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Strumenti simbolici di distinzione e di affermazione professionale nell’architettura del Cinquecento in Italia meridionale (Puglia, Sicilia, Sardegna)
Il contributo indaga, attraverso una serie numerosa di esempi, come le epigrafi, le firme, le autorappresentazioni poste dagli artefici in elementi architettonici rilevanti quali portali, volte, colonne, ponti ecc...di fabbriche prestigiose siano da interpretare come strumenti simbolici di distinzione e di affermazione professionale nell’architettura del Cinquecento in Italia meridionale (Puglia, Sicilia, Sardegna), nei luoghi cioè privi delle Vite vasariane e lontane dall'idea di Rinascimento. L’Italia meridionale e le isole finiscono per confermare una certa alterità, che a una lettura superficiale potrebbe essere persino interpretata come subalternità con i centri produttori del Centro-Nord Italia.Questo è anche un mondo di narrazioni recenti dove le nuove biografie da elaborare risultano complesse e ciò che rimane nel Sud Italia e nelle isole appare un enorme serbatoio di opzioni architettoniche e comportamentali, di vicende e scelte umane
Studio sperimentale sul comportamento di pannelli per la dissipazione dell'energia sismica
Rosario Gagliardi (1690 ca.-1762)
Il saggio intende ripercorrere la biografia e la carriera di uno tra i maggiori protagonisti dell'architettura del Settecento in Sicilia orientale. L'attività di Rosario Gagliardi tra Noto, Ragusa e i centri della diocesi di Siracusa viene ripercorsa affrontando i temi della formazione, della ricerca sui terremoti, sulla stereotomia, della cultura libresca, del rapporto con i Gesuiti e con la città di Noto di cui è l'architetto al tempo della ricostruzione post 1693
Influenze e presenze toscane nel viterbese tra Quattrocento e Cinquecento
Alla base del progetto di ricerca intitolato “Influenze e presenze toscane nel viterbese tra Quattrocento e Cinquecento” vi è stato, in sintesi, l’intento di compiere una sistematica e diffusa indagine sulla produzione architettonica cosiddetta “minore” nella regione viterbese tra Quattrocento e Cinquecento, alla scopo di evidenziare i modi e i tempi del suo aggiornamento linguistico rispetto alla tradizione locale medievale e di metterne in luce il debito nei confronti del nuovo vocabolario architettonico rinascimentale di matrice toscana, introdotto nell’area grazie soprattutto alla presenza in loco non solo di molti tra i più importanti architetti toscani contemporanei ma anche di una nutrita schiera di maestranze di varia specializzazione dalla medesima provenienza che presero diffusamente parte ai numerosi cantieri dislocati nei centri minori. Il territorio preso in esame, corrispondente all’incirca all’attuale provincia di Viterbo, per la sua collocazione geografica e per il panorama politico si delineò nei secoli rinascimentali come area privilegiata di scambio e di contatto tra i due principali centri di elaborazione della nuova architettura, Firenze e Roma, dei quali subì variamente l’influsso, spesso mediato attraverso quanto realizzato nella città di Viterbo, suo fulcro politico, culturale, economico e naturalmente artistico.
In una prima fase dello studio, è stato dunque compiuto un rapido excursus storico generale sull’area, dall’antichità all’epoca rinascimentale, al fine di evidenziane le peculiarità e i fattori che ne favorirono lo sviluppo e che la portarono a diventare tra Quattrocento e Cinquecento area strategica nel panorama politico ed artistico della penisola, che godette di grande attenzione da parte specialmente dei pontefici e delle più importanti casate nobiliari dell’epoca, che qui spesso concentrarono anche la loro attività di mecenatismo artistico.
Successivamente si è voluto dedicare un approfondimento storico particolare alle vicende di tre tra le maggiori famiglie protagoniste della storia artistica del territorio, i Farnese, i Monaldeschi e gli Orsini.
Il passaggio successivo della ricerca è stato quello dell’analisi nello specifico dell’attività nel viterbese di architetti e maestranze di origine toscana; si è dunque dapprima compiuta un’ analisi generale del diffuso fenomeno della “migrazione artistica” che vide nel periodo considerato l’arrivo nel viterbese di numerosi artieri prevenienti da diverse parti della penisola italiana tra i quali ebbero un ruolo considerevole quelli di provenienza toscana e in seguito una panoramica sulla presenza e le realizzazioni in loco delle personalità toscane più note, dal Rossellino, ai Sangallo ecc.
Terminata questa prima parte del percorso di ricerca, prevalentemente a carattere storico, si è passati all’analisi nello specifico della produzione architettonica del territorio, poi confluita in due paragrafi, dedicati rispettivamente alle architetture di carattere sacro e all’architettura civile. Nei suddetti paragrafi si sono analizzate le principali opere architettoniche realizzate nella regione nell’arco cronologico di riferimento, con l’intento di metterne in luce ed evidenziarne gli aspetti che dal punto di vista compositivo e linguistico ne dimostrano più chiaramente il debito nei confronti della tradizione architettonica toscana.
Inoltre, a conclusione del lavoro di tesi, si è introdotta una sezione contenente una raccolta di schede monografiche dedicate all’approfondimento di alcune delle architetture che nel corso dello studio si sono rilevate maggiormente degne di interesse
Characterization tests of new aluminium and steel energy dissipating devices
In this paper shear panels made of steel and aluminium alloy have been designed as energy dissipating devices for passive protection of structures. Preliminary tests have been performed on these panels, in order to evaluate their mechanical characteristics. Pulsating load cycles have been utilised and the corresponding displacements measured. An analytical expression of the applied shear load as function of the displacement at the end of each panel has been obtained: the resulting analytical form could be directly used for computational purposes. In addition, local strains have been measured in order to verify local plasticizations of panels and their energy dissipation capacity
Il calcestruzzo armato e le strutture resistenti per forma nel pensiero e nell'opera di Sergio Musmeci. Conservazione e durabilità: problematiche attuali
La ricerca, dopo un excursus sulla sperimentazione del materiale cemento armato in Europa, approfondisce la figura e l’attività professionale di Sergio Musmeci, ingegnere romano che ha dato un ‘particolare’ contributo nella storia del calcestruzzo armato in Italia e che, con le innovative ricerche sulla ‘forma ideale’, rappresenta uno dei protagonisti del XX secolo nell’ambito dell’ingegneria strutturale.
Lo studio mette in luce la personalità, la sua ampia cultura e le idee di un progettista ‘unico’ e raffinato oggi ancora poco conosciuto. Solo di recente, infatti, alcuni studiosi hanno iniziato ad esplorare il suo archivio, quasi del tutto inedito, ma degno di essere conosciuto e valorizzato al pari di quello di altri più noti protagonisti del Novecento. La presente ricerca, quindi, oltre ad affrontare la figura del progettista e le sue competenze nell’ambito dell’ingegneria strutturale pone particolare attenzione su un ambito, quello delle strutture sottili resistenti per forma, e su un materiale, il calcestruzzo armato, proprio attraverso la conoscenza di uno dei protagonisti del secondo Novecento.
Sergio Musmeci (Roma 1926 - Roma 1981) inizia la sua attività professionale in due studi di grande prestigio per quanto attiene all’ingegneria italiana, prima presso Riccardo Morandi e poi a fianco di Pier Luigi Nervi; egli, proprio come i suoi ‘maestri’, fornirà un grande apporto alla storia dell’architettura e dell’ingegneria strutturale in calcestruzzo armato, materiale che può ben rispondere alle nuove esigenze formali dell’architettura.
La conoscenza di un protagonista a noi poco distante temporalmente e la riscoperta delle sue personalissime ricerche, nonché l’analisi di alcune sue opere, hanno costituito l’occasione per riflettere, anche se solo parzialmente, sulla questione della conservazione dell’architettura contemporanea in calcestruzzo armato, questione viva nel dibattito contemporaneo. L’ultimo capitolo tratta, infatti, della durabilità delle opere di Musmeci attraverso l’analisi del degrado e degli interventi di restauro, o manutenzione, che si sono succeduti negli anni su alcuni casi di studio. In particolare, vengono presi in esame: la chiesa di S. Alberto a Sarteano, il ponte sul Basento a Potenza, il viadotto sull’Appia Antica a Roma e la semicalotta per la copertura dell’abside costantiniana della Basilica di Massenzio a Roma
Hysteretic Dissipators in Aluminium and Steel: Optimal Design and Preliminary Characterization Tests
In this paper the optimal design of a dissipator made of aluminium and steel and principally
subjected to shear forces and the preliminary results of the characterization tests are described.
The device has been designed on the basis of an optimization procedure with the objective to
maximize the energy dissipated in the device. The response of a 3D frame equipped with the
device and subjected to 7 earthquakes compatible with the response spectrum of Eurocode 8 is
shown. The optimal response obtained from the characterization tests exhibits a good
dissipative behavior of the device, highlighted by a wide enough hysteresis cycle
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