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    Patologia anale e perianale nel paziente geriatrico

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    È estremamente raro trovare, in ambito geriatrico, soggetti che non abbiano sofferto (o che non soffrano) di disturbi afferenti alla sfera proctologica; prima di addentrarci nel vivo della trattazione di tali disturbi riteniamo opportuno ricordare l’anatomia del canale anale, essendo questa intrinsecamente correlata con le affezioni che verranno trattate

    Profilassi in chirurgia

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    Si definisce profilassi (dal greco: difendere o prevenire in anticipo) una qualsiasi procedura medica o di sanità pubblica attuata con lo scopo di prevenire, e quindi evitare, l’insorgenza di malattie, piuttosto che curarle. In chirurgia generale, ed a maggior ragione nel paziente geriatrico, la profilassi si effettua essenzialmente come: • Profilassi antibiotica • Profilassi antitrombotic

    Patologie di cedimento della parete addominale in chirurgia geriatrica

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    Per ernia si intende la fuoriuscita di un viscere, o di parte di esso, rivestito dai suoi tegumenti, dalla cavità naturale che normalmente lo contiene, attraverso un area di debolezza della parete di rivestimento, un orifizio o un canale preformato. L’incidenza stimata è tra il 5%-6% della popolazione mondiale. Tale incidenza aumenta progressivamente con l’età. Il rapporto maschi/femmine è di circa 8:1 e nel 15%-20% dei casi è possibile la bilateralità. Possiamo distinguere ernie congenite da ernie acquisite

    Metodologia Clinica e Sistematica Medico-Chirurgica

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    Libro per studenti del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgi

    Shock in Chirurgia

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    In passato, lo shock era definito come un quadro di grave ipotensione, con conseguente ipoperfusione tissutale e collasso cardiocircolatorio, che conduceva, se non trattato, alla disfunzione multiorgano (multi-organ failure - MOF) e all’exitus. Oggigiorno, grazie a una migliore comprensione dei meccanismi biochimici dello shock, si considera che questa definizione sia incompleta, in quanto, nonostante quello descritto sia il percorso tipico di questa sindrome, l’ipoperfusione non ne è sempre il primum movens. Attualmente, lo shock viene definito come una sindrome con coinvolgimento multi-distrettuale causata dall’alterazione dei processi metabolici ed energetici cellulari, che possono essere inficiati sia da un ridotto apporto di ossigeno e nutrienti (shock ipoperfusivo) sia da un danno primitivo cellulare (shock settico). L’insieme di segni e sintomi che caratterizzano clinicamente lo shock sono i meccanismi fisiologici di compenso che, fallendo nel tentativo, finiscono per generare un circolo vizioso in cui le turbe omeostatiche si automantengono, fino al decesso del paziente

    Infezioni in chirurgia

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    Le infezioni del sito chirurgico (ISC) sono uno dei problemi che maggiormente affliggono la chirurgia. Sono associate a morbilità o a prolungamento della degenza e possono necessitare anche di cure intensive, portando, nei casi più estremi, al decesso del paziente. Per tutti questi motivi, vanno ben conosciute e trattate

    Urgenze ed Emergenze in Chirurgia Geriatrica

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    Inotevoli miglioramenti in ambito chirurgico, anestesiologico e della terapia medica pre- e post-operatoria hanno permesso di estendere la terapia chirurgica anche agli ultraottantenni, cosiddetti grandi anziani ed, in casi selezionati, anche ai grandi vecchi (over 95 anni) anche per il trattamento delle urgenze ed emergenze chirurgiche

    Anziano e Chirurgia - Fondamenti di Fisiopatologia e Clinica Chirurgica nel Paziente Geriatrico

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    L’approccio del chirurgo al paziente anziano richiede una grande sensibilità e pazienza, doti che non sempre tutti posseggono. Nondimeno, la conoscenza dei meccanismi fisiopatologici dell’invecchiamento e le manifestazioni cliniche sono di fondamentale importanza, per poter affrontare al meglio e cercare di risolvere i problemi di salute che gli anziani hanno, sia in urgenza che in elezione, e che sono spesso gravati da un rischio chirurgico elevato. Il libro è articolato in una prima parte dedicata alla fisiopatologia della vecchiaia, all’approccio chirurgico ed alla valutazione del rischio nel paziente. Segue la parte descrittiva della chirurgia geriatrica che è stata necessariamente limitata ad alcuni argomenti. In particolare sono state affrontate le emergenze-urgenze chirurgiche, alcune patologie “benigne” assai diffuse tra gli anziani (calcolosi della colecisti, ernie), i tumori della cute, dell’apparato digerente ed i donatori e riceventi anziani di organi

    Chirurgia geriatrica. Fisiopatologia e Clinica Chirurgica

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    Il volume “Chirurgia Geriatrica” nasce da una rivisitazione del precedente libro “Anziano e Chirurgia” ed è indirizzato agli studenti del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia, con l’intento di fornire loro elementi utili di fisiopatologia e clinica chirurgica per la corretta gestione dei pazienti anziani. La conoscenza dei meccanismi fisiopatologici dell’invecchiamento e delle manifestazioni cliniche, sono di fondamentale importanza per poter affrontare al meglio i problemi di salute che gli anziani presentano, sia in urgenza che in elezione, e che spesso sono gravati da un alto rischio operatorio. Nella prima parte del volume si affrontano le tematiche proprie del paziente geriatrico, in particolare la fisiopatologia dell’invecchiamento, l’approccio chirurgico e la valutazione del rischio operatorio, non tralasciando aspetti medico legali, tra cui l’importanza del consenso informato. Nella seconda parte sono trattati temi specifici della chirurgia geriatrica: dalle emergenze-urgenze chirurgiche, alle patologie benigne assai frequenti nell’età avanzata, fino ad arrivare alla chirurgia oncologica dell’apparato digerente. Sono stati inseriti anche due capitoli di carattere generale sulle infezioni e sulla profilassi in chirurgia

    Rischio operatorio nel paziente geriatrico e consenso informato

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    Nessun atto chirurgico può prescindere da una preventiva valutazione del rischio associato allo stesso, dal momento che solo un’attenta analisi del rapporto rischio/beneficio può indirizzare la scelta del chirurgo e dell’anestesista riguardo al porre o meno indicazione per un dato intervento in un dato paziente. Il rischio chirurgico, per definizione, non potrà mai essere pari a zero, variando in funzione non solo del tipo di intervento, della tecnica utilizzata, etc. ma anche delle caratteristiche del singolo paziente e, con particolare riferimento al paziente anziano, bisogna tenere in considerazione che il rischio chirurgico è sempre più alto di quello relativo ad un “paziente tipo” (giovane adulto in buone condizioni di salute); ciò dipende non solo dal fatto che l’anziano presenta quasi invariabilmente delle patologie che sono più o meno caratteristiche dell’età avanzata, ma è una diretta conseguenza del processo stesso dell’invecchiamento. Infatti come è noto si tratta di un processo fisiologico e geneticamente determinato di progressiva involuzione di tutte le funzioni organiche che determina, in ultima analisi, una riduzione della capacità di omeostasi dell’organismo, con aumentata fragilità dell’individuo ed aumentata suscettibilità ad eventi stressanti come, ad esempio, un intervento chirurgico in anestesia generale. Appurato, quindi, che l’anziano è per definizione un paziente a maggior rischio chirurgico, risulta essenziale comprendere quali siano gli aspetti che possono determinare un aumento o, viceversa, una riduzione di questo rischio e che è pertanto fondamentale indagare nel corso della valutazione preoperatoria
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