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    Reti sociali e modelli multi-agente

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    Nello studio dei principali fenomeni sociali, la struttura e l’evoluzione delle reti di relazioni tra attori sociali ha indubbiamente un ruolo fondamentale. Il concetto di capitale sociale, che è ormai usato per spiegare molti fenomeni, testimonia proprio il fatto che per comprendere le regolarità che si manifestano a macro-livello occorre far riferimento alle dinamiche relazionali che si stabiliscono a micro-livello. In che modo studiare e, soprattutto, formalizzare e generalizzare i risultati delle ricerche empiriche che analizzano questo rapporto? Le tecniche matematiche classiche non sono adeguate, in quanto in ogni momento le interazioni che si stabiliscono tra attori sociali dipendono da fattori individuali, casuali e soprattutto dalla esperienze passate e dalle precedenti configurazioni delle reti sociali.. I modelli di simulazione possono superare i limiti della matematica classica, poiché consentono di costruire delle “società virtuali”, attraverso le quali condurre esperimenti in corrispondenza di diverse ipotesi. Gli agenti possono rappresentare persone (consumatori, venditori o elettori), ma anche gruppi sociali come famiglie, aziende, istituzioni o nazioni. Si parte con alcune assunzioni riguardo al comportamento degli agenti e si usa il computer per simulare e generare “storie” che rivelano le conseguenze dinamiche di tali assunzioni. In questo modo è possibile investigare gli effetti a livello macro che si sviluppano dalle azioni e dalle interazioni stabilite a livello micro dagli agenti. L’obiettivo del lavoro è quello di analizzare qual è e quale potrà essere in futuro la funzione dei modelli multi-agente nello studio delle reti sociali. Esaminando alcuni modelli particolarmente significativi, verranno evidenziati i punti di forza e i limiti di queste nuove tecniche

    L’agire razionale nelle spiegazioni sociologiche: dai tipi ideali ai modelli di simulazione

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    I modelli di simulazione ad agenti sviluppati nell’ambito della sociologia fanno spesso riferimento ai concetti maturati nell’individualismo metodologico, in particolare si basano sull’assunzione che la spiegazione di un fenomeno sociale debba ricercarne le cause nelle azioni individuali, attivate da “motivazioni razionali”. L’homo œconomicus della teoria della scelta razionale è un agente perfettamente razionale in grado di calcolare le utilità attese da ciascuna azione. Quando ci si sposta verso una prospettiva sociologica viene sostituito dall’agente cognitivo a razionalità limitata. La simulazione ad agenti diventa allora uno strumento rigoroso che sostituisce il calcolo analitico e permette di rappresentare con maggior realismo l’attore sociale “tipicizzato”. Spesso , però, il riduzionismo invocato dall’individualismo metodologico diventa impraticabile a causa della circolarità delle spiegazioni, per cui occorre far riferimento al concetto di razionalità collettiva piuttosto che a quello di razionalità individuale

    In silico experiments in scientific papers on molecual biology

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    This article explores the role of the so-called in silico experiments used in molecular biology. My work is intended to help in understanding how the in silico experiment is regarded in the scientific literature of the field of molecular biology . It is based on the analysis of some papers that present scientific applications which rely on in silico experiments. By means of this study I found two basic ways of viewing them. According to the first view,the in silico experiment is a computer program that realizes some specific operations: it constitutes some particular experimental conditions,which allow us to investigate biological phenomena,and which complement those present in in vivo and in vitro experiments. According to the second view,in silico experimentation has a different meaning,which corresponds more closely to the meaning of “simulation”: its identity is linked to that of the “model” used to construct such simulation. The authors of the analysed papers never express an intention to standardize a model,so its meaning remains contingent,and cannot be turned into a technical object. In silico experiments allow scientists to work on particular “disposable” arrangements of epistemic things that are used locally to generate new theoretical reflections considered as useful in a specific context. We thus see a continuous de-contextualization and re-conceptualization of epistemic things that generate a multiplicity of new and provisional epistemic formations

    The use of metaphors and analogical representations in social simulation models

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    Despite the increasing spread of computer simulations in sociology and social psychology, from a methodological point of view some issues remain open. One of these is related to the relationship between the data of a simulation, on the one hand, and the empirical facts, on the other. In this paper it will be shown how the plausibility of computational models is sometimes justified by means of metaphors and analogical representations. In particular, two classes of model are considered: the models based on cellular automata and those based on the “contagion spreading” metaphor, both of which form the basis of many successful simulation models. Metaphors and analogical representations provide a method for determining an ideal-typical situation, since, through an evocative reference to experiences, based on common sense and shared knowledge, they capture the essential events and eliminate those that are not interesting, and, at the same time, they consider the facts according to new points of view that are heuristically fruitful and meaningful
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