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    Il Molise dalle carte dell'inchiesta murattiana. Uno spaccato della società molisana agli inizi dell'800

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    Un quadro vivido, un affresco straordinario, dalle tinte forti e dai potenti chiaroscuri, sulla neonata provincia di Molise all’alba del 1800 è quello che si evince dalle carte dell’inchiesta murattiana. Il tono partecipe i coloro che concretamente diedero vita alla prima grande inchiesta storica sullo stato delle province del Mezzogiorno, trascende la veste di memoria storica per divenire testimonianza umana, a tratti commovente. Miseria, povertà, arretratezza, isolamento, sono solo alcuni degli aspetti di un articolato scenario che non può non indurre alla riflessione

    Il patrimonio invisibile dei musei. Indagine sulla gestione dei depositi museali archeologici in Italia

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    La permanenza del patrimonio museale (termine non a caso richiamato nella definizione legislativa nazionale ed internazionale) giustifica la resilienza dell’istituzione museo e la sua stessa esistenza. Non vi è dubbio che la collezione museale, l’insieme dei beni in dotazione di un museo, costituisca la condizione necessaria - anche se non sufficiente - per l’esistenza stessa del museo. La persistenza di questo patrimonio, e dunque la garanzia delle migliori condizioni possibili di conoscenza, tutela e conservazione, è un dovere imprescindibile dell’istituzione museale, che costituisce congiuntamente la base ineludibile per la comunicazione e valorizzazione del patrimonio. Quanto è noto il patrimonio museale italiano, in termini quantitativi e qualitativi? Quali sono le condizioni in cui versa il patrimonio invisibile dei musei, l’insieme dei beni custoditi nei depositi, che non è oggetto di esposizione? Una recente indagine statistica sulla gestione dei depositi archeologici museali, condotta nell’ambito del Dottorato in Scienze e Tecnologie per l’Archeologia e i Beni Culturali dell’Università degli Studi di Ferrara, in convenzione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e con l’Associazione Nazionale Musei Locali e Istituzionali, ha permesso di delineare un quadro esaustivo e aggiornato del patrimonio museale in riferimento a: registrazione e documentazione dei beni; conservazione dei beni; figure professionali addette allo studio, cura e gestione delle collezioni; struttura ed organizzazione dei depositi; sicurezza e controllo dei parametri di rischio; valorizzazione dei depositi in termini di accessibilità, visibilità e fruizione. I risultati qui forniti costituiscono un punto di partenza per la discussione e la pianificazione di interventi specifici e mirati in funzione della criticità rilevate. È tempo di ristabilire e riformulare le priorità e le strategie di intervento, di adottare una pianificazione strategica nazionale, con criteri, metodologie e standard condivisi e una programmazione a breve e a lungo termine, soprattutto in questo particolare momento di riorganizzazione dell’intero sistema museale

    Il Molise dalle carte dell'inchiesta murattiana. Uno spaccato della società molisana agli inizi dell'800

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    Un quadro vivido, un affresco straordinario, dalle tinte forti e dai potenti chiaroscuri, sulla neonata provincia di Molise all’alba del 1800 è quello che si evince dalle carte dell’inchiesta murattiana. Il tono partecipe i coloro che concretamente diedero vita alla prima grande inchiesta storica sullo stato delle province del Mezzogiorno, trascende la veste di memoria storica per divenire testimonianza umana, a tratti commovente. Miseria, povertà, arretratezza, isolamento, sono solo alcuni degli aspetti di un articolato scenario che non può non indurre alla riflessione

    Le risorse invisibili. Indagine sulla gestione dei depositi museali e sulla movimentazione dei beni archeologici in Italia

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    La sfida fondamentale per i musei è quella di riconoscere al deposito — allo stesso titolo degli spazi espositivi — un ruolo dinamico e poliedrico legato non solo alla conservazione ma anche alla ricerca e valorizzazione. Sfida questa che diventa ancor più difficile e problematica per i depositi di materiale archeologico, i quali soffrono, rispetto ad altre tipologie di beni, di un continuo ed esponenziale incremento. Quali sono i problemi reali, concreti, con i quali i depositi dei musei archeologici devono fare i conti? L’indagine statistica condotta presso i musei e istituti similari archeologici statali e non statali, in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e con l’Associazione Nazionale Musei Locali e Istituzionali, ha consentito di delineare un quadro esaustivo e aggiornato del patrimonio archeologico museale. I risultati costituiscono un punto di partenza per la discussione e la pianificazione, anche a livello politico e amministrativo, di interventi specifici e mirati

    Terra Amata in the context of the Acheulean industries of Western Europe

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    A partire dal sito di Terra Amata (Nizza, Francia) viene presentata una breve discussione sull'Acheuleano in Europa occidental

    Museum Archaeological Collection Storage: reassessing needs and priorities

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    Despite the ever-increasing attention paid to museums, the storage plays a marginal role: an invisible resource, whose potential is often little explored and/or valued. What is the situation of archaeological museum storage in Italy? Some reflections are presented here, rising from the results of a recent statistical survey conducted by the writer during her doctoral research project at the University of Ferrara, in collaboration with the Ministry of Cultural Heritage and Activities and with the National Association of Local and Institutional Museums

    Sulle tracce dei primi molisani

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    Viene presentata una sintesi delle testimonianze preistoriche in Molis

    L'archeologia clandestina in Molise

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    Il fenomeno delle “archeomafie” è una piaga che affligge il mondo intero e che si presenta in una miriade di forme diverse in base al contesto geografico, socio-economico e culturale nel quale si inserisce. Questa rete illecita di acquisizione di reperti archeologici di norma presuppone una discreta strutturazione, che in Molise non ha certo raggiunto il livello di vere e proprie associazioni a delinquere che perpetrano un saccheggio sistematico ai danni del patrimonio archeologico; piuttosto l'archeologia clandestina in Molise sembra rientrare nel “primo stadio”, quello che, individuato dal Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale (ufficio di diretta collaborazione del Ministro per i Beni e le Attività Culturali), si riferisce ad un fenomeno “occasionale”, generalmente ad opera di contadini, appassionati, proprietari di terreni interessati da lavori di edificazione, operanti in forma singola, episodica e non organizzata, che tengono per sé i reperti, o li rivendono, piuttosto che consegnarli alla Soprintendenza competente per territorio. Eppure tale fenomeno, pur non raggiungendo dimensioni allarmanti, non va sottovalutato: proprio una relativa scarsa incidenza del fenomeno in ambito regionale, la cronica mancanza di fondi e di personale della Soprintendenza, unitamente alla mancanza di sensibilizzazione della popolazione, non agevolano la tutela del patrimonio archeologico. Conviene pertanto ricordare quali sono le leggi che regolano la materia e le pene e sanzioni che si applicano in caso di illiceità, allo scopo di favorire la sensibilizzazione della comunità verso tematiche ancora non adeguatamente discusse a livello politico-amministrativo

    Il carteggio ottocentesco tra il canonico Scioli e Luigi Pigorini. Una testimonianza dell'interesse per l'archeologia preistorica in Molise

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    L’interesse per il passato preistorico in Molise ha radici più antiche di quanto non si pensi. Presentiamo in questa sede il carteggio tra il canonico Francesco Scioli di Monteroduni (IS) ed uno dei maggiori paletnologi di fine Ottocento, Luigi Pigorini

    Indagine sulla gestione dei depositi museali e sulla movimentazione dei beni archeologici in Italia

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    L’indagine sulla gestione dei depositi museali e sulla movimentazione dei beni archeologici, oggetto di presentazione, si colloca nell’ambito delle linee di ricerca del Dottorato in Scienze e Tecnologie per l’Archeologia e i Beni Culturali dell’Università degli Studi di Ferrara (con borse di studio del MIUR sul programma Fondo per il sostegno dei giovani). La rilevazione censuaria, condotta in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) e con l’Associazione Nazionale Musei Locali e Istituzionali (ANMLI), si pone come obiettivo la comprensione delle prassi in uso da parte dei musei e altri istituti similari statali e non statali a carattere museale, che acquisiscono, conservano, ordinano ed espongono al pubblico beni e/o collezioni di natura archeologica, al fine di prospettare soluzioni gestionali migliorative e di indirizzare iniziative finalizzate alla conoscenza e salvaguardia del patrimonio archeologico italiano. In questa sede verranno presentati l’articolazione e l’andamento dell’indagine
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