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Turismo relazionale
Il turismo, inteso come viaggio di conoscenza e come svago, esiste da
sempre, almeno da quando l’uomo ha manifestato l’esigenza di scoprire
quello che gli stava intorno, di allargare quindi la propria sfera di
conoscenza e di influenza nel territorio circostante.
Con il suo aprirsi “a tutti” e con l’introduzione dell’aspetto simbolico
dello status sociale, il turismo ha assunto una connotazione sempre più
di“moda”, avviandosi in una direzione gestita da logiche industriali di
“massa”2. Logiche economiche centrate sulla ricerca del massimo profitto,
come unico parametro valido per la misura della performance aziendale
che mostrano oggi, quanto mai prima, i loro difetti e le loro profonde
contraddizioni, soprattutto nel confronto con le logiche dello sviluppo
sostenibile. Uno sviluppo che per essere realmente sostenibile deve farsi
promotore della conservazione e della valorizzazione della tipicità e della
diversità di un territorio e quindi allargare il campo all’entrata di nuovi
valori che negano la sola applicazione della logica del profitto.
Una connotazione, quella industrialista, che col passare del tempo è
arrivata a sostituire gli originari scopi del viaggiatore, facendo assumere al
termine turista, una palese accezione negativa, proprio ad indizio
dell’indifferenza ai luoghi e alle culture indotta da quella forma di turismo.
Per nostra fortuna la funzione e gli scopi originari del viaggio non
saranno cancellati da questa ondata di turismo di massa, ma resteranno
relegati per alcuni decenni in una nicchia riservata a pochi specialisti,
studiosi e ricercatori.
Con il diffondersi di una cultura orientata verso la salvaguardia e la
promozione delle risorse locali e, parallelamente, con l’avvento delle
tecnologie della comunicazione, in particolar modo della telematica e
dell’informatica, quindi nel corso dell’ultimo ventennio, si è timidamente
manifestata una nuova inversione di tendenza verso una riappropriazione
dello spirito originario del turismo, ossia: conoscenza, descrizione,
scambio. Il più delle volte percorrendo strade e modalità anche molto
differenti fra loro
Agricoltura, alimentazione e paesaggio nei territori produttivi. Intrecci disciplinari tra piano e programmi di sviluppo nei casi della Sicilia centrale.
La riflessione che di seguito si sviluppa vuole condurre verso una più estesa considerazione delle implicazioni sociali dell’attività agricola. Il dibattito nel campo economico agrario, infatti, si concentra sui contenuti che l’attività agricola trasmette attraverso la modellazione del paesaggio, la conservazione della storia, la tutela dell’ambiente e della salute. La notorietà della Dieta mediterranea e il suo riconoscimento globale sembrano riassumere in larga parte queste proposizioni
Un approccio mediterraneo: il “ritorno alla campagna” e il ruolo del turismo per le aree interne
La crisi finanziaria globale coinvolge e sconvolge le economie reali e quindi anche i sistemi valoriali alla base delle strumentazioni di governo delle trasformazioni urbane e territoriali stressando le sperimentazioni di governance dei modelli di sviluppo place based a seconda delle tipologie territoriali e dei loro livelli di declino. Il turismo sostenibile sembra inserirsi in modo utile nelle strategie di resilienza dei territori. Nella prima parte si sottolinea il rapporto tra pianificazione territoriale e agricoltura che torna ad essere centrale. Le ICT spingono la condizione sociale a mutare verso quella di cittadini del mondo che vivono lo spazio ed il tempo immergendosi dentro una vita in costante movimento. Il turismo sembra scomparire al crescere della possibilità di scoprire e intrattenere nel tempo nuove relazioni umane che collaborano a minimizzare gli impatti del turismo sia sul patrimonio costruito che su quello rurale. Nella seconda parte è messa in luce la potenzialità ed il ruolo che l’agricoltura e la produzione alimentare di qualità gioca nelle politiche di sviluppo locale. Nella terza parte è illustrato un caso di studio della Sicilia centrale in cui è necessario e possibile tracciare strategie di recupero del patrimonio culturale, colturale e di alimentazione su livelli di eccellenza, grazie a politiche e pratiche trans-settoriali integrate. Nelle conclusioni si sottolinea la convenienza dell’approccio di turismo relazionale integrato. La visione rur-urbana che ne deriva ha l’ambizione di divenire un quadro di riferimento per nuovi scenari di riorganizzazione degli equilibri fra area urbana e area rurale
Narrare il corpo per crescere a curare: empatia, competenze professionali e differenze di genere.
Introduzione alla ricerca sulla componente relazionale nel'analisi sistemica del turismo
Architecture that will be. A thesis on the Minet El Bassal District in Alexandria, between Tradition and Innovation, during the "Third Industrial Revolution"
The emerging impact on the planet of 3D printing, at all levels, doesn’t seem to limit itself to the simple modification of the traditional means of production, indicating a deeper and far more diffuse transformation, referred to by some as the “third industrial revolution”. 3D printing has become a process accessible to everyone. Up until a few years ago, in fact, those who built a company and produced, for example, spare parts for the automotive supply sector or for electronic devices, were considered the pioneers of their respective fields; while today, the true pioneers of modern craftsmanship are common people that, to fulfill their needs, autonomously build what they need. Those are the so-called makers. Once he has designed a tridimensional model, a maker can take advantage of 3D printing in different ways, some of which will be listed right now, while the others will be treated in deeper detail in the following paragraphs: the purchase and/or the building of a personal printer; the employment of share printing by non-profit associations like Fablab, Maker-spaces, Hacker; the use of Internet for direct contact with companies that develop personalized printing also for private production. “The true revolution is not the development of technology, but its democratization: to make it accessible to an enormous group of people who can experience it and improve it”, as said by Chris Anderson, former director of Wired magazine, author of the book “The Long Tail” and editor of the essay “Makers: The New Industrial Revolution”.
“Today we have instruments like the world wide web to help us: the inventor of today isn’t an isolated genius anymore, as he can make use of the joint effort of other individuals. In its workshop, instead of a plane, a buzz saw and a drill, we would see the inevitable computer, on whose screen the item takes shape, and a three-dimensional printer”.
In this sense, 3D printing is revolutionizing not only the world of fashion and design, but also the universes of the construction industry and of architecture.
In fact, one of the most respected “contemporary masters”, Norman Foster, won an international contest launched by the European Space Agency (ESA) to design, through the use of a 3D printer, a lunar outpost capable of hosting four people, employing regolith as a construction unit, that is, dust, soil, broken rock, and other related materials present on the Moon. In China, the creations of the multinational corporation WinSun are causing quite a sensation: after realizing in recent years “10 houses in 24 hours”, and printing an 1100 square meters villa.
The incredible feat has been achieved with a giant 3D printer – 32 meters of length, 10 of width and 6,6 of height – in which, as a construction unit, has been employed a mix of recycled dumping materials, like fiberglass, steel, concrete and special additives.
Allowing a saving of materials between 30% and 60%, and a saving of building time between 50% and 70%. Holland is today the main European innovator of 3D architecture. Dutch architect Janjaap Ruijssenaars has devised a system that will allow the production of base elements of approximately 9×13,5 meters that will constitute the model of residential buildings. For its manufacturing, a sand compound will be employed as construction unit, mixed to a bonding agent of new conception that will make it sturdier than concrete. In Italy, the company WASP (acronym of World's Advanced Saving Project), has realized printers that operate through a process of additive manufacturing. The aim of these devices, called BigDelta, is to realize echo-compatible houses with a limited power consumption, with available natural materials like clay.
Besides the advantages of reduction of energetic consumption and emissions, of fast building times, contained costs and easy adaptability to different situations, the research is also moving in the elaboration of new materials to substitute concrete, that are more ecological and sustainable.
The thesis project, carried out by Valentina Sapio, with the relation of the Prof. Arch. Claudio Gambardella (SUN “Luigi Vanvitelli” –Aversa), the correlation of the Prof. Arch. Fabio Naselli (UNI Kore – Enna) and the referee of the Prof. Mohamed Assem Hanafi (Dep. of Architectures, Faculty of Engineering, University of Alexandria), concentrates on the requalification of the industrial district of Minet El Bassal in Alexandria. The proposal of project focuses, besides the urban intervention project to redevelop the surrounding district, on a tower, placed inside one of the seven buildings that comprise the area that accommodates the Fablab. Realized entirely with the use of 3D printing, the tower, that recalls the ancient lighthouse of Alexandria, and in line with the already existing skyline formed by the minarets, is conceived with materials that are typical of the Egyptian buildings on the rivers of Nile (with fire-bricks in straw and clay), that is a natural paste made up of clay, straw and adhesives. Intervening both from an evocative volumetric point of view, and in the use of materials in the full respect of the pre-existent, melting tradition and innovation. Ideally, the same Fablab, recalling another important concept, that is, the concept of self-building, and another value intrinsic of Egyptian culture, realizes the tower. Examining the study, the works and the thought of Egyptian architect, Hassan Fathy: “The quality and the values inherent the traditional answer of the man to the atmosphere (on the environmental challenges), should be preserved without renouncing to scientific progress. Science can be applied to several aspects of our job, if, at the same time, it is subordinated to philosophy, faith and spirituality”.
MutAzione: un approccio innovativo al turismo per lo sviluppo delle aree interne
Nell’era digitale l’assunto di mutazione e cambiamento sono amplificati dall’accessibilità tramite un click; ma come tramutare tutto ciò in Azione, in Atto che non permetta tanto il mutare quanto il mutarsi di un gesto in fatto reale? Qui l’urbanista diventa strumento di colui che attraverso la propria professionalità tramuta parole su carta in mutAzioni del territorio “a margine”; colui che riesce, pragmaticamente, a ricucire il rapporto fra l’ambiente urbano e quello rurale. Se la parola sopravvivenza, in questi territori, è l’humus da cui ripartire, il termine mutazione ne rappresenta i semi; ma per crescere occorre l’acqua che è rappresentata dallo sviluppo. Il caso studio, quindi, si attesta sul territorio “a margine”: le aree interne della Sicilia. Un territorio in cui l’abbandono delle campagne, lo svuotamento demografico e la desertificazione dei suoli si contrappongono alla varietà di risorse, di prodotti e di patrimonio materiale e immateriale. L’azione da svolgersi che può fungere da catalizzatore è una nuova forma di Turismo, che parta dal basso e da una partecipazione collettiva; contestualizzato nel tessuto urbano, sociale e culturale in cui opera. Una mutAzione del concetto tradizionale di turismo che permetta un reale sviluppo per la sopravvivenza di aree deboli e marginali. Ciò a cui questo scritto fa riferimento sono le esperienze teorico/applicative costruite sulle prassi del “Turismo Relazionale Integrato” (Urbani et al., 2004) e sviluppate secondo un approccio che promuove un’intersezione disciplinare finalizzata ad una alternativa innovativa per uno sviluppo relazionale integrato (Naselli, 2012). Uno sviluppo che sia autoctono e auto-gestito, in cui non sono soltanto gli utenti a Mutare le proprie Azioni - e il proprio modus-operandi - ma è il territorio stesso che diviene oggetto/soggetto di MutAzioni che possano farlo emergere dalla condizione di marginalità per presentarlo in una visione, nuova ed innovativa, che ne rafforzi le specifiche identità, nello stesso tempo paesaggistiche, culturali, produttive e sociali
I risultati dell'analisi del turismo relazionale
Sulla base delle risultanze emerse dalla ricerca, verrà effettuata una breve analisi dei tratti peculiari della relazionalità nelle aree indagate, mettendo in relazione gli aspetti che l’hanno determinata, utilizzando il modello multidimensionale.
Lo scopo è di evidenziare le potenzialità presenti, le variabili che necessitano di interventi mirati e puntuali e le possibili proposte strategiche per favorire l’implementazione di un piano di sviluppo locale con declinazione turistico-relazionale
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