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    ANNALI DELLA FACOLTA' DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE DI BARI 1995-2005

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    Giovani e politica orientamenti pedagogic

    Educatore, educatore professionale e pedagogista:affinità e differenze per il riconoscimento professionale

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    “Investire ulteriormente nella conoscenza e nell’innovazione” è stato individuato dall’Unione Europea (Lisbona 23/27 2000) come uno dei principali indirizzi strategici per poter realizzare una crescita economica sostenibile costituita da nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale”. Porre“la conoscenza” quale fattore di sviluppo in grado di ridefinire in modo profondo il rapporto tra economia e società, ha creato i presupposti per l’esercizio di nuovi diritti di cittadinanza e per richiedere, alla pubblica amministrazione, qualità nell’organizzazione e nelle professionalità che in essa operano. L’Italia ha realizzato tale indirizzo strategico nel settore sociale, dove, a partire dalla L 328/2000, oltre ad una riorganizzazione del Welfare con delega alle Regioni ha richiesto l’individuazione ed il riconoscimento delle figure professionali che operano nel sociale a vario titolo. Pertanto dal 2000 ad oggi tutte le Regioni italiane , anche se con tempi diversi, hanno formulato leggi che hanno lavorato in tal senso. Ed è proprio dalla consultazione di queste che emerge , relativamente alle professioni sociali educative presenti sul territorio nazionale, come i professionisti dell’educazione diano un grande contributo alla realizzazione di una cittadinanza attiva con un ampio indice di competenze che mettono in atto con diversi soggetti e differenziati contesti. Tali professionisti, infatti, svolgono una fondamentale azione educativa e rieducativa nei confronti dei soggetti in età evolutiva ed in età adulta. Se nei confronti dei primi vi è già una consolidata rappresentazione sociale, per ciò che riguarda l’ Educazione Degli Adulti ( EDA) questa di è costituita lentamente grazie alla consapevolezza sociale, sostenuta anche dall’Unione Europea, che l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita ( life long learning ) costituisce un elemento essenziale non solo per la qualificazione professionale dei cittadini,(imparare lavorando) ma anche per la qualità globale della loro vita e per la capacità di esercitare realmente i diritti della cittadinanza attiva. Tali professionisti poi li troviamo esplicitare la loro professionalità anche nell’area manageriale in qualità di: Manager delle aziende di servizi alla persona Progettista dei servizi Agente di sviluppo per il welfare locale Responsabile della qualità nell’ambito dei servizi sociali Manager della cooperazione allo sviluppo Operatore umanitario Quest’area rappresenta un insieme di conoscenze fondamentali, declinabili in diversi livelli, che risultano trasversali a tutti i servizi. Riguarda nello specifico la conoscenza di: servizi e normativa di riferimento; modalità programmatorie e organizzative dei servizi; figure professionali di riferimento e campi di intervento; progettazione delle specificità degli interventi e delle connessioni tra servizi; coordinamento e direzione di progetti nel campo delle politiche sociali con la collaborazione di organizzazioni del volontariato e del terzo settore; analisi della domanda sociale; monitoraggio e valutazione della qualità dei servizi, soprattutto in funzione della programmazione e della riorganizzazione degli stessi. Quale la loro provenienza formativa? Le Facoltà di Scienze della Formazione, in base ai nuovi Ordinamenti Didattici, (gli ultimi in ordine di tempo fanno riferimento alla 270 del 2004) già da tempo formano professionisti competenti in tutti i suddetti settori. Per questo, oggi, dopo aver finalmente riscontrato un riconoscimento sociale dei ruoli , funzioni e competenze dei propri laureati, possono procedere per la richiesta del riconoscimento professionale e della regolamentazione giuridica della loro professionalità. Pertanto, il Progetto d’Indagine Nazionale (PRIN) per “il riconoscimento delle professioni educative e formative nel contesto europeo. Quali professioni, con quale profilo pedagogico e relativa formazione, per quale lavoro”, si inserisce proprio in tale ottica. Quali i problemi emersi e quali i percorsi per realizzare tali propositività? Nel presente lavoro limiterò l’attenzione soprattutto alla figura degli educatori e dei pedagogisti

    Preconditions for an Inclusive Education: Vulnerability mental, Resilience and Risk Factors

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    iIl contributo utilizza una prospettiva pedagogica per sviluppare la analis

    Geochemical features of two rock types in the lower basic crust of the Serre (Calabria): a preliminary study

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    In the Serre massif (southern Calabria, Italy) a Variscan crust section crops out consisting of: i) a middleto low-grade metamorphic rocks in the upper segment, ii) an about 13 km thick “layer” of granitoids and iii) 7-8 km thick lower crust. The deep crust forms the lower part of the section and includes from the bottom to the top: a) layered metagabbros including meta-peridotites; b) felsic and mafic granulites with interleaved metapelites; c) migmatitic metapelites with interleaved metabasites, rare marbles and felsic orthogneisses. The aim of this study is to characterize the geochemistry and the evolution of the Neoproterozoic to Early Cambrian basic magmatism represented by metagabbros and metabasites. The reconstruction of the geodynamic setting in which the basic magmas were emplacement could allow a better understanding of the tectonic evolution of the peri-Gondwana terraines having memory of the West African craton. The effects of the Hercynian metamorphism have modified the mineralogical assemblage and, in some case, have induced partial melting modifying the original compositions. Petrographic and geochemical (major and trace elements) analyses have been performed on 20 samples collected at the base of the deep crust in the gabbroic portion. Two groups of basic rocks have been defined on the basis of the petrographic features. The first group characterized by coarse grained and isotropic texture, consists of gabbros and Qtz-gabbro containing Pl+Opx+Cpx+Amph±Qtz±Grt, rare crystals of biotite can be also present. Frequently, amphibolites with green or brown hornblende form thick layers. On the other hand leucocratic portions showing trondhjemitic composition are interspersed within the main gabbroic body. The second group is characterized by a medium grained and anisotropic texture formed by Pl+Opx+Bt+ k-feld±Cpx±Qtz±Grt. Peculiar characteristics of this rock-type are the abundance of biotite and the presence of pockets of granitic melts having eutectic composition. In both groups, few porphyroblastic garnet crystals occur including amphibole, pyroxene, plagioclase, ± biotite and ± quartz. Frequently, garnet crystals are rimmed by Opx+Pl+Amph or Amph+Pl symplectitic corona in biotite free-rock types or by Bt+Pl±Qtz symplectitic corona in biotite bearing-rock types. The two groups of rocks have variable chemical compositions owing to the variability of their components. The former are subalkaline rocks (Na2O + K2O = 1.17-4.84%) with a content of K2O around 0.47%, whereas the latter are alkaline rocks (Na2O + K2O = 4.88-6.77%) with a content of K2O around 3.9%. The metagabbros show lower Rb, Sr and Nb contents (Rb = 0-12 ppm; Sr = 68-592 ppm; Nb = 0.5-13 ppm) than the Bt-bearing metabasites (Rb = 10-210 ppm; Sr = 389-1044 ppm; Nb = 8-25 ppm). The contents of the other major elements are quite similar despite varying in a large range (SiO2 = 41.53- 60.38% vs. 45.75-51.16%; Al2O3 = 14.71-20.75% vs. 14.72-19.48%; FeO = 6.29-13.99% vs. 8.13-12.54%; MgO = 2.59-9.84% vs. 4.72-7.99%; CaO = 6.82-15.49% vs. 5.73-8.96%) for the presence of cumulitic portions and of differentiated rock type, in addition the Variscan partial melting events complicate the chemical variability. The first data (ACF and A’KF diagrams) indicate a common origin from basic magmas for the two rock types so the alkali enrichment for biotite bearing-rocks can be connected with host rock interaction or due to permeation of melts derived from wall rocks in Variscan times. Different hypotheses about the origin and evolution of metabasic rocks of the Serre, can be proposed

    Educazione degli adulti, employability e intelligenza artificiale (IA)

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    E' indiscutibile il complesso rapporto tra employability, educazione degli adulti, pedagogia del lavoro e IA, un rapporto in cui le due discipline rappresentano, proprio per i loro fondamenti epistemologici, una valida guida nel tentativo di districare l’intricata relazione tra occupazione e IA e di tranquillizzare gli animi di un’economia del lavoro preoccupata per i problemi di disoccupazione che potrebbero derivare da un eccessivo ripiegamento allo sviluppo tecnologico. Tanto l’educazione degli adulti quanto la pedagogia del lavoro sono chiamate a riflettere sui nuovi e repentini sviluppi dell’IA e a porsi alcune domande: quali sono le reali ricadute dell’utilizzo dell’IA sul mondo del lavoro? quali le ricadute dell’utilizzo dell’emotional IA e del metaverso sulla formazione al lavoro? quale genere di competenze sono necessarie affinché l’IA possa essere utilizzata in modo etico e consapevole? quale genere di percorsi formativi di upskilling sono oggi necessari
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