1,417 research outputs found

    L’ortodossia ucraina tra Mosca e Costantinopoli

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    In questi ultimi anni l’ortodossia ucraina si è trovata dilaniata dallo scontro in atto tra il patriarcato di Mosca e quello di Costantinopoli. Tale vicenda ha radici storiche che affondano sia nel valore rivestito da Kiev per gli ortodossi slavo-orientali, sia nell’antagonismo di lunga data tra Mosca e Costantinopoli per l’egemonia sul mondo ortodosso. Dopo le persecuzioni che gli ortodossi dell’Ucraina – come del resto i credenti dell’Unione Sovietica nel loro complesso – subirono nel corso del Novecento, all’indomani dell’indipendenza vari furono i tentativi di formazione di una Chiesa nazionale, svincolata dal legame di comunione con il patriarcato di Mosca. Tali sforzi costituirono uno dei pilastri del processo di nation building promosso dalla dirigenza ucraina. La discontinuità rispetto al passato fu rappresentata dalla disponibilità del patriarcato ecumenico di assecondare il progetto di una Chiesa nazionale, reagendo a sollecitazioni che questa volta non provenivano dal mondo ecclesiastico, ma da quello politico. Mentre la guerra infuriava nel Donbas la questione ecclesiastica venne politicizzata, divenendo lo strumento degli opposti nazionalismi e provocando di fatto uno scisma all’interno dell’ortodossia mondiale

    Theoretical development and applications of the MSPE methodology in discrete and stochastic simulation models evolving in replicated runs

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    The first idea of a methodology able to study the MSPE evolution in replicated runs got out thanks to Mosca and Giribone in 1988 analysing a financial simulation model but it never develop because its application fields seemed to be eccessively limited. Nowadays, studying other simulation models concerning financial problems, risk analysis and statistical mechanics, whose MSPE had been considered as a function of the time, the authors have pointed out that a MSPE evolving in the simulation time is not a conceptually correct approach and a possible source of mistakes. Consequently the authors decided to keep their previous idea on the MSPE evolution in replicated runs on and to enrich it theoretically in order to make it usable in the cases mentioned above and in other cases that more and more frequently are coming out

    Introduzione e Appendice a Luigi Pirandello, L'uomo solo, La mosca, In silenzio

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    Introduzione, Appendice variantistica e Curatela dell'edizione di tre volumi delle pirandelliane Novelle per un anno, comprensiva di una specifica Introduzione, Cronologia e Bibliografia (pp. V-LXIV) e di un'Appendice relativa alle varianti d'autore dei tre volumi (pp. 563-576).

    First person – Simona Amodeo

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    ABSTRACT First Person is a series of interviews with the first authors of a selection of papers published in Journal of Cell Science, helping early-career researchers promote themselves alongside their papers. Simona Amodeo is the first author on ‘Characterization of the novel mitochondrial genome replication factor MiRF172 in Trypanosoma brucei’, published in Journal of Cell Science. Simona is a PhD student in the lab of Torsten Ochsenreiter at the Institute of Cell Biology, University of Bern, Switzerland, investigating mitochondrial genome anchoring, replication and inheritance in Trypanosoma brucei.</jats:p

    L'uomo solo, La mosca, In silenzio

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    Un'edizione di tre volumi delle "Novelle per un anno" pirandelliane, corredata da un'ampia Introduzione ai singoli volumi(pp. V-LXIV)e,sempre ad opera della curatrice, da un'Appendice sulle varianti d'autore (pp. 563-576)

    Materiali e discussioni per l'analisi dei testi classici. Indici 1-60

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    Il volume raccoglie e riassume tutti gli articoli apparsi nei volumi 1-60 della rivista «Materiali e discussioni per l’analisi dei testi classici» («MD»), nel periodo compreso tra il 1978 e il 2008. Esso è diviso in tre parti. Nella prima sono riportati in successione i singoli numeri della rivista, con il relativo sommario. Nella seconda compaiono gli articoli riuniti in sequenza cronologica, sotto il nome dell’Autore e ognuno con un proprio numero d’ordine: di ogni articolo è fornito il sunto, con i concetti, le argomentazioni salienti, i principali luoghi discussi. Nella terza parte sono elencati gli Autori antichi e i Nomi e parole notevoli, con il rinvio al numero d’ordine dell’articolo. Le schedature dei numeri 1-30 sono curate da Andrea Cucchiarelli, quelle dei numeri 31-60 da Simona Fortini.The volume collects and summarizes all the articles published in Volumes 1-60 of the journal "Materiali e discussioni per l’analisi dei testi classici” ("MD"), in the period between 1978 and 2008. It is divided into three parts. In the first part the individual issues of the journal are summarized with the table of contents. In the second part the articles appear in chronological order, under the name of the author and each with its own serial number: each item is provided with a summary including the main points of argumentation and the loci discussed. The third part contains the indexes of the ancient authors, of the names and of the most relevant things and words, with reference to the number of the item. The profiling of the numbers 1-30 is cared for by Andrea Cucchiarelli, those of the numbers 31-60 by Simona Fortini

    Boccaccio nel Seicento: censure e recuperi della "compassione"

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    SIMONA MORANDO, Boccaccio in the sixteenth century: censorship and recovery ofthe «compassion» In the introduction of this paper, the literature of the seventeenth century is defined as a writing of compassion but not of consolation (quotations from Giovanni Cisano, Torquato Accetto, Emanuele Tesauro, G. B. Marino). The distance between the writers studied here and Boccaccio is due to the censored editions of the Decameron in sixteenth century, to the censorship of Boccaccio as a «maestro d’amore», to his unrefined language, to his interpretation by many critics as a light and burlesque author. But, as reported in a writing by Boccalini, Boccaccio’s Latin works are very much appreciated in seventeenth century literature. This is especially the case of De casibus virorum illustrium, a gloomy and pessimistic book about misfortunes of famous men and about compassion, which nevertheless believes in the ability of letters to give back fame to ruined men. As shown in the conclusion through some writings by Tassoni, many other seventeenth century authors do not have this kind of hope

    14 ottobre 2017 – "Uomini e Profeti. Dialoghi": La Rivoluzione e il grande Concilio di Mosca, 1917-1918

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    "Uomini e Profeti. Dialoghi" La Rivoluzione e il grande Concilio di Mosca 1917-1918 con Alberto Guasco, Adalberto Mainardi, Simona Merlo, Antonella Salomoni La puntata del 14 ottobre è dedicata a un evento capitale  del  XX secolo: la notte del 24-25 ottobre 1917 reparti armati bolscevichi, le guardie rosse, occupano i punti nevralgici di Pietrogrado, assaltano il Palazzo d’inverno, sede del governo provvisorio russo e conquistano il potere. È l'azione  simbolicamente più importante della “..

    Le chiavi del Paradiso. Primato petrino e devozione mariana di Sisto IV tra Cappella Sistina e S. Maria della Pace

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    Il volume è strutturato in due parti distinte con una postfazione, un indice dei nomi e n. 55 Tavole a colori fuori testo, valide per entrambe le parti del volume. I. PARTE (di Lorenzo Cappelletti) A partire dalla esplicita indicazione che l’ignoto architetto, collocato sul fianco destro dell’affresco sistino della Consegna delle chiavi di Perugino, fa dell’edificio a pianta centrale che campeggia sullo sfondo, viene operata una completa rilettura iconografica e iconologica dell’intero affresco. Tenendo conto di tutta la migliore bibliografia sul tema e grazie anche alla considerazione di fonti inedite o mai considerate in relazione a tale affresco –– vengono riletti in particolare i due episodi evangelici sullo sfondo, la teoria dei dodici apostoli e dei personaggi dell’attualità di fine Quattrocento e soprattutto il gesto della consegna delle chiavi a Simon Pietro da parte di Gesù. La rilettura si allarga necessariamente anche alla Punizione di Core, Datan e Abiram, l’affresco di Botticelli posto in chiave tipologica dirimpetto alla Consegna delle chiavi, e alla serie dei 30/32 papi affrescati nel cleristorio. Lo studio non manca di offrire inoltre spunti per una comprensione più adeguata anche degli altri affreschi quattrocenteschi della sistina. II PARTE (di Simona Benedetti) Nell’ambito della revisione di lettura iconologica e iconografica dell’affresco della Consegna delle chiavi di Perugino nella Cappella Sistina, svolta da Lorenzo Cappelletti, si torna a riflettere anche sul significato dell’architettura dell’edificio rappresentato al centro dell’affresco. In questo senso nel contributo di Simona Benedetti, in primo luogo, si ripercorrono i riferimenti alla trattatistica quattrocentesca in materia di edifici sacri, che possono aver influito nella determinazione dell’edificio ottagonale. In seconda istanza, si considerano le principali fabbriche a pianta ottagonale costruite precedentemente all’edificio dipinto, che possono aver costituito un fondato riferimento per il Perugino nella Consegna delle chiavi. In particolare tra le architetture, che possono avere avuto un’influenza determinante nella definizione iconografica della fabbrica ottagonale presente nell'affresco, la chiesa di S. Maria della Pace è quella su cui si concentra il presente studio. L'opera si realizzò nel cuore pulsante della Roma rinascimentale proprio contemporaneamente all’affresco in esame, con esso trova degli innegabili punti di tangenza e corrispondenze, sia storiche che figurative. A questo riguardo interessantissima risulta la connessione tra il motivo dell’edificazione della fabbrica e i fatti storici, i personaggi, gli eventi prodigiosi e le pratiche devozionali, che condizionarono lo svolgersi del cantiere del Templum Pacis negli ultimi anni del pontificato di Sisto IV. La storicità del gesto della consegna delle chiavi a Pietro - avvenimento che si protrae nel tempo ad ogni elezione pontificia nello spazio fisico della Cappella Sistina - costituisce la centralità del messaggio iconografico dell'affresco del Perugino in cui, anche l’architettura, insieme ai personaggi rappresentati, strutturano una narrazione reale, estranea alle simbologie decontestualizzate dall’epoca propriamente sistina. Segue una postfazione di Francesco Andreani dal titolo Enigma del Quattrocento, saggio nel quale si sviluppano considerazioni sulle personalità degli architetti e maestranze attive nella Roma del tardo Quattrocento e negli anni di inizio della fabbrica di S. Maria della Pace. Il volume si conclude con l'indice dei nomi (a cura di Gemma Fusciello)I (of Lorenzo Cappelletti) Starting from the unknown architect’s forefinger pointed to the central plan building found in the background of the Sistine Perugino’s fresco The Keys of the Kingdom of Heaven, the author offers a new interpretation of the entire fresco at both an iconographical and iconological level. Having considered the most important studies about this fresco and taking into account a number of unpublished and unconsidered sources, the author rereads in particular the meaning of the central plan building, as well as the two Gospel episodes in the background; and he rereads also the grouping of the Twelve, along with the fifteenth century historical personages painted among them, in the foreground. The author’s vision necessarily broodens also to comprehend Botticelli’s fresco named The Punishment of Corah, Dathan and Abiram which is placed on the opposite wall as a typological prefiguration of The Keys of the Kingdom of Heaven; and it broodens moreover to reconsider the series of 30/32 popes frescoed in the upper register of the Sistine Chapel. The essay also offers hints for a more complete comprehension of the other fifteenth century frescoes of the Sistine Chapel. II. (of Simona Benedetti) As part of the review of iconological and iconographic reading about the fresco of the “Delivery of the keys” by Perugino in the Sistine Chapel, conducted by Lorenzo Cappelletti, you go back and think about the significance of the building architecture depicted in the center of the fresco. In this sense, the contribution of Simona Benedetti, first, retraces the references to the fifteenth-century treatises concerning sacred buildings, which may have affected the determination of the octagonal building. Secondly, we consider the main factories octagonal building constructed previously painted, that may have been an established reference for the Perugino in the “Delivery of the keys”. Especially between architectures, which may have had a decisive influence in defining the iconographic factory octagonal present in the fresco, the church of St. Mary of Peace is the one on which this study focuses. The work was realized in the heart of Renaissance Rome just simultaneously fresco concerned, although it is undeniable points of contact and correspondence, both historical and figurative. In this regard are interesting connections between the reason of building the factory, the historical facts, the characters and the miraculous events and devotional, which has conditioned the unfolding of the construction site of the Templum Pacis in the last years of the pontificate of Sixtus IV. The historicity of the act of handing over the keys to Peter, that continues over time in the physical space of the Sistine Chapel, is the centrality of the iconographic message of the fresco by Perugino; so even the architecture, along with the characters represented, the real narrative structure, far from to the symbolism belonging to the Sistine period properly
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