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Megalomaninteligenti: le città mediterranee tra antichi genomi e nuovi paradigmi
La crescente e rinnovata attenzione che il dibattito scientifico odierno attribuisce alla dimensione dello ‘spazio’ come chiave di lettura fondamentale dell’uomo e dunque delle società, incarna la critica transizione che stiamo vivendo.
Da una cultura che aveva abbandonato la dimensione narrativa e d’integrazione dei contesti urbani, con una conseguente scarsa attenzione ai valori spaziali e architettonici, lo svuotamento dei centri storici, lo sprawl, la crescita di periferie anonime, il formarsi di luoghi privi di relazioni ... verso una generalizzata sparizione dello spazio pubblico, siamo, infatti, oggi riorientati verso una nuova dimensione culturale fortemente improntata in una visione eco-sistemica alla sostenibilità, grazie alla quale lo spazio urbano si riappropria di significato e valenze divenendo espressione di una cultura civile, luogo d’integrazione e d’interazione.
Se il luogo della sperimentazione urbana e territoriale, il luogo dell’anticipazione era individuato fino a poco tempo fa in città dal forte radicamento storico come NewYork, Berlino, Tokyo, Parigi, oggi i nuovi orizzonti ed obbiettivi culturali fanno si che i nuovi modelli operativi debbano definirsi in dimensioni più strutturalmente ibride e complesse.
La città e il territorio oggi riconfigurano, infatti, una loro fluida centralità su principi di aggregazione inediti di cui si avvertono forme di riuso e qualificazioni non più retti da programmi formalmente codificati, ma che comunque hanno il bisogno di una specifica interpretazione e programmazione
Ridondanze tattiche
La caducità e mutevolezza delle dinamiche e dei processi odierni incide profondamente sui territori sia rispetto alla loro definizione che in relazione alle pratiche e alle tattiche di azione.
Temi e tempi alla base della loro strutturazione e definizione sono, di fatto, profondamente cambiati, la velocità e caducità dei processi rende, infatti, vane e fuorvianti le operazioni di pianificazione a lungo termine, mentre la moltitudine delle istanze e delle sollecitazioni impone una sempre crescente trasformabilità e declinabilità degli interventi.
Il paesaggio, se già da tempo ha assunto l’accezione di sistema integrato, oggi appare sempre più simile a una miscellanea, composita e variabile, alla cui definizione concorrono molteplici dispositivi e la cui comprensione e gestione operativa sembra trovarsi non più nella perimetrazione di registri e contesti formali, ma nell’individuazione di regole e tattiche logiche capaci di guidare e prevedere gli esiti e le evoluzioni delle differenti dinamiche e vocazioni.
In questo contesto, la comprensione e la gestione del paesaggio non dipende più tanto dal tracciare mappe e stabilire tempistiche futuribili, quanto dall’individuare e comprendere i cambi di logica rispetto a cui, in risposta alle nuove esigenze e sensibilità, progressivamente mutano, componendosi e intersecandosi i dispositivi che concorrono via via a trasformare e rinnovare il territorio, interfacciando permanenze, immanenze e nuove necessità.
Di fronte a queste dinamiche, la cultura ricopre un ruolo chiave nella strutturazione e determinazione dei paesaggi come motore del rinnovo di proposizioni, concezioni e utilizzi
ETEROTOPIE ED ETEROCRONIE URBANE MEDITERRANEE
Nel odierno scenario dei territori, il dilagante imporsi di un sistema di reti, fisiche e virtuali, sempre più veloci e capillari capaci di travalicare con facilità qualsiasi condizionamento spazio-temporale, comporta uno sbilanciamento, già di fatto profondo e comunque sempre crescente, del peso dei fattori informazionali rispetto ai dati reali.
I nuovi parametri di definizione rispetto a cui territori e paesaggi si riconoscono, articolando configurazioni, non concluse e immutabili, ma, al contrario, variabili ed aperte sono, così, sempre più derivazioni, non del posizionamento delle funzioni, quanto più dell’interazione tra soggetti, realtà e spinte sociali, culturali, politiche, economiche ...
Temi e tempi alla base della strutturazione e definizione dei territori sono, così, profondamente cambiati e la velocità dei processi rende vane e fuorvianti le operazioni di pianificazione a lungo termine, mentre la moltitudine d’istanze e sollecitazioni impongono una sempre crescente trasformabilità e declinabilità degli interventi.
Di fronte alla costate trasformabilità e camaleontismo dei pesi, degli scambi e delle interconnessioni, il territorio, se già da tempo ha assunto l’accezione di sistema integrato, oggi appare sempre più simile a una miscellanea, composita e variabile, alla cui definizione concorrono molteplici dispositivi e la cui comprensione e gestione operativa sembra trovarsi non più nella perimetrazione di registri e contesti formali, ma nell’individuazione di regole e tattiche logiche capaci, di volta in volta, di guidare e prevedere gli esiti e le evoluzioni delle differenti vocazioni. Si è passati in pratica da una programmazione statico-programmatica a una dinamico-evolvente
Genova vista da Barcellona
BCN GOA presenta 20 letture (19 +1) per 2 città e le aree urbane delle loro rispettive estensioni novecentesche, l’Eixample Cerdà nel caso di Barcellona e la Foce nel caso di Genova. Tessuti urbani razionali, risultati dello sviluppo industriale della fine del XIX secolo, concepiti per l’efficienza che garantisce la loro geometria reticolare e che si aprono, oggi, a nuove interpretazioni associate a geometrie piu variabili, integrate (e infiltrate) nelle loro stesse trame. La ricerca prende come punto di partenza la riformulazione dei concetti di mobilità, e connettività, nella città contemporanea e il suo collegamento con una nuova sensibilità ecologica volta al recupero dello spazio pubblico e all’integrazione del paesaggio e del verde nella città
Barcellona vista da Genova
BCN GOA presenta 20 letture (19 +1) per 2 città e le aree urbane delle loro rispettive estensioni novecentesche, l’Eixample Cerdà nel caso di Barcellona e la Foce nel caso di Genova. Tessuti urbani razionali, risultati dello sviluppo industriale della fine del XIX secolo, concepiti per l’efficienza che garantisce la loro geometria reticolare e che si aprono, oggi, a nuove interpretazioni associate a geometrie piu variabili, integrate (e infiltrate) nelle loro stesse trame. La ricerca prende come punto di partenza la riformulazione dei concetti di mobilità, e connettività, nella città contemporanea e il suo collegamento con una nuova sensibilità ecologica volta al recupero dello spazio pubblico e all’integrazione del paesaggio e del verde nella città
Genova IN GOAntiGOA: Multiverso urbano
La crescente e rinnovata attenzione che il dibattito scientifico odierno attribuisce alla dimensione dello ‘spazio’ come chiave di lettura fondamentale dell’uomo e dunque delle società, incarna la critica transizione che stiamo vivendo.
La crisi globale, la sempre crescente penuria di risorse combustibili, in dilagare dei rifiuti ... hanno e stanno dato luogo ad un significativo cambio di prospettiva nelle dinamiche globali che in breve tempo ha cominciato a ripercuotersi anche sulle logiche di approcci e concezione dei sistemi e dei modelli urbani.
Il diffondersi di una nuova consapevolezza ecologica e l’imporsi del tema della sostenibilità e della qualità hanno prodotto, così, un radicale cambiamento di sguardo rispetto alla varietà e ricchezza di scenari storico, culturali e paesaggistici di un contesto come quello Mediterraneo
Ciclabilità, turismo e cultura una risorsa reciproca
GENOVA – all’interno dell’evento CYCLECITIES. 12 Dicembre 2013 esposizione "Ciclabilità, turismo e cultura una risorsa reciproca" organizzata da UNIGE-DICCA dei progetti sulla città elaborati nei corsi di Laurea di Ingegneria Civile-Ambientale e Edile-Architettura. Responsabili scientifici Pietro Ugolini, Francesca Pirlone, coordinamento Emanuela Nan
River in the bush [picture] /
Attributed to Jessie E. Scarvell by NLA Pictorial Section.; Rex Nan Kivell Collection NK826/C
Conference of Lieutenant Governor Wynyard and native chiefs, in Coromandel Harbour ; The New Zealand gold field, discovery of gold near the source of the Kapanga [i.e. Kaponga] stream ... [picture] /
Rex Nan Kivell Collection NK4182/96.; U7880.; Rex Nan Kivell Collection NK4182/96.; U7880
Nan Goldin : I'll Be Your Mirror
"Nan Goldin: I'll Be Your Mirror presents the first twenty-five years of the artist's work, beginning in the early 1970s with the party years in Boston and New York and moving on to the euphoria and despair of widespread drug abuse, the burgeoning AIDS crisis, the collective will to survive, and the inevitable passage of time. Goldin's compelling photographs, including her deep and complex midlife portraits, take us to the core of our human condition." -- Dust jacket
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