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Muzzioli (Maria Pia). Cures Sabini
Van Wonterghem Frank. Muzzioli (Maria Pia). Cures Sabini. In: Revue belge de philologie et d'histoire, tome 61, fasc. 1, 1983. Antiquité — Oudheid. pp. 250-251
Muzzioli (Maria Pia). Cures Sabini
Van Wonterghem Frank. Muzzioli (Maria Pia). Cures Sabini. In: Revue belge de philologie et d'histoire, tome 61, fasc. 1, 1983. Antiquité — Oudheid. pp. 250-251
Divisioni del terreno moderne e antiche. Documentazione per lo studio della centuriazione di Aquileia
Inedita documentazione d’archivio (relazioni e cartografia di grande precisione) sulle grandi bonifiche dei terreni intorno ad Aquileia (bonifiche volute da Maria Teresa d’Austria nel Settecento e poi riprese dopo la dominazione napoleonica) permette di differenziare i resti degli interventi moderni rispetto a quelli romani e fornisce anche dati per una maggiore comprensione dei problemi e delle possibili soluzioni adottabili in questi territori con gravissimi problemi di regimazione idrica
Alcune fotografie aeree della zona a SO di Aquileia
A series of air photographs shot in 1957 reveals traces of previous hydrography and of some linear features. These are interpreted as lines of delimitation in the centuriatio system of the colony of Aquileia (founded in 181 B.C., with a supplementum in 169 B.C.) and of inner divisions
Le piene del Tevere e la sistemazione delle «ripae» a Roma. Il contributo della pianta di via Anicia
The data about the floods of the Tiber in Rome and the arrangement of the ripae can, with due caution, provide informations also on climatic changes. We can add a new important document to these data : the so called plan of Via Anicia, that represents, scale 1:240 and thus very detailed, a stretch of the left bank of the Tiber by the Tiber Island, as well as some buildings of the Circus Flaminius. The upper delimitation of the ripa, followed by a porticus, is represented as single straight lines measured in feet, while another line represents the lowest water level. Behind the porticus we see that the level was some meters higher, as the stairs lead to a vast and partly open space. Differently from other close sectors of the Tiber, no quays were built here and only the higher level prevented floods. The solutions adopted in the arrangement of the ripae vary consistently along the Tiber, because they are in fact specific solutions to particular characteristics and need of each sector of the river.
Les données sur les inondations à Rome et sur l’aménagement des ripae peuvent fournir, avec beaucoup de prudence, quelques indications à propos d’éventuels changements climatiques aussi. On peut maintenant introduire dans le débat un document très important sous nombreux points de vue, le plan dit de via Anicia, qui, à l’échelle 1:240, et donc avec des détails considérables, montre des constructions du côté méridional du circus Flaminius et une partie de la rive gauche du Tibre près de l’Île Tiberine. Le bord supérieur de la ripa, suivi d’un portique, est marqué par des traits rectilignes avec leur mesure en pieds, le bord inférieur (le lit des basses eaux) par une ligne simple brisée. Derrière le portique le niveau s’élève de quelques mètres, compte tenu d’un escalier qui monte sur un espace partiellement découvert. Au contraire d’autres sections de la ripa, même tout près, ici on n’avait pas construit des quais et la (partielle) protection contre les inondations était confiée à l’élévation du niveau. Les solutions choisies furent en effet très différenciées et adaptées aux caractéristiques et aux exigences particulières de chaque partie du fleuve
La centuriazione di Aquileia: scelte tecniche nella progettazione
I dati geomorfologici, archeologici e topografici vengono messi a confronto con quanto le fonti ci tramandano sulla fondazione della colonia di Aquileia e più in generale sui metodi di realizzazione delle divisioni regolari dei terreni. L’enorme estensione della colonia latina del 181 a.C. (praticamente tutta la grande pianura friulana) determinò la necessità di intervenire con soluzioni tecniche molto complesse e differenziate a seconda delle diverse caratteristiche del suolo, ma riconducibili ad uno schema unitario. Le caratteristiche geomorfologiche determinarono anche la diversa conservazione delle tracce delle divisioni nelle varie parti del territorio
L’Isoletta a monte dell’Isola Tiberina. Dati archeologici e topografici
Una ricca documentazione d’archivio, unita a carte storiche, disegni e descrizioni a partire dal Cinquecento, permette di ricostruire le fasi di distacco dal corpo principale dell’Isola Tiberina dell’estremità nordoccidentale, fino alla parziale distruzione per l’allargamento del ramo intermedio del fiume e al ricongiungimento, con un interro artificiale, delle parti superstiti alla riva sinistra del Tevere. Questa sistemazione, ottenuta con vari interventi dalla fine del Settecento in poi, venne successivamente inglobata all’interno dei muraglioni del Lungotevere.
Alla punta dell’Isola, dove sappiamo che doveva trovarsi il tempio di Fauno, vanno attribuite strutture di arginatura e sostruzione, resti di almeno un grande edificio, e – pur in maniera dubitativa – almeno una parte dei materiali votivi rinvenuti nei lavori per il Lungotevere e per la messa in opera dei piloni del ponte Garibaldi
Fonti per la topografia di Roma antica. Tra novità e vecchi problemi
Sources and the topography of ancient Rome: new theories and old problems.
The numerous ancient sources about Rome can vary slightly in quality, but are so tightly linked to one another that every new interpretation leads to a reconsideration of them all in order to set forth a coherent topographical context.
Two main examples will be examined:
A) The [Nav]alia integration instead of [Aemi]lia on slabs no. 23 and 24 of the marble plan of Septimius Severus, set forth by L. Cozza and P. L. Tucci. This doesn’t only have important consequences on the topography of the plain south of the Aventino, it also gives us new evidence on construction tecniques and makes us rethink a number of other sources. Even a new localisation of the prata Quintia is suggested.
B) Re-examining the sources about the Euripus Virginis quite many doubts arise because of the uncertain interpretation of the archaeological data
Le ricerche sui resti della centuriazione cinquant'anni dopo
Il volume di F.Castagnoli "Le ricerche sui resti della centuriazione" del 1958 resta un punto fermo nella storia degli studi sulle divisioni romane regolari per quanto riguarda l'aspetto topografico. L'avanzamento delle ricerche archeologiche, le nuove conoscenze scientifiche in relazione all'ambiente, le nuove tecniche di indagine, nonché la necessità di sottoporre a critica molte delle nuove proposte, rendono tuttavia indispensabile una revisione dell'argomento. I temi più significativi trattati sono: le novità nel campo della cartografia antica (il ritrovamento di nuovi documenti permette nuove valutazioni generali a proposito delle metodologie cartografiche, comprese le scelte di scala), il significato delle persistenze nei territori moderni di elementi delle divisioni antiche (ricerche geomorfologiche specifiche mostrano la grande varietà di soluzioni che storicamente si sono verificate), l'evoluzione della cartografia archeologica, i problemi di metrologia (che molto spesso è stata utilizzata senza controllo), l'analisi delle prime fasi di divisioni regolari in Italia e il loro rapporto con le divisioni in ambito greco coloniario. Si fornisce un quadro dei capillari interventi di Roma sul terreno nella sua espansione in Italia, da cui emergono da una parte rigide regole e schemi di organizzazione, dall'altra eccezionale capacità di adattamento alle situazioni ambientali diversificate, ciò che in molti casi ha permesso il mantenimento degli stessi allineamenti fino ai nostri giorni
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