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    Tra teoria ed etica del progetto. Traiettorie di ricerca nell’insegnamento dell’Architettura del Paesaggio negli USA nella seconda metà del Novecento

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    Nella formazione dell’architetto del paesaggio è fondamentale la capacità di visione non solo interna al progetto ma anche dei suoi rapporti con l’ambiente naturale e antropico. Una capacità, quella del saper vedere fuori dal progetto, che caratterizza la disciplina e che ha definito i termini attorno ai quali ne è stata organizzata la didattica negli USA dalla metà del Novecento ad oggi, orientata verso apporti e metodi provenienti da ambiti diversi. Ciò è particolarmente evidente nella lezione di alcuni tra i maestri americani dell’architettura del paesaggio, per i quali l’esperienza didattica è stata legata ad un approccio pionieristico e militante nell’etica del progetto. Questo saggio intende affrontare questo tema attraverso i contributi multi-direzionati e orientati verso le discipline dell’ecologia, della geografia culturale, della teoria e critica, o dell’agricoltura urbana di I. McHarg, J.B. Jakson, J.D. Hunt e L. Lawson. Il loro insegnamento nelle scuole di Landscape Design, il loro impegno in ambito accademico e la loro opera militante e divulgativa, ha definito gli ambiti teorici di una disciplina che ha formato le più recenti generazioni di progettisti, sensibilizzando verso un rapporto più etico tra progetto e resilienza ambientale.For a landscape architect is keen to train a vision focused not only on the project itself, but also on the relationship between design and natural and built environment. The capacity of seeing outside the project characterizes the subject, and has defined the topics around which the education has been developed over time, addressing towards inputs and teaching methods coming from different fields. This is particularly clear in the history of Landscape Architecture in the USA from the mid-Twentieth Century to nowadays, read back through the “lesson” of some of the American masters of landscape architecture, for whom the teaching experience has been linked to a pioneering and militant approach in the ethics of design. This paper seeks to address the topic of teaching Landscape Architecture in American schools through multi-faceted contributions of I. McHarg, J.B. Jakson, J.D. Hunt and L. Lawson, which has been oriented towards the fields of ecology, cultural geography, theory and criticism, or urban agriculture. Their teaching in Landscape Design schools, their academic engagement and their militant and dissemination work, has defined the theoretical backgrounds of a discipline that has formed the latest generations of designers, through raising awareness towards a more ethical relationship between design and environmental resilience

    Tra utilitas e venustas. Costruire in bellezza i paesaggi del Mediterraneo

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    I caratteri estetici dei piccoli borghi del Mediterraneo sono strettamente legati alle strutture fisiche dei loro territori: la bellezza che oggi riconosciamo nei loro paesaggi urbani e agrari è esito di azioni “logicamente” attuate fino all’epoca moderna, ovvero di buone prassi di costruzione del territorio, che oggi purtroppo sono state in molti casi dimenticate, ma che è necessario saper riconoscere e valorizzare per promuovere adeguatamente il patrimonio architettonico, ambientale e culturale di questi paesaggi fragili. È necessario, quindi, che la tutela degli assetti dei piccoli borghi del Mediterraneo si orienti anche in senso paesaggistico, ovvero verso l’identificazione, lo studio e la valorizzazione degli elementi di continuità con la struttura agraria e territoriale, così come nell’esempio del jardinu di Pantelleria. In un progetto di sviluppo sostenibile o di recupero di questi insediamenti è necessario, infatti, tenere in considerazione anche le diverse sfaccettature del rapporto che si instaura tra giardini, architettura e territorio, individuando le forme tipiche di relazione tra le diverse componenti e valorizzando gli elementi di mediazione tra insediamento e contesto, collegati nella rete che definisce l’architettura del paesaggio

    Aga Khan Award: la cura dell’ambiente come segno di dialogo e tolleranza

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    I sei premiati dell’edizione 2017-19 dell’Aga Khan Award for Architectur

    Claudio D'Amato Guerrieri (1944-2019)

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    Accademico di San Luca e docente lungamente impegnato per l’università, ha ricercato altre vie della modernità attraverso l’innovazione delle tecniche tradizionali del costruir

    Processes of Reconstruction of the Aleppo’s Urban Landscape

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    The Syrian Civil War is causing extreme suffering to civil population; moreover, the fighting is destroying cities and landscapes bearing witness to the Country’s millenary history. Damages are particularly centered into the UNESCO site of the Ancient City of Aleppo where the former grandeur of the urban landscape was given by a ‘counterpoint’ between major monuments and the fine-grained urban fabric. Under these circumstances, a reflection on the future design strategies for the recovery of the urban fabric of the Ancient City of Aleppo, which is in grave danger, is needed. In particular, when the international debate is focused on the Suqs or of the Great Mosque, it seems urgent to start talking about the reconstruction/recovery of historic courtyard houses residential neighborhoods. In the short term, is urgent to document damage and giving people a shelter; in the long term, to ensure the inhabitants’ right to get back their homes, preparing plans for the reconstruction, keeping in mind that sheltering and reconstruction cannot be intended as separate problems: We should develop a methodological approach that embrace the sheltering action into the reconstruction one, considering them as two phases of the same achievement. In this complex scenario, this paper aims at setting methodological perspectives for the after conflict reconstruction, based on the analysis of the traditional urban fabric characteristics, as well as on the need to update it to current living standards. To protect the Ancient City building heritage means to preserve the Aleppo’s cultural identity

    Landscapes of Courtyards and Houses in Syria

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    Urbanism in Islamic Mediterranean is deeply linked to courtyard houses characteristics and structure. Consequently, courtyards represent the most important element of the Syrian historical urban landscape determining the dimensional relationships between open spaces and built surface (which depends on the need to effect the best microclimate); the aggregative logics of rooms around the courtyard; the orientation and use of 'specialized' rooms and structures to control the microclimate inside the house; and the steady aggregative logics in elements constituting bayts (houses or rooms) and ksars (palaces). The aim of this paper is to describe the invariant characteristics of Syrian historical urban landscapes, focusing on the structure of courtyards and inner gardens. To this end, the cases of Aleppo, Damascus, and Hama will be analyzed, with the purpose to highlight: the aggregative logic shaping the houses around the courtyard; the relationship between architectural features of the house and garden structure; the relationship between inner gardens and architecture; and the relationship between traditional housing (even palaces) and courtyards. These are the invariants that must be considered and / or preserved in a project of urban landscape recovery or design

    Forme dell’architettura del giardino produttivo mediterraneo

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    La ricerca di caratteri adeguati per il progetto dei giardini produttivi in ambito mediterraneo vuole poter rappresentare il volano per la rigenerazione urbana delle aree periferiche dei piccoli centri del meridione, rifondandone l’assetto sui parametri di un rinnovato rapporto con le forme identitarie del paesaggio extraurbano e di un rinnovato ruolo dei giardini come nodalità di uno sviluppo urbano che non viva più di cesure tra città e campagna. Si tratta di una reinterpretazione in senso “culturale” dell’assetto fisico dei nostri luoghi così come storicamente stratificati per via di una progressiva artificializzazione delle forme della natura trasformate dall’uomo in architettura. Il saggio descrive in particolare i principi alla base della definizione delle Forme dell’architettura del giardino produttivo mediterraneo intese come architettura della terra, architettura dell’acqua, architettura del verde definite dalle azioni elementari del progetto del recinto e definizione del limite, del progetto dei percorsi e del progetto del sistema dell’ombra

    Medium access in WiFi networks: strategies of selfish nodes

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    This article provides a game theoretical analysis of the WiFi MAC protocol to understand the risks or the advantages offered by possible modifications of MAC functionalities implemented at the driver level

    I giardini produttivi mediterranei come “nuove” pratiche di compresenza urbana

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    Il paesaggio mediterraneo è caratterizzato da una forte antropizzazione e da una stretta compresenza di strutture architettoniche, urbane e territoriali: le stesse forme insediative sono state declinate negli aggregati urbani e agrari, le stesse tecniche sostenibili hanno definito l’assetto del territorio, della città, dell’architettura e dei giardini. Il forte sincretismo tra forme e tecniche dell’architettura ha trovato nei giardini produttivi i suoi epicentri: qui l’incontro tra natura e artificio ha trasformato luoghi apparentemente marginali per la vita urbana in vere centralità per le attività lavorative periurbane ed extraurbane. I progetti delle aree agricole in ambito urbano e periurbano, necessitano di modelli appropriati ai caratteri climatici, costruttivi e insediativi delle città del Sud. È auspicabile allora avviare una riflessione progettuale sistemica sulla ‘forma’ dei giardini dei piccoli/medi centri del sud Italia, in cui la necessità di valenza plurifunzionale dello spazio pubblico si coniughi con gli assetti tipici delle strutture agricole, rifondando il progetto di un ‘paesaggio sostenibile’ sull’identificazione dei nessi esistenti tra i caratteri dei giardini produttivi e della città, dalle regole di coerenza fisica con la morfologia territoriale e con le regole dell’agro mediterraneo
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