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Nostalgie des origines. La carole magique et la résistance du merveilleux
Our analysis aims to identify the hierarchical relationship be- tween the chivalric coherence and the marvellous aspects of the magic carole motif, according to the principle of double coherence (chivalric and mythi- cal) stated by Jean Fourquet. From the point of view of mythical coherence, the magic carole has specific characteristics that are related to archaic con- ceptions of space and time: inside the carole, time seems to be suspended, if not to be inscribed in a mythical dimension; the knight who join the danse loses the memory of his quest, as well as of everything and anyone outside it. From the point of view of courtly or chivalric coherence, the magic carole represents, for the knight, the risk of diverting from the heroic progression to remain in a feminine and erotic prison
A proposito di Eleazar Moiseevič Meletinskij, Il romanzo medievale. Genesi e forme classiche. Edizione italiana a cura di Massimo Bonafin, con una postfazione di Alvaro Barbieri, Macerata, eum (Edizioni Università di Macerata), 2018, 426 pp.
A proposito de «Il romanzo medievale» di E. M. Meletinski
Meraviglioso e fantastico medievali: stato dell’arte e studi recenti
Rassegna stampa e stato dell'arte circa il meraviglioso e il fantastico nel Medioevo di Franci
Il cavaliere nell’abisso. Estasi, furori e rapimenti nella narrativa arturiana d’oïl
Questa dissertazione dottorale consiste in una monografia sulle poetiche e le rappresentazioni dell’estasi nel Medioevo letterario galloromanzo, con particolare riguardo alla narrativa oitanica di argomento bretone, ma in una prospettiva comparata abbracciante un vasto corpus di scritture che spaziano dalla poesia dei trovatori al romanzo arturiano in versi e in prosa, tra XII e XIII secolo. L’indagine mira a fare emergere una casistica solo parzialmente sondata, e ancora in larga parte sommersa, e a ricomporre in una visione di sintesi le testimonianze riconducibili alle manifestazioni dei rapimenti e dei trasporti estatici, in una angolatura ermeneutica fondata sulla centralità del testo, che pone l’accento sui dispositivi formali e sugli aspetti di ricorsività retorica, valorizzando le invarianti, le persistenze di lunga durata, ma altresì le determinazioni e i contesti storico-ideologici, con speciale attenzione alle configurazioni mitico-religiose e antropologiche dell’immaginario. Un interesse specifico è rivolto a evidenziare e descrivere le strutture formulari, i moduli ritornanti, i marcatori lessicali, le parole chiave che rimandano alla sfera dell’oblio, della vertigine meditativa, del volo mistico e degli stati modificati di coscienza.
Una prima porzione del lavoro è consacrata all’oltremondo del cavaliere: vi si indagano le ebbrezze, gli incantamenti, le tecniche dell’estasi dei cavalieri in trasogno. La seconda parte della tesi è dedicata agli stati d’oltranza e alle espressioni dell’estremismo guerriero. Il furor è una componente mai completamente obliterata dalla civilizzazione cortese – espressione dell’oltranza eroica e della dismisura cavalleresca –, ma è anche un elemento necessario all’innesco dell’erranza e dell’azione. La terza e ultima sezione concerne le Topografie estatiche: vi si trovano esaminate e interpretate le scenografie e le coordinate simboliche dell’Altrove e le modalità narrative dell’avventura; schemi e modelli di “uscita dal mondo” che si danno nella porosità di matrice celtica tra il qui e l’aldilà, non senza rivelare inedite sintonie con l’universo immaginale della lirica trobadorica d’oc e con il movimento paradossale e inesausto dell’asintoto erotico; non soltanto nell’inveramento di un tracciato narrativo di ascendenze folcloriche, ma anche nella condivisione di un lessico comune, che trova le sue forme – e le sue formule – più evolute e mature nella speculazione della trattatistica teologica
Vestiti di sangue: oltranze e feticismi dell'eros cavalleresco
Adottando un taglio risolutamente antropologico, questo contributo pone al centro della riflessione il nodo di Ares e di Eros, ovvero quel plesso di contenuti – ideologici tematici iconici emozionali – che costituisce il vero fulcro e il principale campo di tensione dei vettori istintuali e delle sensibilità che concorrono a plasmare il discorso sulle pratiche e le prestazioni simboliche della cavalleria nella fiction del Medioevo di Francia, tanto sul versante romanzesco come su quello delle narrazioni brevi. L’intreccio di Arma e Amor, che innerva in profondità il protagonismo combattentistico e sentimentale dei milites, costituisce un nesso decisivo nel modellamento di un immaginario di civilizzazione e di un progetto di contenimento delle spinte pulsionali, nel senso di una irreggimentazione della ferocia guerriera e della predazione sessuale. Sennonché, al netto delle pressioni morali di ascendenza ecclesiastica e dei condizionamenti della pedagogia cortese, esistono anche plot che sembrano enfatizzare proprio gli aspetti più cruenti e le manifestazioni più violente delle condotte cavalleresche, esaltando la libido guerriero-amorosa e però sublimandola in una forma così potentemente stilizzata e talmente idealizzata da promuoverne una fascinosa valorizzazione di ordine estetico. Partendo dal racconto Des trois chevaliers et del chainse di Jacques de Baisieux, assunto a specimen e caso di studio emblematico ma sempre confrontato con altri testi e proiettato sullo sfondo di una vasta tradizione, si propone la ricostruzione di un’ideologia dell’oltranza erotica e della dismisura guerriera, le cui radici sembrano combinare ragioni etologiche e sociologiche con universali psichici e istanze di natura “figurativa”
Medieval Lexicon of Multisensory Perception: A Case Study in Middle English and Old French
Seminari di storia della lettura e della ricezione, tra Italia e Francia, nel Cinquecento. Vol. 4
Quattro piste d’indagine si rivolgono in questo volume alle manifestazioni letterarie della danza simbolica della carole (E. Muzzolon), ai primi volgarizzamenti di tragedie classiche nel Cinquecento francese (F. Fassina), alla produzione tragica, più in particolare, all’epoca delle guerre di religione (M. Meere), e poi, con un’incursione della nostra Collana verso il Seicento, ad un sentimento del tragico, letto nel senso del paradosso, in Pascal (A. Frigo). Elena Muzzolon lavora su testi medievali e rinascimentali per mettere in luce il valore allegorico, letterario e magico della danza in cerchio. Filippo Fassina indaga l’obscuritas del testo drammatico antico, così come si presentava nel Cinquecento agli umanisti, nel loro sforzo di comprensione della tragedia classica. Michael Meere analizza tragedie militanti e politiche, come in particolare Le Guysien di Belyard. Alberto Frigo legge le Pensées tessendo ipotesi sul senso e la funzione del sentimento, a partire dai contesti originali visti come la carta di una geografia pascaliana
Encuentros con Elena Poniatowska
The author analyzes testimonial literature from the perspective of female literature through his meeting with Elena Poniatowska. An analysis of reality vs. Fiction in Elena, Jesusa and Tinisima.El autor analiza, desde su encuentro con Elena Poniatowska, la vertiente de la literatura testimonial como literatura de mujeres. Un análisis interior de la relación entre realidad y ficción, entre Elena, Jesusa o Tinísima
Bio-bibliografía de y sobre Elena Poniatowska Amor
The objective of this article is to collect and present: I. the chronology of the life and work of Elena Poniatowska; II. the complete works (as principal and secondary author), and III. the bibliography on the author (books, chapters, and articles).El objetivo de este artículo es reunir y presentar: I. los datos cronológicos fundamentales de la vida y la obra de Elena Poniatowska; II. El compendio de sus obras (como autora principal y como secundaria); y III. la bibliografía sobre la escritora (libros, capítulos de libros y artículos)
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