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    Pubblica Amministrazione, Servizi Pubblici e Welfare

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    Origine, evoluzione e trasformazione della Pubblica Amministrazione, dei serivizi pubblici nazionali e locali e del sistema di sicurezza sociale in Italia dall'Unità d'Italia ad oggi. Analisi storico politologica. Modelli e categorie interpretative a confronto

    Il posto dell'immigrazione nelle ultime elezioni europee

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    Il presente capitolo del Rapporto si inserisce all’interno di una riflessione politologica che Fondazione ISMU ETS da anni porta avanti sulla relazione tra immigrazione e politica. Tra il 6 e 9 giugno 2024 i cittadini dei 27 Stati membri dell’Unione europea si sono recati alle urne per eleggere i propri rappresentanti al Parlamento europeo. Come già emerso da studi e analisi – precedentemente realizzati dalla nostra Fondazione su scala nazionale, regionale e locale – dell’intreccio Europa, politica, immigrazione, anche in questa ultima tornata elettorale il tema “immigrazione” si è rivelato particolarmente divisivo. Nel dibattito pubblico, nel rapporto tra opinione pubblica e offerta politica e nelle dinamiche competitive tra i partiti, sono ormai messi in discussione alcuni valori un tempo condivisi dalle liberal-democrazie europee contemporanee. In effetti, da tempo, sull’immigrazione, e di conseguenza anche sull’identità dell’Unione europea, emerge la difficoltà di condividere un orizzonte culturale comune. È certamente difficile fare un bilancio complessivo del voto del 6-9 giugno 2024 nei 27 Stati membri perché le elezioni europee, essendo “di second’ordine”, riflettono spesso dinamiche interne a ciascun Paese più che trend sovranazionali. Ancora più complicato è mettere in relazione i risultati del voto con l’importanza che l’elettorato ha accordato alla issue immigrazione. Tuttavia, nelle pagine che seguono abbiamo cercato di descrivere e interpretare, attraverso l’analisi dei programmi elettorali, il mutamento del quadro politico che emerge nel Vecchio continente, proprio a partire dal rapporto, spesso di tensione, tra Europa e immigrazione

    La salute

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    Scopo di questo capitolo del Rapporto è delineare un quadro generale sullo stato di salute degli stranieri in Italia. In particolare, si è adottato un approccio diacronico che analizza e confronta i dati su un periodo che va, in alcuni casi, dal 2018 al 2022 e, in altri, dal 2016 al 2023. L’analisi, inoltre, ha permesso di confrontare non solo gli stranieri secondo il loro continente di origine – e, in alcuni casi, laddove è possibile, alcune nazionalità selezionate – ma anche gli stranieri e gli italiani. I dati considerati provengono dai database statistici dell’ISTAT e del Ministero della Salute sulle condizioni di salute (a partire dagli stili di vita), le ospedalizzazioni e la maternità, i tre ambiti oggetto del nostro approfondimento. Nella seconda parte del capitolo si illustrano le principali criticità emerse nel rapporto immigrazione e salute nel corso del tempo, per poi suggerire qualche proposta in termini di policy al fine di rendere il diritto alla salute pienamente soddisfatto nell’ambito di una società che tenda auspicabilmente a una effettiva integrazione

    L'evoluzione delle culture politiche in Europa: per un possibile confronto tra Germania e Italia

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    Come stanno evolvendo le culture politiche europee, alla luce delle trasformazioni in atto dal punto di vista socio-economico, politico e culturale? Quale Europa politica si sta delineando in considerazione del mutamento della domanda e dell'offerta politica? Siamo di fronte a un vero e proprio scongelamento dal punto di vista dell'appartenenze e dell'identità da parte degli elettori nei confronti dei partiti e delle culture politiche tradizionali? Infine, la relazione vuole evidenziare similitudini e differenze tra Germani e Italia, sia dal punto di vista delle cultura politiche sia dal punto di vista dei sistemi di partito

    Poteri e doveri della politica e della pubblica amministrazione: quale responsabilità

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    Nel corso del tempo, la netta separazione (semmai sia esistita) tra P e PA – dove alla P si attribuisce l’attività decisionale che in ultima istanza vincola la collettività, mentre alla PA si attribuisce la mera esecuzione delle decisioni prese in sede politica – ha lasciato spazio a un ruolo “politico” delle burocrazie pubbliche. È sempre più evidente come le politiche pubbliche vengano implementate attraverso gli apparati amministrativi serventi. Se è vero che la burocrazia è l’apparato che “serve” il ceto politico, da essa dipendono le condizioni per la realizzazione delle politiche pubbliche, tant’è che in diversi settori strategici siamo di fronte alla cosiddetta burocratizzazione della politica e non alla ‘potenza’ e all’invasività della politica. accanto alle prescrizioni del diritto - nell’ambito dell’etica della pubblica amministrazione di tradizione anglosassone, hanno sempre più efficacia i codici etici che potrebbero applicarsi tanto ai funzionari pubblici quanto ai politici. L’intento, pur tenendo conto del realismo politico, è di creare le condizioni per comportamenti responsabili, virtuosi e corretti attuati da politici e funzionari pubblici nell’esercizio delle proprie funzioni. Si ritiene, infatti, che l’etica applicata alla politica e alla PA favorisca un processo decisionale più trasparente e risponda adeguatamente alle richieste di accountability sempre più forte proveniente da tutti gli stakeholders, siano essi cittadini, elettori, gruppi di interesse e di pressione

    Cittadinanza sanitaria, nuove finalità della medicina, società multietniche

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    Analisi politologica in relazione alla ridefinizione del concetto di cittadinanza e le sue ricadute sulle politiche sociali, in particolare quelle di carattere sanitario. In società multietniche e multiculturali le concezioni di salute e di malattia fanno riferimento a criteri sempre più pluralistici e relativistici, i quali pongono difficili questioni di bioetica transculturale e, di conseguenza, alterano il significato degli stessi concetti di bisogno e di diritto

    Salute, diritti, territori : uno sguardo di insieme

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    Immigrazione e cittadinanza nei paesi a tradizione liberal-democratica rappresentano due facce della stessa medaglia: da un lato i diritti fondamentali dei migranti sono riconosciuti a prescindere dalla loro titolarità giuridica, dall’altro lato il valore della cittadinanza è intrinsecamente legato all’idea dello Stato-nazione, così come ereditata dalla cultura occidentale europea, per lo meno a partire dalla Rivoluzione Francese. Possono, quindi, esistere diritti a prescindere da confini territoriali? E se si, quali di essi sono degni di essere riconosciuti come tali? Di qui la distinzione tra jus soli e jus sanguinis, che definisce giuridicamente lo straniero attraverso il diritto secondo il ‘suolo’ e secondo il ‘sangue’, oltre alla distinzione che separa, per l’appunto, l’uomo dal cittadino. Come si può intuire, questi concetti sono oggetto di analisi tanto della teoria sociale, politica e giuridica nonché della filosofia politica, quanto degli studi empirici relativi alle politiche sociali. Dal punto di vista teorico e empirico, quindi, il contributo si propone di analizzare i diritti umani e di cittadinanza sanitaria in relazione alla sovranità nazionale, sfidata quest’ultima sia da rivendicazioni di potere dai livelli sub-nazionali (con conseguenze in termini di maggior frammentazione delle politiche) sia dai livelli sovranazionali che impone vincoli alle politiche e alle agende nazionali. Il tutto all’interno di un ‘nuovo’ contesto culturale, politico, sociale, sempre più in difficoltà nel garantire sia la convivenza civile sia un certo livello di benessere collettivo

    Confini irregolari : cittadinanza sanitaria in prospettiva comparata e multilivello

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    L’accesso all’assistenza sanitaria degli stranieri irregolari è questione complessa e problematica. Lo status di “cittadino”, contrapposto a quello di “straniero”, influenza la piena tutela giuridica di un diritto: nei regimi liberal-democratici occidentali, l’appartenenza dell’individuo a un determinato ordinamento politico lo legittima a una protezione giuridica maggiore di colui che non gode di tale status. Di contro, il diritto alla salute per ‘chiunque’ – a prescindere dallo status di cittadinanza – è un bene primario e universale che in quanto tale deve essere garantito pubblicamente. Come affrontare, quindi, dal punto di vista della pretesa a trattamenti sanitari, bisogni di individui e gruppi etnici non appartenenti alla comunità politica? I mutamenti delle società contemporanee pongono molte questioni in merito al concetto di cittadinanza: i confini di una società, i criteri utilizzati per invocarne la piena titolarità, i modelli di solidarietà. Si pone così la dicotomia tra il principio dell’universalità indiscriminata dei diritti umani e, in un contesto di scarsità relativa, i criteri di selettività per garantire i diritti sociali. Nella prima parte, di carattere teorico e internazionale, il libro affronta, in prospettiva comparativa, le principali questioni riguardo alla cittadinanza sanitaria nei diversi ordinamenti statuali e sovranazionali; nella seconda, di carattere empirico, si focalizza sull’articolazione territoriale del processo decisionale in una dimensione multilivello, analizzando le diverse politiche sanitarie regionali rivolte agli immigrati, regolari e non. Obiettivo del volume è fornire un contributo teorico e pratico a studiosi e operatori riconducibili al mondo del welfare

    Immigration and its political implications in Western Europe

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    Immigration is one of the major processes that have been affecting Western Europe with great emphasis, especially since three decades. The topic is rich of implications and can be studied taking into account several facets. In this work, the focus is narrowed to a few aspects and the argument is divided into three sections: 1. the first one briefly describes connections between immigration and nation-states as put forth by some authors. 2. the second one surveys public opinions in Western Europe to inspect whether xenophobic sentiments have effectively taken roots. Moreover, a brief analysis of party competition is brought into account, with three examples of party locations along the dimension of immigration. 3. the third one focuses on the problem of social rights of noncitizens, analysing the demands of health care by irregular immigrants opposed to those claimed by the members of nation-states in Europe
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