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    La trasduzione di segnali responsabili per l'acquisizione e per il mantenimento della polarità in cellule epiteliali tiroidee.

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    La polarità è una proprietà essenziale delle cellule epiteliali che è acquisita a seguito delle interazioni cellula-cellula. L'orientamento della polarità dipende invece dalle interazioni delle cellule con la matrice extracellulare (ECM). Si può assumere come regola generale che il lato di una cellula epiteliale che è in contatto con la ECM è, o diventerà, una superficie basale. La perdita di polarità delle cellule epiteliali durante la progressione dei carcinomi è un esempio importante della sua importanza in patologia umana. Sono stati fatti molti progressi verso la comprensione dei meccanismi molecolari che sono responsabili dell'aquisizione e del mantenimento della polarità cellulare e sono state identificate molte proteine che svolgono un ruolo chiave in questi processi. Alcune di queste proteine, che risultano molto conservate nel corso dell’evoluzione, sono organizzate in complessi, come il complesso Par3/Par6/aPKC, che è pricipalmente coinvolto nella definizione del dominio apicale delle cellule epiteliali. È interessante notare che questo complesso non solo svolge un ruolo nel corso della definizione della polarità delle cellule epiteliali ma è anche coinvolto nel processo di polarizzazione di altre cellule, come quelle che hanno la capacità di migrare. Anche le integrine che appartengono alla famiglia β1, e che mediano le interazioni delle cellule con la ECM, sono coinvolte nell'acquisizione di polarità da parte di differenti tipi di cellule, nonostante la loro diversa origine. La definizione delle vie di trasduzione di segnali dai complessi molecolari su descritti, in differenti tipi di cellule, appare oggi un obiettivo rilevante per comprendere a fondo i meccanismi molecolari che regolano la polarità. Lo scopo di questo progetto è la descrizione delle vie di trasduzione del segnale che sono attivate dalle interazioni cellula-cellula e cellula-ECM durante l'acquisizione di polarità in cellule epiteliali. Focalizzeremo l’attenzione su due vie, quella attivata dal complesso apicale PAR3/PAR6/aPKC e quella attivata dalle integrine basolaterali della famiglia β1, che entrambe attivano apparentemente vie di segnalazione mediate da GTPasi. Progettiamo di identificare, in primo luogo, quali delle molecole che abbiamo scelto per il nostro studio, sono specificamente richieste nel processo di acquisizione e non in quello di mantenimento della polarità cellulare. Valuteremo successivamente la cinetica di organizzazione e di localizzazione al polo apicale del complesso PAR3/PAR6/aPKC durante l'acquisizione di polarità sia in cellule in monostrato che in aggregati in coltura in sospensione, che sono capaci formare cisti polarizzate. Poiché supponiamo che la compartimentalizzazione della via di segnalazione mediata dalle GTPasi Rac sia critica in momenti differenti della polarizzazione delle cellule epiteliali, valuteremo la localizzazione intracellulare di Rac inattivo o attivo e di alcune GEF di Rac, e determineremo anche la cinetica di attivazione di Rac. Allo stesso tempo analizzeremo la distribuzione dei fosfoinositidi e degli enzimi responsabili della loro generazione, poiché recentemente è stato proposto un ruolo chiave per queste molecole nella generazione sia del dominio apicale che del dominio basolaterale della membrana plasmatica. Un aspetto importante del progetto sarà lo studio dell'interdipendenza delle vie di segnalazione generate dal complesso PAR3/PAR6/aPKC e quelle generate dalle integrine β1 per determinare quale è il contributo specifico di ciascuna di esse all'acquisizione della polarità cellulare ed alla definizione del suo orientamento. A questo scopo useremo cellule in monostrato o cisti in coltura in sospensione in cui il (ri)orientamento della polarità è indotto dall'interazione dei domini apicali con la ECM. Gli obiettivi descritti saranno realizzati in collaborazione con le UR1 ed UR3, che caratterizzeranno le stesse vie di segnalazione, rispettivamente, in leucociti circolanti e nei linfociti NK che vanno incontro a motilità orientata. Condivideremo reagenti critici, informazioni, progetti, expertise. L'interazione con la UR4 sarà essenziale per la localizzazione intracellulare fine di molecole specifiche

    Suspension culture of separated follicles consisting of differentiated thyroid epithelial cells.

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    We have prepared thyroid follicles in suspension culture to use as a model system in vitro for investigation of some properties of the thyroid gland. The follicles were free of endothelial cells, fibroblasts, and other nonepithelial cells. They were prepared by collagenase treatment of minced rat thyroid glands followed by differential filtration of the suspension through nylon meshes. Small clusters of principal thyroid epithelial cells were separated from large fragments and single cells. They were cultured in dilute suspension in Coon's modified F-12 medium in dishes coated with agarose to avoid having the cells attach to the dishes. By culture day 3, most of the clusters formed closed follicles containing a periodic acid-Schiff-positive colloid but without a basal lamina. Follicle walls contained an occasional C cell. The epithelium resembled that in the thyroid of a recently hypophysectomized rat, with normal polarity and organelle complement normal with respect to position and abundance, with basally located lysosomes, no pseudopods, and no colloid droplets. The cells were responsive to thyroid-stimulating hormone (thyrotropin) and to dibutyryl cyclic AMP. Thyroid-stimulating hormone at 10 munits/ml resulted in apical migration of lysosomes and formation of pseudopods and colloid droplets within 30 min; longer exposure resulted in depletion of luminal colloid. The results indicate that the suspended follicles resemble follicles in vivo with respect to morphology and responsiveness to thyroid-stimulating hormone in the absence of other cell types

    Thyrotropin preparations are mitogenic for thyroid epithelial cells in follicles in suspension culture.

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    We have been investigating the extent to which separated thyroid follicles in suspension culture, free of endothelium and fibroblasts, have the properties of follicles in vivo. To test whether thyrotropin (TSH) can cause thyroid epithelial cells to undergo mitosis, preparations of follicles suspended in Coon's modified F-12 medium with 0.5% calf serum were incubated with 10 milliunits of impure or pure TSH per ml. Three results were obtained: (i) TSH preparations stimulated the incorporation of [3H]thymidine into cell nuclei; (ii) mitotic figures were induced and they had the same characteristic ultrastructural features as those observed in vivo; and (iii) the cell number doubled in the course of 3 days of exposure to TSH. The results suggest that TSH is a mitogen for the principal thyroid epithelial celland that other substances found in the usual impure TSH preparations are not necessary for the mitogenic activity. It can act in the absence of nonfollicular cells. The initial multiplication rates are similar to those in vivo. The cells do not have to spread to divide in contrast to the requirement for spreading in the case of fibroblasts
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