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    La figura del Presidente del Consiglio nel sistema politico italiano. Il periodo liberale

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    Il ruolo del Presidente del Consiglio in Italia si afferma gradualmente quando il governo diventa responsabile non solo dinanzi al re, ma anche dinanzi al Parlamento. Questo saggio si concentra sullo sviluppo della normativa sulle attribuzioni del presidente del Consiglio e sugli eventi della politica che hanno avuto influenza su di essa. I casi di Cavour, Crispi e Giolitti sono paradigmatici della capacità di relazionarsi con il sistema politico nel suo insieme. La rottura rispetto alla tradizione liberale avviene con la legge 24 dicembre 1925 n. 2263, quando la trasformazione del presidente del Consiglio in capo del governo diventa funzionale a un rafforzamento del suo ruolo esecutivo, ma con l'obiettivo di una fuoriuscita dal sistema liberale.The role of the Prime minister in Italy is gradually established when the government becomes accountable not only to the king but also to the parliament. This development of the form of government took place in Italy according to a line that is not continuous, but broken by a series of setbacks, determined by the political system and also by the men who took turns in power. This essay focus on the development of the legislation on the attributions of the Prime minister and the political events that have had infl uence on it. The cases of Cavour, Crispi and Giolitti are paradigmatic of the ability to relate with the political system as a whole. The “break” with respect to the liberal tradition occurs with the law December 24, 1925 n. 2263, where the transformation of the Prime minister to the leader of government became functional to a strengthening of his executive role, but with a goal to exit from the liberal system. With the return to democratic life after the fall of fascism, the question resumed exactly where it was interrupted in the years of the fi rst post-war period, re-proposing the “Italian” problem, the compatibility between a strong government leadership and a democracy based on a plurality of parties

    A. Parente, La lunga vigilia. Pensieri e ricordi politici, 1943-1946

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    Si tratta della edizione critica di un dattiloscritto conservato presso la Fondazione Luigi Einaudi per gli studi di politica e di economia di Roma, rimasto a lungo inedito. Alfredo Parente, intellettuale e uomo politico, fu uno stretto collaboratore di Benedetto Croce sin dal 1936-37. E' una delle poche testimonianze di Croce antifascista e in generale dell'impegno politico dei liberali italiani nella resistenza e nella lotta di liberazione. Assume poi particolare importanza la parte relativa ai rapporti tra liberali ed azionisti

    Il prefetto Federico Fusco e le barricate di Parma

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    Il saggio si concentra sulla figura del prefetto Federico Fusco e sul suo operato durante i fatti di Parma dell'agosto 1922. In un contesto generale caratterizzato dall'escalation della violenza politica e dalla crescente incapacità dello Stato di mantenere l'ordine pubblico durante il periodo cruciale dell'avvicinamento al potere del fascismo, Federico Fusco esercitò il suo ruolo secondo una concezione di neutralità dell'autorità statale, in linea con la tradizione giolittiana. La sua azione di mediazione favorì la protezione dei quartieri popolari dell'Oltretorrente di Parma, quartieri insorti contro le squadracce fasciste guidate da Italo Balbo. A causa della sua equidistanza, con il fascismo al potere Fusco venne trasferito da Parma per poi essere collocato a riposo per motivi di servizio nel 1928

    "Il Mondo" di Giovanni Amendola: una scuola di vita e di democrazia. Proprietà, formula giornalistica, eredità

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    Il saggio è una ricostruzione della nascita e dell'organizzazione del giornale "Il Mondo" , che fu uno dei più combattivi organi di stampa di matrice liberale nei confronti dei fascismo. Sotto la direzione di Giovanni Amendola, "Il Mondo" fu anche una palestra di giornalismo, dove si formarono giovani intellettuali che diventarono grandi nomi della cultura italiana. Fu anche un modello cui si ispirarono altre grandi riviste dell'Italia del secondo dopoguerra di area liberale e democratica

    Introduzione [di: Il mito azionista e la tradizione liberale. Cronache di una guerra in famiglia]

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    Si tratta di una introduzione al volume in cui vengono trattati i temi del "dissidio" tra il liberalismo e l'azionismo e, soprattutto, tra i liberali e gli azionisti a partire dagli anni precedenti alla fondazione del Pd

    La patria dei liberali

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    Il saggio ricostruisce le declinazioni dell'idea di patria nella cultura del liberalismo italiano per il periodo che va dal primo dopoguerra alla svolta autoritaria impressa da Mussolini nel 1925. Dopo una premessa riguardante la differenza tra patria e nazione, il saggio vuole mostrare come in quel particolare frangente, patria per i liberali significava fedeltà allo Statuto e alle principali libertà conquistate con il Risorgimento e da esso garantit

    Between old-style nationalism and political realism: Italy's diplomatic resistance to the process of European integration between 1945 and 1957

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    From the beginning of the European integration process, the attitude of the Italian ruling class towards it was not uniform. If the emergence of the East-West opposition had inevitable consequences on the attitude of political parties, the internal differences in diplomacy are less obvious. Diplomacy is a segment of the ruling class and as a technical body has the task of evaluating, through a hard work of analysis, the practicability and also the opportunity of a foreign policy line that looks to the national interest. When looking at the attitude of Italian diplomacy in the immediate postwar period, it is necessary to consider the criticisms for its involvement in the foreign policy of fascism, which initially had the effect of partially excluding it from the decision-making process. In the aftermath of the end of the war, skepticism was still alive in Italian diplomatic circles regarding attempts to bring out a "homogeneously democratic" Europe through peace treaties. The attitude changes with the approach of the peace treaty, when a "revisionist" awareness of the clauses of the “diktat” matures, but resistance and skepticism remain, between nationalist reminiscences and political realism

    Liberali e democratici negli anni della guerra

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    Il saggio ricostruisce la posizione della classe politica toscana di matrice liberale e democratica negli anni del conflitto mondiale

    Orlando ministro dell'Interno del governo Boselli

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    Il saggio ricostruisce la posizione di Vittorio Emanuele Orlando nel suo ruolo di ministro dell'Interno del governo Boselli, durate la Prima Guerra Mondiale
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