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    L'Italia interventista

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    Il «vario» interventismo, di destra e di sinistra, democratico e conservatore, rivoluzionario e reazionario, nazionalista e repubblicano, in estrema sintesi. Il ruolo di D'Annunzio e il mito delle «due Italie»

    Dante, Oriani e non solo. Precursori diversamente aleggianti nell'ideario fascista

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    Una sommaria carrellata di supposti precursori vantati dal fascismo onde accreditarsi quale "età adulta" dell'«Italia in cammino» evocata da VolpeA brief roundup of some supposed precursors boasted by fascism to be credited as the “adult age” of «Italy on the way» evoked by Volp

    Il GUF di Pisa tra fascismo «vecchio» e fascismo «nuovo»

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    Una breve analisi dell’evoluzione del fascismo universitario pisano dai tempi dello squadrismo a quelli del regime, fino alla scelta di campo dopo l’8 settembre 1943. Alla luce dell’avvicendarsi delle generazioni gufine e del mutare delle loro aspettative e prospettive in riferimento al contesto di sistema, si evidenziano i diversi orientamenti via via manifestatisi nella base studentesca con punte di contestazione anche radicale del posizionarsi e dello strutturarsi del regime. Sicché nel Guf di Pisa militarono attivamente sia elementi del noto «gruppo Zangrandi», sia elementi già approdati o in via d’approdo all’antifascismo. Fermo restando naturalmente che fu la sconfitta militare la ragione vera del crollo delle precedenti «granitiche certezze» della gioventù universitaria.A brief analysis of the evolution of Pisan university fascism since the times of Squadrismo and during the twenty years of the regime, up until the choice of sides after September 8, 1943. This paper highlights the different expectations gradually manifested by the different generations of Pisan fascist students, some of whom criticized and even challenged the policies of the regime. Students belonging to the well-known «Zangrandi Group», as well as other students on their way to antifascism, if not antifascist already, actively operated in the Guf of Pisa. Nevertheless Italy’s military defeat in WWII was the real reason for the collapse of the previous «granitic certainties» of university yout

    Il partito-milizia e la marcia su Roma

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    Un’analisi dei caratteri assunti dalla marcia su Roma nel contesto del quadro politico del primo dopoguerra e delle dinamiche interne al movimento fascista, strutturatosi in partito-milizia: 1. Quel trattino...; 2. Urne o spallata; 3. Tra color che son sospesi; 4. In marcia; 5. Epilogo o prologo? An analysis of the characteristics assumed by the march on Rome in the context of the first post-war political framework and the internal dynamics of the fascist movement, structured in party-militia: 1. That hyphen...; 2. Ballot boxes or shoulder; 3. Among those who are suspended; 4. On the move; 5. Epilogue or prologue

    Dino Grandi, gli altri e quel rebus del 25 luglio

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    1. Congiura e tradimento contro onore e fedeltà? 2. Ognuno gioca la sua partita 3. Proviamo dunque a risolvere il rebu

    La politica estera dell'Italia fascista

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    Il presente saggio mira ad analizzare per sommi capi la politica estera dell’Italia fascista, ripercorrendone le tappe principali pur senza alcuna pretesa di esaustività. Tramite l’esame di questioni e figure di sicuro rilievo, si tenta qui di tracciare un profilo della linea seguita da Mussolini in un contesto internazionale proiettato verso una destabilizzazione crescente nel corso degli anni Trenta. Particolare, ma non unica, attenzione è naturalmente riservata ai rapporti tra Roma e Londra, tra Roma e Parigi, tra Roma e Berlino (e tra fascismo e nazionalsocialismo). Si dà qui conto, infine, della problematica e articolata posizione italiana all'inizio e nel corso della Seconda Guerra Mondiale. The present essay aims to briefly analyze the foreign policy of fascist Italy, outlining its main stages without claiming to be exhaustive. While examining significant issues and players, this essay aims to suggest a profile of Mussolini’s overall attitude in an international context heading towards increasing destabilization during the 1930s. Particular, but not exclusive, attention is paid here to the relations between Rome and London, Roma and Paris, Rome and Berlin (and between Italian Fascism and German National Socialism). Finally, the present essay aims to give an account of the problematic and articulated position of Italy at the beginning and during World War II

    Dodecaneso e non solo. Atene e Roma fra le due guerre mondiali

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    Sono qui ricostruite per sommi capi le relazioni italo-elleniche fra il primo dopoguerra e l’avvio della campagna di Grecia nell’ottobre del 1940. Furono il Dodecaneso e l’Albania i principali elementi d’attrito fra Atene e Roma, con sacrificio delle aspirazioni greche. In tale contesto è collocabile pure l’occupazione italiana di Corfù nell’agosto-settembre del 1923, primo atto di forza della politica estera mussoliniana. Nel 1928 i due Paesi raggiunsero un’intesa, che nei progetti del duce avrebbe dovuto integrare la Grecia in un più generale sistema danubiano-balcanico, accomunante vincitori e vinti, Turchia inclusa, a guida italiana. Finì invece per materializzarsi nel 1934 un’Intesa balcanica fra Grecia, Jugoslavia, Romania e Turchia, garante delle frontiere in essere, ancorché aperta all’adesione di Albania e Bulgaria. Le relazioni fra Roma e Atene si fecero poi assai tese nella seconda metà degli anni Trenta, da un lato non potendo discostarsi la Grecia dalla linea britannica in occasione delle guerre d’Etiopia e di Spagna, dall’altro occupando l’Italia l’Albania nell’aprile 1939. Contribuì assai al deteriorarsi dei rapporti l’avvicendamento a Rodi, nel dicembre 1936, fra il governatore Mario Lago e il gerarca Cesare Maria De Vecchi, artefice di un ferreo giro di vite nel regime interno del Dodecaneso. Nonostante gli sforzi del dittatore greco Metaxàs e del nostro rappresentante diplomatico Emanuele Grazzi, entrambi convinti che pacifiche relazioni convenissero ad entrambi i Paesi, Mussolini optò alfine per l’attacco alla Grecia nella fallace convinzione di poter acquisire un facile trofeo e rimettere i conti in pari con Hitler nei Balcani

    L'assillo di Mussolini: durare. Intervista con Paolo Nello

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    Intervista su atteggiamento e operato di Mussolini dal «biennio nero» e dalla marcia su Roma ai primi anni di govern

    La patria dei nazionalisti

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    Nel saggio si esamina l’evoluzione dell’Associazione nazionalista italiana, con specifico riguardo alla sua progressiva rielaborazione delle idee di patria e di nazione, così come precedentemente coniugate in epoca risorgimentale e postrisorgimentale. Si prendono le mosse dal gruppo raccoltosi attorno all’«Idea Nazionale» (Enrico Corradini e altri), originatore delle svolte antidemocratica e, con il decisivo contributo di Alfredo Rocco, antiliberale dell’ANI rispettivamente nel 1912 e nel 1914. Particolare attenzione è quindi rivolta all’atteggiamento dei nazionalisti riguardo alla Grande Guerra e all’interventismo, alla crisi postbellica e alla sua gestione da parte della classe politica liberale. Sono altresì analizzati i non lineari rapporti dell’ANI con fiumanesimo e fascismo, fino alla sua non indolore fusione con il PNF nel 1923, in un contesto mutato dall’epilogo della marcia su Roma.This essay examines the evolution of the Italian Nationalist Association, specifically concentrating on its gradual re-elaboration of the ideas of fatherland and nation as they were previously understood during the Italian Risorgimento and post-Risorgimento. The initial focus is the group gathered around «L’Idea Nazionale» (Enrico Corradini and others), originator of the antidemocratic and, with the decisive contribution of Alfredo Rocco, antiliberal turns of ANI in 1912 and 1914, respectively. Particular attention is then paid to the nationalists’ attitude towards the Great War and interventionism, the post-war crisis and its management by the liberal political class. ANI ’s non-linear relations with fiumanism and fascism are also analysed, up to its not painless merger with the PNF in 1923, against the new backdrop outlined by the epilogue of the March on Rome

    L'illusione della "normalizzazione"

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    Non fu subito dittatura: cause e concause della procellosa transizione dalla marcia su Roma all'instaurazione del regim
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