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    Sulla morte di Settimio Severo nell’Epitome de Caesaribus

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    The representation of Septimius Severus’ death in the historiographical sources (from Cassius Dio and Herodianus to Aurelius Victor and HA) highlights, through a comparative reading, the specific and detailed depiction of the Epitome de Caesaribus. The analysis of medical texts on the podagra, from which the emperor suffered, shows the scientific knowledge of the anonymous author who provides an original interpretation of the illness and the death of the emperor

    Diplomazia e diritto durante la seconda guerra punica: su ius e mos nei discorsi di Tito Livio

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    Motta Daniela. Diplomazia e diritto durante la seconda guerra punica: su ius e mos nei discorsi di Tito Livio. In: Tra le rive del Mediterraneo: relazioni diplomatiche, propaganda e egemonia politica nella Sicilia antica. Geloi I. Besançon : Institut des Sciences et Techniques de l'Antiquité, 2019. pp. 89-105. (Collection « ISTA », 1446

    Severo Alessandro e la responsabilità del governante: P. Fayum 20 e altri testi a confronto

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    L’analisi dell’editto trasmesso dal P. Fay. 20, con cui Severo Alessandro rimetteva il pagamento dell’aurum coronarium all’inizio del suo impero, e il confronto con altre testimonianze documentanti l’attività amministrativa imperiale evidenziano un comune denominatore, frutto delle scelte dei giuristi che collaboravano con l’imperatore, sul piano della comunicazione e della ricerca del consenso. In tutta questa documentazione virtù etiche inerenti alla sfera della philanthropia, in tutte le sue declinazioni, incarnano la responsabilità di chi governa in un’epoca di crisi e segnano la distanza dai predecessori

    Il demos in Erodiano

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    In Herodian’s historical view the demos appears to play an important political role in critical stages of the Roman empire. The political success of an emperor depends on the popular approval in Rome or in the provincial cities, besides the support of the soldiers. The analysis of the words demos and ochlos, used by Herodian with different values, reveals that the historian cannot be defined filo-popular, but shows throughout interest in the popular participation in civil struggles

    Rileggendo Paul Veyne, Clientèle et corruption au service de l’État : “un racket que l’État employait pour administrer l’Empire”

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    The article constitutes a reading of P. Veyne's essay "Clientèle et corruption au service de l'État : la vénalité des offices dans le Bas-Empire romain", published in the journal "Annales. Economies, sociétés, civilisations" 36, 1981, in the light of the scholar's production and in the context of the debate on late antiquity and, in particular, on the concept of corruption and clientelae in the late Roman Empire

    La retorica al tempo dei Severi: le parole delle Augustae

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    Donne dotate di cultura e di sensibilità religiosa, le Augustae di età severiana appaiono legate a figure di intellettuali, ispiratrici delle decisioni imperiali, attraverso i loro consilia rivolti ai figli o ai nipoti che ricoprono il ruolo di imperatori, in alcuni casi della stessa nomina di consiglieri e funzionari, talvolta esse stesse responsabili di uffici della burocrazia imperiale. Raramente i testi antichi trasmettono le parole di queste donne, o ne ricostruiscono i discorsi quanto meno in forma recta. Tuttavia l’analisi della documentazione e congiuntamente dei passi che sottendono discorsi indiretti o riferiscono della presenza, talvolta silenziosa, delle donne in consessi in cui era agli uomini che spettava la parola, quali il consilium principis o il senato, o riferiscono il loro incitamento ai soldati sono eloquenti delle forme attraverso cui si esprimeva ed esercitava la loro volontà politica. Proprio la lettura di queste molteplici testimonianze circoscrivibili in maniera ampia all’ambito della retorica – parole scritte, pronunciate, riferite, ispirate, gemiti, silenzi – contribuisce a esplorare le trame del potere di queste donne, protagoniste di volta in volta tacite o loquaci dell’età dei Severi.Women endowed with culture and religious sensibility, the Augustae of the Severan age appear linked to intellectual figures, inspiring imperial decisions, through their consilia addressed to sons or grandsons who are emperors, sometimes responsible for the same appointment as advisers and officials, in charge of offices of the imperial bureaucracy. The ancient texts rarely transmit the words of these women, or reconstruct their speeches at least in recta form. however the analysis of the documentation and passages that imply indirect speeches or report the presence, sometimes silent, of women in assemblies where it was men who had the right to speak, such as the consilium principis or the senate, or report their incitement to the soldiers are eloquent of the forms through which their political will was expressed and exercised. It is precisely the reading of these multiple testimonies that can be broadly circumscribed within the realm of rhetoric – words written, spoken, reported, inspired, moaned, silenced – that contributes to exploring the plots of power of these women, the silent or loquacious protagonists of the Severan age

    I discorsi in Erodiano: forme di rappresentazione della successione di Commodo

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    In Erodiano l’introduzione di discorsi in forma diretta, retaggio dei canoni classici della storiografia, rappresenta un elemento fortemente caratterizzante della sua narrazione. L’analisi dei primi quattro discorsi del primo libro illustra i motivi dell’ideologia imperiale nella successione fra Marco Aurelio e Commodo, il dibattito relativo alle scelte di politica estera, i momenti di cesura politica rispetto agli amici Marci, e rivela più in generale la riflessione dello storico sulla storia imperiale e la sua rappresentazione del giovane basileus inesperto e trypheros rispetto all’anziano imperatore modello di optimus princeps

    Santi soldati nelle campagne siciliane. La vicenda di S. Nicone

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    È analizzata la vicenda del Martyrium di S. Nicone, in riferimento ai riflessi storici dell’epoca di composizione, ed al contesto sociale del versante orientale della Sicilia in cui si svolgono le vicende di questo santo-soldato
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