121 research outputs found

    Museum Archaeological Collection Storage: reassessing needs and priorities

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    Despite the ever-increasing attention paid to museums, the storage plays a marginal role: an invisible resource, whose potential is often little explored and/or valued. What is the situation of archaeological museum storage in Italy? Some reflections are presented here, rising from the results of a recent statistical survey conducted by the writer during her doctoral research project at the University of Ferrara, in collaboration with the Ministry of Cultural Heritage and Activities and with the National Association of Local and Institutional Museums

    Il Molise dalle carte dell'inchiesta murattiana. Uno spaccato della società molisana agli inizi dell'800

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    Un quadro vivido, un affresco straordinario, dalle tinte forti e dai potenti chiaroscuri, sulla neonata provincia di Molise all’alba del 1800 è quello che si evince dalle carte dell’inchiesta murattiana. Il tono partecipe i coloro che concretamente diedero vita alla prima grande inchiesta storica sullo stato delle province del Mezzogiorno, trascende la veste di memoria storica per divenire testimonianza umana, a tratti commovente. Miseria, povertà, arretratezza, isolamento, sono solo alcuni degli aspetti di un articolato scenario che non può non indurre alla riflessione

    Il patrimonio invisibile dei musei. Indagine sulla gestione dei depositi museali archeologici in Italia

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    La permanenza del patrimonio museale (termine non a caso richiamato nella definizione legislativa nazionale ed internazionale) giustifica la resilienza dell’istituzione museo e la sua stessa esistenza. Non vi è dubbio che la collezione museale, l’insieme dei beni in dotazione di un museo, costituisca la condizione necessaria - anche se non sufficiente - per l’esistenza stessa del museo. La persistenza di questo patrimonio, e dunque la garanzia delle migliori condizioni possibili di conoscenza, tutela e conservazione, è un dovere imprescindibile dell’istituzione museale, che costituisce congiuntamente la base ineludibile per la comunicazione e valorizzazione del patrimonio. Quanto è noto il patrimonio museale italiano, in termini quantitativi e qualitativi? Quali sono le condizioni in cui versa il patrimonio invisibile dei musei, l’insieme dei beni custoditi nei depositi, che non è oggetto di esposizione? Una recente indagine statistica sulla gestione dei depositi archeologici museali, condotta nell’ambito del Dottorato in Scienze e Tecnologie per l’Archeologia e i Beni Culturali dell’Università degli Studi di Ferrara, in convenzione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e con l’Associazione Nazionale Musei Locali e Istituzionali, ha permesso di delineare un quadro esaustivo e aggiornato del patrimonio museale in riferimento a: registrazione e documentazione dei beni; conservazione dei beni; figure professionali addette allo studio, cura e gestione delle collezioni; struttura ed organizzazione dei depositi; sicurezza e controllo dei parametri di rischio; valorizzazione dei depositi in termini di accessibilità, visibilità e fruizione. I risultati qui forniti costituiscono un punto di partenza per la discussione e la pianificazione di interventi specifici e mirati in funzione della criticità rilevate. È tempo di ristabilire e riformulare le priorità e le strategie di intervento, di adottare una pianificazione strategica nazionale, con criteri, metodologie e standard condivisi e una programmazione a breve e a lungo termine, soprattutto in questo particolare momento di riorganizzazione dell’intero sistema museale

    Il Molise dalle carte dell'inchiesta murattiana. Uno spaccato della società molisana agli inizi dell'800

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    Un quadro vivido, un affresco straordinario, dalle tinte forti e dai potenti chiaroscuri, sulla neonata provincia di Molise all’alba del 1800 è quello che si evince dalle carte dell’inchiesta murattiana. Il tono partecipe i coloro che concretamente diedero vita alla prima grande inchiesta storica sullo stato delle province del Mezzogiorno, trascende la veste di memoria storica per divenire testimonianza umana, a tratti commovente. Miseria, povertà, arretratezza, isolamento, sono solo alcuni degli aspetti di un articolato scenario che non può non indurre alla riflessione

    Indagine sulla gestione dei depositi museali e sulla movimentazione dei beni archeologici in Italia

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    L’indagine sulla gestione dei depositi museali e sulla movimentazione dei beni archeologici, oggetto di presentazione, si colloca nell’ambito delle linee di ricerca del Dottorato in Scienze e Tecnologie per l’Archeologia e i Beni Culturali dell’Università degli Studi di Ferrara (con borse di studio del MIUR sul programma Fondo per il sostegno dei giovani). La rilevazione censuaria, condotta in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) e con l’Associazione Nazionale Musei Locali e Istituzionali (ANMLI), si pone come obiettivo la comprensione delle prassi in uso da parte dei musei e altri istituti similari statali e non statali a carattere museale, che acquisiscono, conservano, ordinano ed espongono al pubblico beni e/o collezioni di natura archeologica, al fine di prospettare soluzioni gestionali migliorative e di indirizzare iniziative finalizzate alla conoscenza e salvaguardia del patrimonio archeologico italiano. In questa sede verranno presentati l’articolazione e l’andamento dell’indagine

    Le risorse invisibili. Indagine sulla gestione dei depositi museali e sulla movimentazione dei beni archeologici in Italia

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    La sfida fondamentale per i musei è quella di riconoscere al deposito — allo stesso titolo degli spazi espositivi — un ruolo dinamico e poliedrico legato non solo alla conservazione ma anche alla ricerca e valorizzazione. Sfida questa che diventa ancor più difficile e problematica per i depositi di materiale archeologico, i quali soffrono, rispetto ad altre tipologie di beni, di un continuo ed esponenziale incremento. Quali sono i problemi reali, concreti, con i quali i depositi dei musei archeologici devono fare i conti? L’indagine statistica condotta presso i musei e istituti similari archeologici statali e non statali, in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e con l’Associazione Nazionale Musei Locali e Istituzionali, ha consentito di delineare un quadro esaustivo e aggiornato del patrimonio archeologico museale. I risultati costituiscono un punto di partenza per la discussione e la pianificazione, anche a livello politico e amministrativo, di interventi specifici e mirati

    Terra Amata in the context of the Acheulean industries of Western Europe

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    A partire dal sito di Terra Amata (Nizza, Francia) viene presentata una breve discussione sull'Acheuleano in Europa occidental

    Revisiting the lithic industries of El Abra sites (Sabana de Bogotá, Colombia, Northern South America). Implications for its significance and chronology

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    In this paper we present a revision of the lithic industries of El Abra sites (Sabana de Bogotá, Eastern Cordillera, Colombia), among the most ancient and significant sites of Colombia. Dated to 12,400 ± 160 years BP, El Abra is an important reference for the prehistory of the country. Our review mostly deals with the: a) methodological approach adopted for the study of the lithic industry; b) interpretation of the lithic industry; c) chrono-stratigraphy. In 2017, 2019 we presented the revision of the lithic assemblages of the oldest levels of El Abra sites (Muttillo et al., 2019, 2017); here we integrate and complete the revision with the analysis of the lithic assemblages of the upper levels. This is the first revision of the historical lithic collections, adopting a technological approach and crossing the data with the chrono-stratigraphic context. Our results have highlighted several discrepancies and critical elements contained in previous studies, that mostly affect not only the interpretation of the lithic industries but also the chronology of the site, that turned out to be more recent than previously assumed, for at least three thousand years

    L’archivio digitale del sito di Isernia La Pineta. Nuove procedure per facilitare il recupero dei dati

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    Il lavoro illustra l’applicazione di un nuovo modello metodologico allo scavo preistorico di Isernia La Pineta, un eccellente ‘laboratorio’ di ricerca, alla luce delle sue caratteristiche e potenzialità (ampia dimensione dell’area scavata, molteplicità dei reperti individuati, durata e continuità delle operazioni di scavo). Al di là dell’applicazione al contesto specifico di Isernia La Pineta, l’elemento estremamente interessante di questo nuovo modello metodologico è la possibilità di replicazione in altri contesti archeologici
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