3,435 research outputs found

    Giuseppe Bellezza, Lavorare per conservare in Liguria

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    IL testo nasce dalla volontà di presnetare il volume edito a cura di Giuseppe Bellezza, funzionariod elal Soprintendenza ai Beni Architettonci e del Paesaggio della Liguria, in occasione del suo pensionamento, quale occasione per riflettere sul ruolo dei funzionari e degli Organi deputati alla tutela del ptrimonio architettonico, paesistico e monumenatale del Paese

    7. Italie. Polarisation des acteurs et du débat

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    Richeri Giuseppe, Musso Pierre. 7. Italie. Polarisation des acteurs et du débat. In: Réseaux, Hors Série 11, n°1, 1993. Téléphone et télévision. pp. 107-119

    Réflexion sur Gramsci et le journalisme

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    Richeri Giuseppe, Musso Pierre. Réflexion sur Gramsci et le journalisme. In: Quaderni, n°57, Printemps 2005. Gramsci, les médias et la culture. pp. 85-91

    La consommation des médias en Italie : inerties et innovations

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    Riccheri Giuseppe, Musso Pierre. La consommation des médias en Italie : inerties et innovations. In: Quaderni, n°32, Printemps 1997. Italie, pouvoir et communication. pp. 95-106

    Il colore come strumento tecnico e descrittivo nell'opera di Musso e Copperi, 1885

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    Oggetto del presente contributo è il duplice uso del colore, espressivo e tecnicamente connotante, introdotto nelle produzioni della stampa tecnico-edilizia di fine XIX secolo. Nello specifico si analizza la serie dei volumi dei Particolari di costruzioni murali e finimenti di fabbricati, elaborati da Giuseppe Musso e Giuseppe Copperi a cavallo della Esposizione Generale Italiana di Torino del 1884

    A first contribution to the history of Italian SETI

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    The first seminal paper about SETI, Searching for Interstellar Communications, published in Nature on 19 September 1959, was written by an American author, Philip Morrison, and another Italian, Giuseppe Cocconi. Nonetheless, from then on, for 30 years Italy has not taken part in the research that arose from that article. But in 1990 two Italian guys, Claudio Maccone and Stelio Montebugnoli, met while participating in the Bioastronomy meeting held in Val Cenis, and the history of Italian SETI began. From then on, the contributions by Italian investigators to search for extraterrestrial civilizations have constantly increased, both in number and quality, but so far nobody had tried to tell their history. In 2024, on the occasion of the IAC Milano 2024, a first contribution appeared, in a book written by myself (“Ascoltando l’infinito silenzio. L’Italia e la ricerca delle civiltà extraterrestri”), but which could count on several contributions from the main protagonists of Italian SETI. In this paper I present the main topics covered in the book and the possible future developments of this work

    "La più bella testa di Bruto minore che si trova a Roma è probabilmente quella di proprietà del marchese Rondinini" (Winckelmann, Anmerkungen 11,1,§24)

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    "La più bella testa di Bruto minore che si trova a Roma è probabilmente quella in proprietà del marchese Rondinini" [Winckelmann, Anmerkungen 11 , l , § 24] Il magniloquente busto che dal tempo del marchese Giuseppe faceva bella mostra nell'appartamento al piano nobile del Palazzo al Corso - quelle "ricche e deliziose camere" che tanto piacevano a Giuseppe Antonio Guattani -, rappresenta la scultura forse più emblematica, quantunque meno nota rispetto al celeberrimo rilievo con la testa di Medusa, della raccolta di marmi Rondinini: come un palinsesto, esso reca memoria delle successive vicende che hanno interessato la storia collezionistica della /a miglia. Se infatti fu solo dalla metà del XV111 secolo che la Medusa godette, soprattutto grazie all'ammirazione che pochi anni dopo Goethe avrebbe espresso per questa opera, di una fama che si è mantenuta fino a oggi; il "Bruto" si assicurò una posizione di rilievo almeno un secolo prima, come fa fede il busto barocco commissionato per valorizzarne il ritratto originario. A partire dall'inventario del 1662 esso è in proprietà della famiglia: se la sua originaria testa abbia già fatto parte del primitivo nucleo di marni raccolto da Natale Rondinini (1540-1627) non è possibile sapere. Ma soprattutto le traversie e la mutilazioni che esso sperimenta nel cruciale periodo che va tra gli anni romani di J.J. Winckelmann e quelli iniziali del XIX secolo sintetizzano la sorte toccata a Roma a molti altri marmi antichi. L'attenzione che ricevette da parte di letterati (la poetessa Friederike Brun) e artisti (Anton Raphael Mengs) si coniuga con la considerazione da parte di antiquari e archeologi (Winckelmann, ma anche Guattani e Visconti), mentre la ricerca di nuove icone di prestigio da parte dell'aristocrazia d'Oltralpe (Ludwig, principe ereditario di Baviera) si intreccia con gli interessi commerciali di chi con l'antico faceva al/ari (Maler Müller), sullo sfondo della progressiva contrazione – economica ma anche culturale- della vecchia nobiltà romana
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