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Development of an integrated model for the control and management of drinkable water: a case study in Friuli Venezia Giulia region
Un rilevamento delle fonti di dati per la V.I.A.: problemi e proposte per un’infrastruttura di dati territoriali e ambientali a scala locale
A Survey of Regional Environmental Data Sources based on an ISO 19115 Profile
The discovery of existing environmental data and the collection of the related meta-data based on a consistent and standard method is a priority. Yet a common problem faced by public and private organisations involved in environmental impact assess-ment in Italy, is the lack of information about existing environmental data, particu-larly at local and regional level. A survey of environmental data sources for the terri-tory of the Friuli Venezia Giulia Region has been carried out for the local Regional Authority with the purpose of discovering data sources relevant to environmental impact assessment with priority for geographic and non-geographic datasets.
The analysis of the most common metadata standards used to describe environ-mental data has shown that the ISO 19115 standard is suitable for the description of environmental information resources. Some aspects that could improve the applica-bility of the ISO norm in the environmental domain are presented. A profile for dis-covery metadata was developed to allow a standard description of data sources that is applicable to geographic and non-geographic datasets and was implemented in an ISO compliant meta-database
Gestione dell’azoto e del fosforo in agricoltura biologica e convenzionale in Friuli Venezia-Giulia
La contaminazione dei nitrati (NO3-) nelle acque superficiali e sottosuperficiali è sicuramente un’importante problematica, che nell’ultimo ventennio ha destato sempre maggiori preoccupazioni soprattutto in chiave ambientale. Il NO3- è fra i più diffusi inquinanti nelle
acque di falda. Una volta introdotto nelle acque è difficilmente removibile
causando inoltre grossi problemi legati all’inquinamento per lungo periodo. Evidenze dirette ed indirette hanno spesso correlato l’uso di fertilizzanti azotati
alla causa dell’incremento della concentrazione dei NO3- nelle acque. In Europa nel 1993 fu riscontrato che nel 22% dei terreni coltivati, il contenuto di NO3- nelle acque sottosuperficiali era più alto del valore imposto dalla legge (50mg/l).
Un terreno di medio impasto non riesce a trattenere l’alto quantitativo di acqua e fertilizzanti che viene loro somministrato dalle classiche pratiche agricole per aumentare le rese,
incrementando così il movimento e la lisciviazione dei NO3- in eccesso.
Pratiche agricole atte a ridurre il rilascio di NO3- nelle acque sono necessarie per procurare un consistente beneficio all’ambiente e all’umanità.
L’agricoltura convenzionale (A.C.) caratterizzata dall’utilizzo massiccio di fertilizzanti chimici;
fitofarmaci di sintesi, tipicamente considerate risorse non rinnovabili, ha contribuito alla diminuzione della biodiversità, all’aumento dell’inquinamento delle risorse idriche, all’accumulo di prodotti indesiderati negli alimenti, al degrado dei suoli e al potenziale rischio verso la salute dei coltivatori.
Tutto questo porta a considerare che il regime convenzionale possa non essere ritenuto un
modello di agricoltura sostenibile, né una pratica a basso impatto ambientale.
Obiettivo della presente ricerca è la valutazione comparata dell’impatto ambientale di sistemi
colturali biologici e convenzionali condotta considerando in modo organico il complesso dei costituenti del sistema agricolo (acqua-suolo-pianta)
Un approccio modellistico integrato per la valutazione degli impatti delle politiche agro-ambientali sul territorio
La qualità del territorio è molto influenzata dalle attività agricole che, oltre a condizionare pesantemente la domanda di acqua, rappresentano, a causa del rilascio di nitrati, la principale fonte d’inquinamento diffuso delle risorse idriche. In questa direzione si colloca l’attività condotta che ha per scopo la messa a punto di un modello integrato di simulazione a supporto dei processi decisionali dell’Amministrazione
Regionale in campo agroambientale. L’approccio proposto completa e amplia il quadro degli studi finora condotti in Regione per affrontare il problema dell’inquinamento di suoli e falde: fra i principali si citano la caratterizzazione della vulnerabilità degli acquiferi basata su criteri
idro-geologici mediante il metodo SINTACS, la determinazione della capacità di attenuazione dei suoli, le analisi chimico-fisiche eseguite dall’ARPA FVG in
corrispondenza di pozzi di monitoraggio.
I principali obiettivi del progetto, tuttora in corso, sono:
− la definizione delle ZVN del FVG;
− la valutazione dell’impatto delle MA del PSR FVG 2000-06;
− la valutazione preliminare dell’effetto di interventi di politica agroambientale in tema di riduzione di input e il miglioramento della zonizzazione delle aree di applicazione delle MA;
− la stima della riduzione di resa derivante dall’applicazione di MA per la quantificazione dei
premi
Estimation of nitrogen leaching from agricultural land at a regional scale: Integration of several sources into one data structure to support georeferenced simulation models
Modelling crop rotations from field to regional scale: a rural planning oriented approach
Crop simulation models are powerful tools both in research and in rural planning. Applications depend
on the availability of input data and on their suitability to model requirements. In agroecosystem
simulations oriented to rural planning (e.g. leaching evaluation at regional scale), multi-year crop
rotations are needed. Crop rotations can be retrieved by Common Agricultural Policy (CAP) databases,
where single crops and surface areas are yearly recorded at the cadastral level. However, simulations at
the regional scale require an abatement of the very large number of rotations reconstructed from the
crops series over the same field in a given time window in order to alleviate time-consuming simulation
runs and to better explain model outputs. Moreover, the lack of information over a part of the total
agricultural area must be filled using the available data in order to run complete geographical
simulations. An approach aimed at upscaling crop rotations from the field to the regional scale and
reducing the number of crop rotations while maintaining the representativeness of local agricultural
systems and the linkage to the geographic features is proposed. The approach takes also into account
that cropping systems simulations will be carried out over long time periods (decades), therefore
requiring repeated rotations cycles
Stima delle lisciviazioni azotate dai terreni agricoli su scala regionale: integrazione di diverse fonti in unica struttura dati georiferita a supporto dei modelli di simulazione
I metodi per la definizione delle zone vulnerabili da nitrati (ZVN) sono una questione aperta sia in ambito scientifico che
legislativo. I modelli di simulazione offrono una soluzione al problema, ostacolata però dalla possibilità di disporre in
modo efficace dei dati necessari alla loro applicazione. Le diverse informazioni (clima, carichi zootecnici, suoli,
ordinamenti colturali e relative pratiche agronomiche), infatti, provengono da numerose fonti, hanno un elevato grado di
complessità strutturale e non sono omogenei.
Una struttura dati in grado di integrare le diverse fonti consente la produzione semi-automatica delle combinazioni di fattori
che descrivono la realtà di ogni area omogenea del territorio. Vengono così generate le condizioni di simulazione per il
modello (es. CropSyst). La scala di simulazione non è scelta a priori, ma deriva dalla sovrapposizione degli strati
informativi che concorrono alla determinazione delle ZVN. Inoltre la struttura dati consente controlli di qualità,
elaborazione degli output, creazione di scenari e costituisce una base ontologica per la definizione dell’agroecositema,
utilizzabile in altri contesti
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