1,721,050 research outputs found
Obesity and sexual health: Results from a preliminary study on women asking for bariatric surgery
Sexual desire and erotic fantasies in the asexual (ACE) spectrum: findings and clinical implications.
Predictors of mental and sexual health after Covid-19 pandemic in a group of MSM living with HIV.
HIV e benessere psicologico. In Lingiardi, V., Nardelli, N., Giovanardi, G., Speranza, A. M. (2023). Linee guida per la consulenza psicologica e la psicoterapia con persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender, non binarie. Raffaello Cortina Editore, Milano. ISBN: 9788832855319
Le nuove classificazioni dei disturbi sessuali: DSM-5, ICSM 2015 e le proposte per l’ICD-11
Fare diagnosi di un disturbo sessuale è un processo complesso. Il clinico si trova di fronte a condizioni che hanno luogo nell’interazione fra mente e corpo e che sono caratterizzate dalla scarsità di segni oggettivamente misurabili con strumenti diagnostici di laboratorio (es., analisi del sangue, raggi x, test specifici, ecc.). I sintomi sessuali vengono solitamente riportati dal paziente durante la consulenza
clinica, tramite colloquio e somministrazione di test psicometrici (es., questionari, interviste, ecc.) e/o raccolti da persone vicine al paziente (es., partner, familiari). La bontà della rilevazione anamnestica dipende molto dalle competenze e dall’esperienza dello specialista e la diagnosi è più soggetta ad errori rispetto ad altre branche della medicina. Gli esperti di tutto il mondo si trovano spesso di fronte alla necessità di trovare un linguaggio e dei criteri comuni che siano capaci di descrivere in maniera univoca le diverse condizioni patologiche e favorire delle prassi di trattamento condivise. Una definizione precisa consente lo scambio di informazioni e la comunicazione a livello globale tra i clinici, i loro pazienti e i sistemi di assistenza sanitaria
Disturbo ipersessuale: quando il desiderio crea disagio. In Longhi E., Papini A. Manuale di Andrologia e Sessuologia. Pacini Editore Medicina, Pisa
Le nuove classificazioni dei disturbi sessuali: DSM-5, ICSM 2015 e le proposte per l’ICD-11
Fare diagnosi di un disturbo sessuale è un processo complesso. Il clinico si trova di fronte a condizioni che hanno luogo nell’interazione fra mente e corpo e che sono caratterizzate dalla scarsità di segni oggettivamente misurabili con strumenti diagnostici di laboratorio (es., analisi del sangue, raggi x, test specifici, ecc.). I sintomi sessuali vengono solitamente riportati dal paziente durante la consulenza
clinica, tramite colloquio e somministrazione di test psicometrici (es., questionari, interviste, ecc.) e/o raccolti da persone vicine al paziente (es., partner, familiari). La bontà della rilevazione anamnestica dipende molto dalle competenze e dall’esperienza dello specialista e la diagnosi è più soggetta ad errori rispetto ad altre branche della medicina. Gli esperti di tutto il mondo si trovano spesso di fronte alla necessità di trovare un linguaggio e dei criteri comuni che siano capaci di descrivere in maniera univoca le diverse condizioni patologiche e favorire delle prassi di trattamento condivise. Una definizione precisa consente lo scambio di informazioni e la comunicazione a livello globale tra i clinici, i loro pazienti e i sistemi di assistenza sanitaria
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