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Le radici dell'eversione di sinistra
Indagine sulle origini del terrorismo di sinistra, a partire dalla teorizzazione del terrorismo da parte di Trotsky, nel 1935. Si passa in rassegna la concezione e l'idea della violenza come strumento e come "valore", così come praticata durante la Resistenza e da questa ereditata da parte di una minoranza che considerava "tradita" proprio quella lotta di Liberazione cui doveva seguire una rivoluzione proletaria. Da qui, l'analisi si rivolge ai nessi ed ale linee di continuità fra questa violenza e quella cui ricorsero le frange terroriste specialmente negli anni Settanta. A tal fine sono stati u tilizzati documenti rinvenuti nell'Archivio di Stato della Federazizone Russ
Il movimento sindacale di fronte alla sfida del terrorismo
Le tendenze violente incarnate dal puzzle delle organizzazioni extraparlamentari, che sul tema dell'unità di classe avevano sviluppato un dibattito teorico diffuso a livello di massa, avevano di fatto trasformato la “violenza proletaria” in un vero progetto politico centrato sull’antagonismo diffuso (in fabbrica e nella società) in bilico fra azione di massa e organizzazione di tipo terroristic
Il Risorgimento delle donne
Riflessione atttorno al ruolo esercitato dalle donne nel processo diunificazione nazional
Campi di concentramento e industrializzazione. Il gulag siberiano di Magadan e la repressione del dissenso nella Russia staliniana
After the launch of the Five-Year Plan, the economic policy of the USSR and its regime changed. Overturning the Marxist theses, Stalin theorized the escalation of the class struggle as the full realization of socialism was approaching. This policy shift and ideological revision triggered the repression of the prosperous peasantry, kwown as kulaks. Forced industrialization required the mobilization of the workforce and new economic resources for the purchase of machinery on the international market. Both these problems were faced and partly resolved through the colonization of Siberia, which was very rich in raw materials for export, and the use of the forced labor of prisoners, locked up in special labor camps. The city of Magadan, built in the Siberian Far East, responded to all these needs.Dopo il lancio del piano quinquennale, la politica economica dell’URSS e il suo regime cambiano. Ribaltando le tesi marxiste, Stalin teorizzò l’escalation della lotta di classe sulla via della piena realizzazione del socialismo. Questo cambiamento di politica e la revisione ideologica innescano la repressione dei contadini benestanti, conosciuti come kulak. L’industrializzazione forzata richiede la mobilitazione della forza lavoro e nuove risorse economiche per l’acquisto di macchinari sul mercato internazionale. Entrambi questi problemi furono affrontati e in parte risolti attraverso la colonizzazione della Siberia, ricchissima di materie prime per l’esportazione, e il ricorso al lavoro forzato dei prigionieri, rinchiusi in appositi campi di lavoro. La città di Magadan, sorta nell’estremo oriente siberiano, rispondeva a tutte queste esigenze
I socialisti a Roma "città aperta" fra resistenza armata e rinascita sindacale
Il saggio riconsidera il ruollo dei socialisti nella Resistenza a Roma, mostrando come non fosse affatto marginale.Durante l'occupazione nazista, il socialista Bruno Buozzi, già segretario della CGdL quando il fascismo conquistò il potere avviò delicate trattative pern ricostituire il sindacato, impegnandosi affinché rimanesse unitario, comprendendo anche cattolici e comunisti. A Roma "città aperta" occupata dai nazisti, ogni forma di disobbedienza acquisì i caratteri di una opposizione, una vera resistenza che sotto l'accorta regia di socialisti e comunisti, si tradusse in sabotaggi, attentati, azioni di disturbo per rendere la vita impossibile al nemico. IN seguito ad una delazione Bruno Buozzi fu arrestato e vani risultarono i tentativi della Resistenza romana di liberarlo, anche ricorrendo alla corruzione dei vertici nazisti. Mentre la V Armata dell'esercito Usa entrava a Roma da sud, i nazisti fuggivano da nord e poco fuori Roma il camioncino con alcuni prigionieri, fra cui Buozzi, si fermò e i prigionieri furono assassinat
La stagione del disgelo. Il Vaticano, L’Unione Sovietica e la politica di centro sinistra in Italia (1958-1963)
In che modo disgelo e centro sinistra sono correlati? In questo lavoro si analizza e si ricostruiscono le posizioni e il ruolo della Dc, del Vaticano, di Mosca rispetto l'allargamento a sinistra (Psi). Agli interrogativi proposti, si tenta di rispondere con l'ausilio di documentazione inedita raccolta negli archivi russi. Da essi risulta una sorprendente attività di scambio e contatti fra governo italiano e sovietico al fine di creare i presupposti di una nuova politica estera italiana, non sempreall'interno della logica dei blocchi. Emerge altresì con nettezza un insieme di contatti fra il capo del Cremlino e la Santa Sede
Introduzione [La societas Christianorum e il mito del Mare Nostrum. Dialettica politica e dibattito culturale nella politica estera della DC (1945-1962)]
Introduzione al libro che percorre un sentiero di ricerca poco battuto dalle ricostruzioni storiche e mette al centro dell'analisi le matrici culturali della proiezione estera dell'Italia, in un contesto di relazioni internazionali che segna un rinnovato attivismo nell'area mediterranea
Gli attori delle Relazioni Industriali. La UIL
La pandemia di covid-19 ha reso necessario un nuiovo equilibrio fra diritti e doveri. Non facendo
della vaccinazione un problema da superare con il negoziato inserendolo come materia
di contrattazione, il sindacato ha perso un’occasione per riacquisire un ruolo che negli ultimi anni risulta alquanto appannato. Questo problema chiama in causa una questione fondamentale: le relazioni
industriali nella cornice del governo Draghi. È fuori discussione l’orientamento del premier di operare in un contesto segnato da buone relazioni che assicurino la pace sociale; non altrettanto chiaro in quale contesto di cambiamenti del modello capitalista, di riorganizzazione del mercato e del mercato del lavoro si inserisca
1956: Budapest insorge! La rivoluzione ungherese che fece tremare l'Urss
Dopo il varo della linea delle vie nazionali al socialismo, l'Ungheria tentò di applicare questa linea allentando la morsa dell'Urss. Nei paesi del blocco sovietico si registrarono reazioni diverse: moti di protesta degli operai in Polonia e nella Germania dell'Est, di giovani artisti, intellettuali in Ungheria. Una manifestazione vietata dal governo diventa una sfida e dopo messaggi minacciosi da parte delle autorità ai dimostranti e al capo del governo che appaggiava i tentativi di allentare la morsa sovietica, la folla insorse ma nel giro di pochi giorni la rivolta fu sedata dall'esercito del Patto di Varsavi
Ital'yanskaya kommunisticheskaya partiya v piriod grazhdanskoy voyny (1943-1945) [Italian communist party during the Civil War (1943-1945)]
The article addresses the most controversial topic of italian history - 1943-1945. In national historiography, the coverage of this period is influenced by italian communist historiography, which linearly covers this period as the triunpal procession of the Resistance Movement. Thi article analyzes the complex set of relationship between various political forces after the overthrow of MUssolini and the formation of the Italian Social Republic. The article analyzes the complex relationships in the communist movement, gives the author's assessment of the Salerno Tur
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