1,721,069 research outputs found

    La nostra vita

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    Recensione del film "La nostra vita" di Daniele Luchetti e discussione dei suoi legami con l'immaginario della commedia all'italiana

    'Che credeva, che fossi Cenerentola!': Changes of clothes, guest appearances, and other diva performances in 1950s cinema

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    Italian female stars of the 1950s are often subject to the gaze of male characters as they dress or undress. In this article, I analyse this cliché and others, such as dances, partial stripteases, and guest appearances, as textual topoi, in order to define how visual attractions attained a narrative function consistent with the fragmentary character of that cinema. The frequent visual linking of feminine beauty and consumer goods also helps to re-frame, historiographically, the issue of stardom in the early 1950s, and to identify that period as a complex one in which the female body was no longer visualized as an element able to link the cinematic representation to a supposed state of nature, but not yet displayed as a completely commodified object

    L'avventura. International Journal of Italian Film and Media Landscapes

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    avventura. International Journal of Italian Film and Media Landscapes is a new cinema and media studies journal. L’avventura aims at positioning itself at the heart of the contemporary debate on Italian visual and media culture, its history and its present characteristics. The journal’s main areas of interest include: Patterns, styles, figures: the evolution of styles and patterns, themes and narratives; the relationship between film and other art and communication practices; modes of production and industrial forms / Archive: film and media archives, as much as oral sources / Differences: local, national, gender and generational identities as shaped and moulded in cinema and media discourse / Spectatorship: reception and audience studies within the Italian context, or related to the Italian media products circulating abroad / Camera: the history and present of Italian photography, as related to visual and media culture / Contemporary tale: a fresh look onto contemporary narrative patterns within Italian media production

    Lo Stato come produttore: interessi storici e intervento pubblico nei film di guerra degli anni ’50

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    Gli anni ’50 vedono la rapida fioritura, e l'altrettanta rapida scomparsa, di un gruppo di film di argomento bellico, spesso dedicati alle imprese temerarie e sfortunate di gruppi di militari italiani durante la Seconda Guerra Mondiale. Film come Carica eroica (1954) e Mizar (1954) di Francesco De Robertis, I sette dell'Orsa Maggiore (1953), La grande speranza (1954) e Divisione Folgore (1955) di Duilio Coletti, Siluri umani (1954) di Antonio Leonviola, El Alamein – Deserto di gloria (1957) di Guido Malatesta sono stati analizzati dal punto di vista delle continuità con il cinema bellico realizzato negli anni del Fascismo e della discontinuità etica con il quasi coevo neorealismo, dell'evidente indirizzo reazionario, ma anche dalla prospettiva delle relazioni di genere che rendono visibili. Un altro dei motivi di interesse che il cinema bellico italiano suscita, tuttavia, ha a che fare con l'intervento degli organismi pubblici che, a vario titolo e su diversi livelli, indirizzano la preparazione di questi film, ne controllano la produzione, e ne seguono il destino anche dopo l'uscita. L'obiettivo di questo articolo è quello di partire dai materiali di produzione disponibili a livello archivistico per delineare le coordinate dell'intervento dello Stato come produttore di questi film e, allo stesso tempo, latore di un messaggio storico e politico a essi legato. I materiali cui faccio riferimento sono i documenti custoditi presso l'Archivio Centrale dello Stato, Fondo del Ministero del Turismo e dello Spettacolo, Divisione Cinema (d'ora in avanti ACS). Una breve digressione può essere utile per comprendere il senso e la della presenza di quest

    Fenomenologia del cinepanettone. By Alan O'Leary.

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    Review of the monograph "Fenomenologia del cinepanettone" (Rubbettino, 2013) by Alan O'Leary

    1.2: Untrustworthy Spaces, Unfathomable Gangsters (‘Ti fidi di me?’, Stefano Sollima)

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    The article is dedicated to an episode of the television show Gomorrah (1.02) and describes how the visual dichotomy between increasing impotency and the outward manifestations of power, made manifest by a sharp division between interiors and exteriors, is constructed in relation to other intertextual and intermedial references, such as the tv series Romanzo criminale. La serie (2008-2010), The Wire (2002-2008), and Sons of Anarchy (2008-2014) and Nicholas Winding Refn’s crime film Pusher II – With Blood on My Hands (2004). Furthermore, it examines how the montage sequence, a typical textual device of both Italian cinema and quality TV, is employed in the series as a trope with a paratextual function that allows viewers to orient themselves in the narrative space of the series

    Immagini del pubblico nella stampa cinematografica italiana degli anni Cinquanta

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    Questo articolo, basato sull’analisi di articoli, lettere e inchieste contenuti su riviste italiane degli anni Cinquanta, ricostruisce i termini della relazione tra critica e pubblico in quegli anni. L’ipotesi centrale è che la relazione con un soggetto “indisciplinato” come il pubblico sia funzionale all’istituzionalizzazione – perseguita da critici e riviste – di un campo culturale dai confini incerti, come quello legato alla critica e alla circolazione del sapere cinematografico in senso lato

    Italian Post-Neorealist Cinema

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    La recensione analizza la monografia di Luca Barattoni dedicata al cinema italiano degli anni Cinquanta e Sessanta. Il recensore valuta positivamente 'allargamento della filmografia a esempi eccentrici rispetto al canone in vigore soprattutto negli studi angloamericani, ma esprime riserve sulla concezione limitativa di generi cinematografici adottata da Barattoni

    "Cronache" e "Soggetti" in una rivista degli anni '50

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    L'articolo ricostruisce la collaborazione dell'intellettuale e scrittore Gian Antonio Cibotto con il periodico "Cronache del cinema e della televisione" e in particolare l'attività di segnalazione e commento di racconti e romanzi quali possibili soggetti per il cinema
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