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    Spazio politico e competizione elettorale

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    Nel dibattito pubblico segnato dai sondaggi ricorrenti sulle intenzioni di voto si è sottolineata da una parte una certa stabilità degli orientamenti elettorali durante la prima fase della pandemia e poi una certa fluidità nell’area di centrodestra, con una flessione della Lega di Matteo Salvini e la crescita di Fratelli d’Italia (FdI) di Giorgia Meloni, in particolare dopo la caduta del governo Conte II e la nascita del governo Draghi che ha comportato – tra le varie cose – la divisione nel centrodestra tra chi è rimasto all’opposizione (il partito della Meloni) e chi è entrato nel governo di unità nazionale (Lega e Forza Italia, FI). Anche nel campo del centrosinistra e del Movimento 5 Stelle (M5s) ci sono stati una serie di eventi rilevanti: il cambio di leadership nel Partito Democratico (Pd) con le dimissioni di Nicola Zingaretti e l’elezione a segretario di Enrico Letta; il travaglio interno al M5s dopo la caduta del secondo governo Conte, con la nuova guida assunta dallo stesso Giuseppe Conte, la rottura con la Casaleggio Associati e l’addio al Movimento della componente ostile al governo Draghi (Alessandro Di Battista in primis). E più di recente la clamorosa (osiamo dire) rottura tra il fondatore del M5s, Beppe Gillo, e il neo-leader Conte, evento dagli esiti al momento imprevedibili. Tutti questi sommovimenti hanno portato anche gli stessi attori protagonisti e i commentatori a iniziare a pensare a quale sarà lo scenario politico in vista della fine della legislatura, ipotizzando federazioni o partiti unici nel centrodestra e alleanze più o meno strategiche tra Pd e M5s. Ma queste ipotesi di alleanze, federazioni o addirittura fusioni, quale riscontro hanno nella realtà? In altri termini, su quali segmenti di elettorato potenziale competono i partiti tra loro? E quali sono i partiti effettivamente in salute dopo questo anno di pandemia e quali quelli vulnerabili? A queste domande cercheremo di dare una risposta nel prosieguo di questo capitolo, cercando di tratteggiare lo spazio della competizione politica in Italia nell’anno della pandemia

    Understanding the Electoral Rise of the Five Star Movement in Italy

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    The economic crisis, the fall of the Berlusconi government and the birth of the technocratic government led by Mario Monti have produced several changes in the Italian political system. Certainly, one of the most important innovations in the context of Italian politics has been the emergence of the Five Star Movement. Such a new party has achieved spectacular overnight success in several elections at sub-national level, and now it is the most voted party in the 2013 national elections. The Five Star Movement combines anti-establishment rhetoric with demands for political reform. The article analyses the electoral growth of the Five Star Movement using both aggregate data and individual data from “Osservatorio Politico CISE” (i.e. cross-section and panel surveys conducted from November 2011 to March 2013). In particular, the author investigates whether the profile of the supporters of the Five Star Movement has changed over time, both from a political and a social standpoint. Finally, the author analyses what factors influence the electoral choice for the Five Star Movement, also from a longitudinal perspective

    The 2013 Italian General Election: the End of Bipolarism?

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    The 2013 Italian general elections produced a largely unexpected and destabilizing outcome. The major surprise came from the Movimento 5 stelle (M5s, Five Star Movement), a brand new, anti-establishment political force which got more than 25% of the valid votes and turned out to be the largest party list in the domestic arena of the Chamber of Deputies. The destabilizing nature of the outcome stemmed from the lack of a real winner which ended up in political stalemate. In fact, the center-left won in the Chamber of Deputies, but not in the Senate and could not form a cabinet by itself. In the end, the Partito democratico (Pd, Democratic Party) was left with the only unpalatable option to have to form a ‘grand governing coalition’ with Berlusconi’s Popolo delle libertà (Pdl, People of Freedom). Indeed, the widespread expectation was that the center-left would win with a large margin. For a long time before the vote most of the polls had indicated that Bersani’s lead was large enough to make his coalition gain the absolute majority of seats in both chambers either alone or together with the Monti’s coalition. It was not the case. Actually, what really happened in the ballot box on February 24th and 25th is still unclear to some extent. Here we will try to give a brief and preliminary explanation, analyzing the background to the election, the results and the role played by the electoral systems, the aggregate vote shifts between the 2013 and 2008 elections, the geographical distributions of the vote, and, finally, the transformation of the party system

    The Italian space of electoral competition in pandemic times

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    The polls on the voting intentions of Italians during the COVID-19 pandemic revealed substantial stability of electoral orientations in the first phase of the pandemic, while they detected a certain fluidity after the birth of the Draghi government, specifically with a decline of the League and M5s and the growth of Brothers of Italy (FdI). The results of the 2022 general election confirmed those trends with a clear-cut victory of the (centre-)right coalition, this time led by Meloni’s Brothers of Italy. In the meantime, the opponents experienced a poor electoral performance, and an even more deceiving result in terms of seats. All these upheavals have led many pundits to speculate about what would have been the results if the opponents to the right-wing coalition would have succeeded in building a coalition to achieve a higher level of competitiveness in the first-past-the-post electoral districts. But, beyond considerations based on vote intentions or electoral results, to what extent are these speculations consistent with the actual space of electoral competition among main Italian parties? In other words, on which areas of the electoral space does the competition unfold and how did those areas evolve? This paper answers these questions using original survey data from the ResPOnsE COVID-19 project. In particular, through the scale analysis of a set of propensity-to-vote (PTV) measures, we investigate the configuration of the electoral competition space in the aftermath of 2022 general election and how (and if) this configuration changes over three distinct phases of the pandemic: during the first wave (spring-summer 2020), during the third wave (spring 2021) and during the fourth wave (autumn-winter 2021). Results show that regardless of the period analysed, party competition occurs mainly within the right, whose party electorates strongly overlap, whereas more barriers exist among party electorates of the opposite camp

    Conclusioni

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    Dall’inizio del 2020 l’Italia è stata investita da un intreccio di cambiamenti sociali, economici e politici con pochi precedenti nella storia repubblicana. L’emergenza legata al propagarsi del Coronavirus ha stravolto per periodi piuttosto prolungati le modalità di convivenza e interazione sociale a cui gli individui sono abituati in tempi normali. In Italia come altrove, la crisi economica che si è presto associata a quella sanitaria ha spinto il governo ad intervenire pesantemente nella sfera economica, adottando misure straordinarie per sostenere le categorie occupazionali maggiormente penalizzate e favorire la ripresa produttiva. Nel caso italiano, oltre all’emergenza sanitaria e alle difficoltà economiche si è avuta anche una riconfigurazione significativa del quadro politico: un anno dopo lo scoppio della pandemia, una crisi politica inerente alla gestione dei fondi del programma di rilancio economico europeo – il Next Generation EU – ha decretato la fine del governo Conte II, che aveva guidato il paese dall’inizio della diffusione del Coronavirus. Nel febbraio 2021 il cosiddetto governo “giallo-rosso”, costruito sull’alleanza tra Movimento 5 stelle (M5s) e Partito Democratico (Pd), è stato sostituito da un esecutivo di unità nazionale guidato dall’ex presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi e sostenuto da tutte le principali forze politiche presenti in parlamento, con la sola eccezione di Fratelli d’Italia (FdI). Fenomeni come la pandemia da Coronavirus hanno dunque conseguenze profonde anche al di fuori dell’ambito prettamente sanitario e rischiano di lasciare segni duraturi nel tessuto socio-economico, nella sfera politico-istituzionale e forse anche nell’opinione pubblica

    Come siamo cambiati? : Opinioni, orientamenti politici, preferenze di voto alla prova della pandemia

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    Primo Paese occidentale a essere colpito dalla pandemia da Covid-19, dal febbraio 2020 l’Italia è stata investita da un intreccio di cambiamenti sociali, economici e politici senza precedenti. L’emergenza sanitaria ha comportato uno stravolgimento delle modalità di convivenza e interazione sociale, a cui si sono presto associate una crisi economica e una riconfigurazione generale dello scenario politico. Alla luce di tutto ciò, quali segni la pandemia lascerà sull’opinione pubblica italiana? Concentrandosi sui risvolti più specificatamente politici, il volume curato da Nicola Maggini e Andrea Pedrazzani (Università degli Studi di Milano) prova a capire i cambiamenti dell’opinione pubblica italiana. In particolare, quali ripercussioni ha avuto sinora la pandemia sulle idee che gli italiani hanno sui temi di rilevanza pubblica, sui loro atteggiamenti valoriali, sulle loro predisposizioni politiche e sui loro orientamenti di voto? Che cosa è cambiato rispetto alla fase precedente la pandemia e che cosa invece è rimasto sostanzialmente immutato? E come si va ridefinendo lo spazio di competizione elettorale? Per rispondere a queste domande, i curatori si sono avvalsi del contributo dei membri del Laboratorio SPS-TREND “Hans Schadee” del Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dell’Università degli Studi di Milano utilizzando i dati originali della ricerca ResPOnsE Covid-19. Come siamo cambiati

    Come siamo cambiati? Opinioni, orientamenti politici, preferenze di voto alla prova della pandemia

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    Primo Paese occidentale a essere colpito dalla pandemia da Covid-19, dal febbraio 2020 l’Italia è stata investita da un intreccio di cambiamenti sociali, economici e politici senza precedenti. L’emergenza sanitaria ha comportato uno stravolgimento delle modalità di convivenza e interazione sociale, a cui si sono presto associate una crisi economica e una riconfigurazione generale dello scenario politico. Alla luce di tutto ciò, quali segni la pandemia lascerà sull’opinione pubblica italiana? Concentrandosi sui risvolti più specificatamente politici, il volume curato da Nicola Maggini e Andrea Pedrazzani (Università degli Studi di Milano) prova a capire i cambiamenti dell’opinione pubblica italiana. In particolare, quali ripercussioni ha avuto sinora la pandemia sulle idee che gli italiani hanno sui temi di rilevanza pubblica, sui loro atteggiamenti valoriali, sulle loro predisposizioni politiche e sui loro orientamenti di voto? Che cosa è cambiato rispetto alla fase precedente la pandemia e che cosa invece è rimasto sostanzialmente immutato? E come si va ridefinendo lo spazio di competizione elettorale? Per rispondere a queste domande, i curatori si sono avvalsi del contributo dei membri del Laboratorio SPS-TREND “Hans Schadee” del Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dell’Università degli Studi di Milano utilizzando i dati originali della ricerca ResPOnsE Covid-19. Come siamo cambiati

    Elezioni in Italia - Le elezioni politiche e le elezioni regionali del 2018

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    Review of elections in Italy, Legislative and regional elections of 2018
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