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    Tra memoria e oblio: monumenti alle guerre mondiali sul confine orientale. 1920-2007

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    Il saggio ripercorre le vicende progettuali di 12 monumenti architettonici, tra i più significativi, progettati e in gran parte realizzati lungo il confine orientale. Ne esamina i programmi ideologici, i processi formali, le istanze politiche, la volontà di influire sulla costruzione delle identità collettive. Ma il monumento, in quanto dispositivo della memoria, seleziona solo alcuni ricordi e necessariamente ne esclude altri. Così, di ognuna di queste dodici architetture sono state anche messe criticamente in evidenza gli aspetti selettivi, il loro oscillare tra la memoria e l'oblio

    Introduzione

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    Il testo introduce alla lettura dei 12 saggi raccolti nel volume, ne evidenzia i principali contenuti e l'originalità offerta dai singoli saggi alla conoscenza storica delle architetture esaminate

    Recensione a E. Pietrogrande, L'opera di Quirino De Giorgio (1937-1940). Architettura e classicismo nell'Italia dell'Impero

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    Recensione al volume di E. Pietrogrande dedicato all'opera di Quirino di Giorgio. Vengono messi in evidenza i rapporti tra l'architetto e l'ambiente politico padovano

    Od Oltarza Ojczyzny do Ara Pacis faszyzmu

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    Come in poche altre epoche storiche, durante il regime fascista (1922-1943) l’architettura si pone al servizio del potere politico. In particolare, nella seconda metà degli anni Trenta in Italia viene messa in moto un’efficiente macchina produttrice di simboli architettonici, voluti per trasmettere alle masse l’immagine di rinascita nazionale. Simboli che traducono nella pietra la propaganda demagogica e i miti del fascismo. Architetture pensate non solo per lasciare ai posteri il ricordo “positivo” del fascismo mussoliniano, ma anche per continuare a produrre sistemi semantici identitari. Si tratta di un’imponente campagna edificatoria e pedagogica che ha ricadute di lungo periodo. Il testo traccia un percorso scandito da alcune architetture e progetti, scelti perché cercano di tradurre nella pietra un bisogno d’identità nazionale e fascista

    La città moderna di Pagano tra gli archi e le colonne di Piacentini

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    Il saggio presenta un progetto inedito di Giuseppe Pagano per l'E42 e lo inserisce nel più ampio contesto storico culturale, ponendolo a confronto con il progetto per l'E42 di Piacentini. La "città italiana dell'economia corporativa" di Pagano è antagonista alla città fatta di archi e di colonne, progettata da Piacentini. Una città moderna, effimera, provocatoriamente inserita nell'impianto classicista di Piacentini
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