli archivi dell’istituzione che lo ospita. Nel corso del lavoro si sono analizzati principalmente gli aspetti normativi e di tutela e valorizzazione degli archivi pubblici e privati che vanno a comporre il sistema archivistico di Sapienza Università di Roma. Si sono poi analizzate le correlazioni che legano l’archivio Federici con l’archivio generale di Ateneo, con l’archivio studenti e infine con altri archivi privati depositati presso le biblioteche e i musei di Sapienza. Si è infine messo in luce come il “policentrismo conservativo” di Sapienza offra vantaggi e svantaggi per la tutela e la valorizzazione dei suoi archivi.The article intends to illustrate through the emblematic case of the archive of Vincenzo Federici, conserved at the Sapienza Documentation Science Library, the relationships and the close connections that link a private archive with the archives of the institution that hosts it. During the course of the work we analyzed mainly the regulatory and protection and valorization aspects of public and private archives that compose the archival system of Sapienza University of Rome. The correlations linking the Federici archive with the general archive of the University, the student archive and finally other private archives deposited in Sapienza's libraries and museums were then analyzed. Finally, it was highlighted how the "conservative polycentrism" of Sapienza offers advantages and disadvantages for the protection and valorization of its archives
Alessandro Blasetti - Alba de Céspedes. La trasposizione cinematografica di Nessuno torna indietro
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