1,720,962 research outputs found

    A Survey of Regional Environmental Data Sources based on an ISO 19115 Profile

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    The discovery of existing environmental data and the collection of the related meta-data based on a consistent and standard method is a priority. Yet a common problem faced by public and private organisations involved in environmental impact assess-ment in Italy, is the lack of information about existing environmental data, particu-larly at local and regional level. A survey of environmental data sources for the terri-tory of the Friuli Venezia Giulia Region has been carried out for the local Regional Authority with the purpose of discovering data sources relevant to environmental impact assessment with priority for geographic and non-geographic datasets. The analysis of the most common metadata standards used to describe environ-mental data has shown that the ISO 19115 standard is suitable for the description of environmental information resources. Some aspects that could improve the applica-bility of the ISO norm in the environmental domain are presented. A profile for dis-covery metadata was developed to allow a standard description of data sources that is applicable to geographic and non-geographic datasets and was implemented in an ISO compliant meta-database

    Gestione dell’azoto e del fosforo in agricoltura biologica e convenzionale in Friuli Venezia-Giulia

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    La contaminazione dei nitrati (NO3-) nelle acque superficiali e sottosuperficiali è sicuramente un’importante problematica, che nell’ultimo ventennio ha destato sempre maggiori preoccupazioni soprattutto in chiave ambientale. Il NO3- è fra i più diffusi inquinanti nelle acque di falda. Una volta introdotto nelle acque è difficilmente removibile causando inoltre grossi problemi legati all’inquinamento per lungo periodo. Evidenze dirette ed indirette hanno spesso correlato l’uso di fertilizzanti azotati alla causa dell’incremento della concentrazione dei NO3- nelle acque. In Europa nel 1993 fu riscontrato che nel 22% dei terreni coltivati, il contenuto di NO3- nelle acque sottosuperficiali era più alto del valore imposto dalla legge (50mg/l). Un terreno di medio impasto non riesce a trattenere l’alto quantitativo di acqua e fertilizzanti che viene loro somministrato dalle classiche pratiche agricole per aumentare le rese, incrementando così il movimento e la lisciviazione dei NO3- in eccesso. Pratiche agricole atte a ridurre il rilascio di NO3- nelle acque sono necessarie per procurare un consistente beneficio all’ambiente e all’umanità. L’agricoltura convenzionale (A.C.) caratterizzata dall’utilizzo massiccio di fertilizzanti chimici; fitofarmaci di sintesi, tipicamente considerate risorse non rinnovabili, ha contribuito alla diminuzione della biodiversità, all’aumento dell’inquinamento delle risorse idriche, all’accumulo di prodotti indesiderati negli alimenti, al degrado dei suoli e al potenziale rischio verso la salute dei coltivatori. Tutto questo porta a considerare che il regime convenzionale possa non essere ritenuto un modello di agricoltura sostenibile, né una pratica a basso impatto ambientale. Obiettivo della presente ricerca è la valutazione comparata dell’impatto ambientale di sistemi colturali biologici e convenzionali condotta considerando in modo organico il complesso dei costituenti del sistema agricolo (acqua-suolo-pianta)

    Un approccio modellistico integrato per la valutazione degli impatti delle politiche agro-ambientali sul territorio

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    La qualità del territorio è molto influenzata dalle attività agricole che, oltre a condizionare pesantemente la domanda di acqua, rappresentano, a causa del rilascio di nitrati, la principale fonte d’inquinamento diffuso delle risorse idriche. In questa direzione si colloca l’attività condotta che ha per scopo la messa a punto di un modello integrato di simulazione a supporto dei processi decisionali dell’Amministrazione Regionale in campo agroambientale. L’approccio proposto completa e amplia il quadro degli studi finora condotti in Regione per affrontare il problema dell’inquinamento di suoli e falde: fra i principali si citano la caratterizzazione della vulnerabilità degli acquiferi basata su criteri idro-geologici mediante il metodo SINTACS, la determinazione della capacità di attenuazione dei suoli, le analisi chimico-fisiche eseguite dall’ARPA FVG in corrispondenza di pozzi di monitoraggio. I principali obiettivi del progetto, tuttora in corso, sono: − la definizione delle ZVN del FVG; − la valutazione dell’impatto delle MA del PSR FVG 2000-06; − la valutazione preliminare dell’effetto di interventi di politica agroambientale in tema di riduzione di input e il miglioramento della zonizzazione delle aree di applicazione delle MA; − la stima della riduzione di resa derivante dall’applicazione di MA per la quantificazione dei premi

    Modelling crop rotations from field to regional scale: a rural planning oriented approach

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    Crop simulation models are powerful tools both in research and in rural planning. Applications depend on the availability of input data and on their suitability to model requirements. In agroecosystem simulations oriented to rural planning (e.g. leaching evaluation at regional scale), multi-year crop rotations are needed. Crop rotations can be retrieved by Common Agricultural Policy (CAP) databases, where single crops and surface areas are yearly recorded at the cadastral level. However, simulations at the regional scale require an abatement of the very large number of rotations reconstructed from the crops series over the same field in a given time window in order to alleviate time-consuming simulation runs and to better explain model outputs. Moreover, the lack of information over a part of the total agricultural area must be filled using the available data in order to run complete geographical simulations. An approach aimed at upscaling crop rotations from the field to the regional scale and reducing the number of crop rotations while maintaining the representativeness of local agricultural systems and the linkage to the geographic features is proposed. The approach takes also into account that cropping systems simulations will be carried out over long time periods (decades), therefore requiring repeated rotations cycles

    Stima delle lisciviazioni azotate dai terreni agricoli su scala regionale: integrazione di diverse fonti in unica struttura dati georiferita a supporto dei modelli di simulazione

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    I metodi per la definizione delle zone vulnerabili da nitrati (ZVN) sono una questione aperta sia in ambito scientifico che legislativo. I modelli di simulazione offrono una soluzione al problema, ostacolata però dalla possibilità di disporre in modo efficace dei dati necessari alla loro applicazione. Le diverse informazioni (clima, carichi zootecnici, suoli, ordinamenti colturali e relative pratiche agronomiche), infatti, provengono da numerose fonti, hanno un elevato grado di complessità strutturale e non sono omogenei. Una struttura dati in grado di integrare le diverse fonti consente la produzione semi-automatica delle combinazioni di fattori che descrivono la realtà di ogni area omogenea del territorio. Vengono così generate le condizioni di simulazione per il modello (es. CropSyst). La scala di simulazione non è scelta a priori, ma deriva dalla sovrapposizione degli strati informativi che concorrono alla determinazione delle ZVN. Inoltre la struttura dati consente controlli di qualità, elaborazione degli output, creazione di scenari e costituisce una base ontologica per la definizione dell’agroecositema, utilizzabile in altri contesti
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