14,355 research outputs found

    Opere del conte Algarotti.

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    Includes index in vol. 7.Added t.p. in vol. 1, engraved by Giuseppe Patrini. Engraved portrait medallion of the author on t.p. in vol. 1, small woodcut title-vignettes on title pages in vol. 2-10.Mode of access: Internet

    La bolla Unam sanctam e i fondamenti del potere papale fra diritto e teologia

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    Conte Emanuele. La bolla Unam sanctam e i fondamenti del potere papale fra diritto e teologia. In: Mélanges de l'École française de Rome. Moyen-Age, tome 113, n°1. 2001. pp. 663-684

    Allocution prononcée par Francis Conte, au nom de Jean-Louis Van Regemorter à l'occasion de son départ en retraite

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    Conte Francis. Allocution prononcée par Francis Conte, au nom de Jean-Louis Van Regemorter à l'occasion de son départ en retraite. In: Cahiers slaves, n°3, 2001. La mort et ses représentations (Monde slave et Europe du Nord) pp. 1-4

    I rischi del regionalismo differenziato: profili fiscali e finanziari

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    In questo lavoro, la riflessione sui rischi del regionalismo differenziato è stata condotta con riferimento ai profili finanziari delle bozze di intesa concluse tra il Governo e le tre Regioni del Nord che aspirano all’autonomia differenziata. Il punto di osservazione privilegiato è il confronto tra il meccanismo di finanziamento delle Regioni a statuto ordinario e quello che le Regioni candidate alla differenziazione intendono adottare. Tra questi due meccanismi deve esserci coerenza: a stabilirlo è l’art. 116, comma 3, Cost. che individua nell’art. 119 Cost. il limite “ontologico” al regionalismo differenziato. Dunque, le scelte relative ai profili finanziari dell’autonomia differenziata devono rimanere nel perimetro di un modello federalista di impronta solidaristica, come quello disegnato dalla riforma del Titolo V Cost, e disciplinato dalla legge dele-ga n. 42/2009 e dal d.lgs. n. 68/2011. Desta, perciò, perplessità il fatto che le bozze di intesa, nel disciplinare le modalità di finanziamento del regionalismo differenziato, non abbiano fatto riferimento alla normativa nazionale sul federalismo fiscale. Ciò può significare che le Regioni proponenti, dopo la stagione degli tagli lineari della spesa verso il basso accompagnata dalla riduzione dei trasferimenti provenienti dalle imposte statali, intendano rivendicare una maggiore autonomia tributaria adottando criteri di finanziamento alternativi a quelli ordinari. L’individuazione delle modalità di finanziamento sembra, infatti, animata dalla preoccupazione principale di garantire che le Regioni proponenti non possano subire, al momento dell’assegnazione, alcuna diminuzione delle risorse finanziarie ma, al contrario, possano contare su di un loro incremento . Prova ne è il passaggio dal criterio di finanziamento che fa leva sui residui fiscali, inserito nelle bozze di intesa del 2018, a quello del valore medio nazionale pro-capite della spesa statale, a cui fanno riferimento le bozze di intesa del 2019. Ad aggravare questa situazione c’è il fatto che, nella bozza di legge quadro, manca qualsiasi riferimento alle fonti di finanziamento delle funzioni differenziate; sicchè, la valorizzazione dell’autonomia finanziaria resta su un binario morto. Il sospetto è che non siano ancora maturi i tempi per superare i ritardi nell’attuazione della delega sul federalismo fiscale e, in particolare, per rafforzare l’autonomia tributaria delle Regioni a statuto ordinario affinchè le stesse – nel rispetto del divieto della doppia imposizione sullo stesso presupposto e dei principi di continenza e di territorialità – siano messe nella condizione di ricomporre, attraverso la leva fiscale, il rapporto tra rappresentanza politica e servizi resi sul territorio

    Marisa Merz: sperimentazioni scultoree e filmiche in cucina

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    Marisa Merz avvia la propria ricerca artistica a Torino nella metà degli anni Sessanta. Pur fiancheggiando gli artisti dell’Arte Povera, la sua poetica ha comunque sempre mantenuto una dimensione autonoma e indipendente. Quando Germano Celant negli anni Ottanta, in pieno diffondersi della Transavanguardia, rilancia la definizione di Arte Povera, storicizza l’opera di Marisa Merz nell’ambito della coiné poverista, quantunque il lavoro dell’artista sia sempre sfuggito a rigide e univoche classificazioni. Marisa Merz ha privilegiato rispetto alla dimensione di gruppo una ricerca intima e autobiografica, anticipando peraltro quel clima che a partire dagli anni Settanta ha visto tramontare l’ideologia del gruppo in favore delle “mitologie individuali”. Temi autobiografici e legati alla maternità affiorano nel suo lavoro attraverso una ricerca basata sulla temporalità del fare che attraversa tecniche e materiali, come il cucito e la tessitura. Nel 1967 Marisa Merz ha prodotto il film La conta, unicum nella sua produzione, presentato alla fine della mostra personale di Michelangelo Pistoletto alla Galleria dell’Attico di Roma nel 1968, nell’ambito di una rassegna di film sperimentali di amici torinesi dell’artista. Nel film (16 mm, b/n, 2’44’’), riemerso in anni recenti e attualmente inserito nel percorso espositivo della mostra Entrare nell’opera. Prozesse und Aktionen in der Arte Povera al Kunstmuseum di Vaduz (itinerante al MAMC+ / Musée d’art moderne et contemporain di Saint-Étienne, a partire dal 30 novembre 2019), l’artista è ripresa nella sua cucina, seduta al tavolo mentre sta aprendo una scatola di piselli che conta con una gesto rituale. La presente comunicazione intende inquadrare questo film nell’ambito dello sperimentalismo cinematografico torinese coevo e si propone di analizzare i temi della ricerca dell’artista, nello specifico la misura, il corpo, l’autobiografia e la temporalità del processo plastico in relazione all’utilizzo del medium filmico. Si vuole inoltre portare l’attenzione sullo spazio della domesticità, e specificatamente della cucina, come luogo di ridefinizione dei confini tra dimensione artistica e vissuto, in relazione a esperienze filmiche e video di artiste donne di quegli anni o di generazioni successive, cercando altresì di fornire un’analisi dell’operatività di Marisa Merz, tra creatività femminile e coscienza femminista

    Le prime imprese del conte Orlando /

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    Signatures: *⁸ A-M⁸ N¹⁰.Giolitto's device on t.p. (phoenix). Port. of the author within architectural border incorporating coats of arms, *8v. Each of the 25 cantos is preceded by an "argomento" in verse, an "allegoria" in prose, and a woodcut ill. (repeats). The "argomenti" and the ill. appear within elaborate decorative borders. Two of the border elements depict cities and include the initial P. Head and tail pieces, historiated and foliated initials, fleurons.Mode of access: Internet.At upper left-hand corner of front pastedown is calligraphic label of Theodore Besterman, signed with the initials P.S.Binding: calf mottled red and brown, rebacked and repaired. Triple gilt fillets along edges of boards. Spine title in gilt: DOLCE / ORLANDO. Page edges blue

    J.-N. Pelen, Le conte populaire en Cévennes

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    Tenèze Marie-Louise. J.-N. Pelen, Le conte populaire en Cévennes. In: L'Homme, 1996, tome 36 n°137. Chine : facettes d'identité. pp. 254-256

    Metacognition in working memory: Confidence judgments during an n-back task

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    : Metacognition in working memory (WM) has received less attention than episodic memory, and few studies have investigated confidence judgements while carrying out a verbal WM task. The present study investigated whether individuals are aware of their own level of performance while carrying out an ongoing verbal WM task, and whether judgments of confidence are sensitive to factors that determine WM performance. A verbal n-back task was adapted to obtain confidence judgments on a trial-by-trial basis. Memory load and lure interference were manipulated. Results showed that metacognition judgments were affected by memory load and levels of interference just as performance accuracy. Even when judgments were sensitive to memory factors, participants were overconfident and generally showed poor metacognitive accuracy at discriminating between erroneous and accurate responses. Results are discussed in terms of possible cues contributing to metacognitive judgements during an ongoing WM task and reasons for WM metacognitive accuracy

    Water dynamics in different biochar fractions

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    Biochar is a carbonaceous porous material deliberately applied to soil to improve its fertility. The mechanisms through which biochar acts on fertility are still poorly understood. The effect of biochar texture size on water dynamics was investigated here in order to provide information to address future research on nutrient mobility towards plant roots as biochar is applied as soil amendment. A poplar biochar has been stainless steel fractionated in three different textured fractions (1.0-2.0mm, 0.3-1.0mm and <0.3mm, respectively). Water-saturated fractions were analyzed by fast field cycling (FFC) NMR relaxometry. Results proved that 3D exchange between bound and bulk water predominantly occurred in the coarsest fraction. However, as porosity decreased, water motion was mainly associated to a restricted 2D diffusion among the surface-site pores and the bulk-site ones. The X-ray μ-CT imaging analyses on the dry fractions revealed the lowest surface/volume ratio for the coarsest fraction, thereby corroborating the 3D water exchange mechanism hypothesized by FFC NMR relaxometry. However, multi-micrometer porosity was evidenced in all the samples. The latter finding suggested that the 3D exchange mechanism cannot even be neglected in the finest fraction as previously excluded only on the basis of NMR relaxometry results. X-ray μ-CT imaging showed heterogeneous distribution of inorganic materials inside all the fractions. The mineral components may contribute to the water relaxation mechanisms by FFC NMR relaxometry. Further studies are needed to understand the role of the inorganic particles on water dynamics
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