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    Un popolo di nani

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    L’autore analizza compiutamente per la prima volta il pregevole ciclo di Nani lapidei collocati sul muro di cinta della villa Valmarana di Vicenza, che, proprio dalla loro presenza qualificante, ha tratto il nome di villa Valmarana “ai Nani”. Sgombrando il campo da precedenti attribuzioni, viene proposta la paternità di Giacomo Cassetti, erede del più importante scultore vicentino tra Sei eSettecento, quell’Orazio Marinali cui si deve l’introduzione in Veneto di questo particolare genere di scultura da giardino, che gode di larghissima diffusione in epoca barocca. L’occasione offre il destro per allargare la riflessione ad alcune caratteristiche ricorrenti: la forma seriale, la disposizione dei Nani uno di fianco all’altro, la predilezione per i costumi contemporanei, o tutt’al più il ricorso a fogge seicentesche. Il legame con la contemporaneità da un lato, la connotazione comico-grottesca dall’altro aiutano a comprendere il ruolo di queste statue all’interno del giardino veneto, dove compaiono sempre accanto a statue di soggetto mitologico: il loro significato, forse, secondo il principio del “contrapposto” di matrice barocca, risiede proprio nella dialettica tra i due gruppi

    Postfazione

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    Gli strumenti con i quali il lavoro culturale critico di Bonavita affronta il nodo complesso del razzismo e dell'antisemitismo in letteratura si vanno costruendo entro questo testo all'interno di un panorama critico non ancora definito nell'anno di pubblicazione del volume. Non esisteva, di fatto, una tradizione di studio del «razzismo» italiano. Al pregiudizio antimeridionale ¶era stata dedicata qualche inchiesta sociologica, ma esso non era ancora divenuto oggetto di un’adeguata attenzione storiografica; il razzismo coloniale era stato del tutto dimenticato, anche le pagine più scabrose del ventennio fascista, come i campi di concentramento libici, l’uso dei gas e l’apartheid in Etiopia; l’antisemitismo era considerato alla stregua di un «errore» finale del regime. Pur con alcune importanti eccezioni, i lavori esistenti generalmente non si misuravano a fondo con le prospettive teoriche maturate negli Stati Uniti o in Francia, e neppure con gli studi tedeschi o inglesi. Le stesse tradizioni sociologiche e antropologiche di analisi e interpretazione del razzismo erano poco conosciute e ciò contribuiva a rendere inimmaginabile valersi di suggestioni multiculturali o postcoloniali per leggere la vicenda dell’intellettualità e della cultura italiane. In particolare per quel che riguarda la letteratura, per molti ancora il più nobile fra gli oggetti culturali, cuore della formazione delle élite e dei cittadini, serbatoio dell’identità nazionale, pareva impensabile applicarle strumenti di analisi che ne evidenziassero le compromissioni con i razzismi. Del ridotto interesse della ricerca e del mercato editoriale italiani per il razzismo è testimone la bibliografia del catalogo: per restare ai volumi, i lavori generali sul razzismo erano quelli di Bauman, Jesi, Lewis, Mosse, Poliakov, Taguieff e Todorov; sul caso italiano le opere di riferimento erano opera di De Felice, Del Boca, Gallini, Michaelis e Picciotto Fargion, Pichetto, Sarfatti, Valabrega e Voigt; quanto alla letteratura Bonavita citava Mayer e Mosse, Eco e una raccolta sull’esotismo e, per l’Italia, i lavori di Tomasello, Cavaglion e Isnenghi. Al tempo, in italiano, non si disponeva di molto altro. Per questo il libro può essere considerato un sagnavia, come la postfazione cerca di mostrare, soffermandosi anche sugli sviluppi più recenti del dibattito su questi temi, che negli ultimi anni hanno dato prove sempre più interessanti e numerose

    Berita Acara Perkuliahan (BAP) 2.C BK, Daftar Nilai 2.C BK

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    Berita Acara Perkuliahan (BAP) 2.C BK, Daftar Nilai 2.C B

    Berita Acara Perkuliahan (BAP) 2.C Pembelajaran Bhs. Kelas Rendah, Daftar Nilai 2.C Pembelajaran Bhs. Kelas Rendah

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    Berita Acara Perkuliahan (BAP) 2.C Pembelajaran Bhs. Kelas Rendah, Daftar Nilai 2.C Pembelajaran Bhs. Kelas Renda

    Cina perduta : nelle fotografie di Leone Nani

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    Un eccezionale reportage fotografico, realizzato da padre Leone Nani. E' quanto ci restituiscono queste immagini inedite, che riportano alla luce la memoria delle persone, dei luoghi, delle tradizioni e della cultura di un Impero scompars

    NanR Regulates <i>nanI</i> Sialidase Expression by Clostridium perfringens F4969, a Human Enteropathogenic Strain

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    ABSTRACT Clostridium perfringens can produce up to three different sialidases, including NanI, its major exosialidase. The current study first showed that human intestinal strains of C. perfringens can grow by utilizing either glucose or sialic acids, such as N -acetylneuraminic acid (Neu5Ac), which are the end products of sialidase activity. For the human enteropathogenic strain F4969, it was then determined that culture supernatant sialidase activity and expression of exosialidase genes, particularly nanI , are influenced by the presence of Neu5Ac or glucose. Low Neu5Ac concentrations increased culture supernatant sialidase activity, largely by stimulating nanI transcription. In contrast, low glucose concentrations did not affect exosialidase activity or nanI transcription. However, either high Neu5Ac or high glucose concentrations repressed F4969 culture supernatant sialidase activity and nanI transcription levels. Furthermore, high glucose levels repressed F4969 culture sialidase activity and nanI expression even in the presence of low Neu5AC concentrations. To begin to evaluate the mechanistic basis for nanI expression, a nanR null mutant was used to demonstrate that NanR, a member of the RpiR family of regulatory proteins, decreases exosialidase activity and nanI transcription in the absence of sialic acid. The ability of C. perfringens to regulate its exosialidase activity, largely by controlling nanI expression, may affect intestinal pathogenesis by affecting the production of NanI, which may affect C. perfringens growth, adhesion, and toxin binding in vivo . </jats:p

    Leone Nani missionario fotografo nella Cina di inizio Novecento

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    Father Leone Nani, born on September 20, 1880 in Albino in the province of Bergamo (Italy), left for China in 1903 as a missionary for the apostolic vicariate of southern Shaanxi, an internal province of China, and precisely in Hanzhong 汉中, located in the mountainous south-west area of the province, the furthest of the missions of the Pontifical Seminary. From his school reports he seems to have a strong inclination for scientific subjects and this is very important to understand his ability as a photographer, the last great photographer of Imperial China. Using a mobile studio, Nani immortalized, in the ten years of permanence, the China, right in the period of transition between empire and republic: landscapes, people, moments of life and hard work, discovering and making known social realities and cultural activities hard to reach by other Westerners. His works, 640 plates, are kept in the PIME archive

    Ebrei

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    Voce di dizionario storico sulla storia degli ebrei di Ferrara nell'Ottocent

    Oxidative heat damage of tomato halves as affected by drying

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    Ripe, fresh tomato halves of Rita cultivar were dried in a pilot-plant cabinet air dryer at 80 and 110 °C. During drying the variation in loss of weight and tomato temperature was continuously measured, and tomato samples were taken to make a visual evaluation of color and to determine the lycopene, ascorbic acid and 5-hydroxymethyl-2-furfural (HMF) contents. Color, ascorbic acid and HMF contents indicated severe oxidative heat damage during drying. Conversely, lycopene had a high stability during drying. The lycopene content decreased to a maximum of 10% after drying at 110 C and did not change during drying at 80
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