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Il senso della colpa ai tempi del Covid-19
Dopo cinquantotto giorni di quarantena e il progressivo allentamento delle disposizioni statali, Chiara Moretti prova a tirare le somme analizzando il ruolo attribuito alla responsabilità del singolo nella gestione dell'emergenza Covid-19. Dietro questo tipo di approccio è infatti possibile individuare una strategia precisa che, facendo leva sul senso di colpa e individualizzando la pandemia, tende a oscurare gli errori e l'urgenza di una risposta istituzionale sistemica e complessa. Il senso della colpa raccoglie e organizza le dichiarazioni, i dati, le tendenze e i comportamenti che si sono susseguiti in Italia a partire da marzo 2020, compiendo l'audace sforzo di spianare la strada a un pensiero concreto che renda questo periodo "buono da pensare", perché "il futuro è un elemento dell'immaginario sociale"
Maladie, ou pour le dire mieux, le mal a dit. Racontez - moi comment tout a commencé
Dans le domaine des savoirs et des pratiques biomédicales, l’approche vis-à-vis de la douleur et de la douleur chronique, se caractérise par des visions multiples qui ne permettent pas d’identifier la relation existant entre les facteurs composant la nature multidimensionnelle du phénomène douloureux. À partir de
la construction médicale de la douleur, j’analyserai quelques-unes des études les plus influentes portant sur la redéfinition
de la douleur entendue comme entité multidimensionnelle, et qui ressortent aujourd’hui des discours visant à définir
la douleur chronique. Je parlerai ensuite de l’importance donnée aux facteurs psychologiques dans l’étiopathogénie de la douleur. La partie conclusive de l’article mettra en évidence le rôle joué par ces derniers discours dans la vision médicale de la fibromyalgie
A nervi tesi. Un’analisi antropologica della sindrome fibromialgica
La fibromialgia è una tragedia per i pazienti e un enigma per i medici,
che mostra un groviglio di corpo e senso il cui codice è difficile da scoprire. L’evento doloroso apre alla possibilità di abbandonarsi e di lanciare un grido a lungo represso. Il corpo prende la parola ed esprime tutta la sofferenza immagazzinata. Il malinteso si presenta laddove il paziente si aggrappa alla volontà di trovare una ragione organica alla sua sofferenza, mentre la medicina incontra difficoltà nell’individuare le tracce “oggettive” della malattia. Ma sotto la pressione di milioni di malati è stato necessario indagare più approfonditamente e dare a vita a una definizione di cui l’autrice descrive le sfaccettature. La fibromialgia è un principio di sovversione di tutte le pratiche mediche
Maladie, ou pour le dire mieux, le mal a dit. Racontez - moi comment tout a commencé
Dans le domaine des savoirs et des pratiques biomédicales, l’approche vis-à-vis de la douleur et de la douleur chronique, se caractérise par des visions multiples qui ne permettent pas d’identifier la relation existant entre les facteurs composant la nature multidimensionnelle du phénomène douloureux. À partir de
la construction médicale de la douleur, j’analyserai quelques-unes des études les plus influentes portant sur la redéfinition
de la douleur entendue comme entité multidimensionnelle, et qui ressortent aujourd’hui des discours visant à définir
la douleur chronique. Je parlerai ensuite de l’importance donnée aux facteurs psychologiques dans l’étiopathogénie de la douleur. La partie conclusive de l’article mettra en évidence le rôle joué par ces derniers discours dans la vision médicale de la fibromyalgie
Coping with chronic pain in everyday life: The case of the Fibromyalgia Syndrome
Having and being a body are proof of a perfectly accomplished embodiment and allow the subject to participate in a coherent system of meaning. When chronic pain creeps into life, the corporality undergoes an irreconcilable fracture, uncertainty takes the place of obviousness and a different relationship between the
self and society becomes necessary. Therefore, it is possible to describe the disease as an extra-ordinary event that violently bursts onto the scene of life experiences. Through the anthropological approach, and starting from my fieldwork research, the aim of my paper will be to frame the disorders know as ‘Central Sensitivity
Syndromes’ and specifically Fibromyalgia Syndrome. Analysing fibromyalgia means to treat a disease that in the biomedical domain is known to be unexplainable while, in a deeper and social dimension, responds to the law of naturalisation in the name of a higher dichotomy: that between normal and pathological, norm and deviance. Through my analysis I will illustrate how the medical gaze, as a technology of power, reproduces a dominant discourse by
transforming an individual sign into a symptom of disease. At the same time, I will investigate the creative uses of the body as a field of renegotiation of one’s ‘being there,’ and demonstrate how disease becomes a voice which examines the experience and testifies to a crisis, a doubt, a provocative pretext to re-create oneself and the relationship with the surrounding reality. The healing thus resides
in a symbolic efficacy - no longer therapeutic - in a self-care capable of ensuring recovery and subversion attempts
Sympathetic Character. La retorica dell’inefficacia nei processi diagnostici della Sindrome Fibromialgica
La fibromialgia è una sindrome da dolore cronico complesso, non connesso a lesione tessutale, che interessa una fetta crescente della popolazione mondiale. La sintomatologia che la caratterizza è articolata e, allo stato attuale, i suoi meccanismi eziologici
emergono come solo in parte chiariti. Ad oggi la diagnosi di fibromialgia viene emanata per esclusione, ossia posta solo quando il corteo sintomatologico che la persona riferisce non appare connesso a una patologia in atto e correlato, dunque, a precisi fattori eziopatologici. In questo articolo analizzo come i processi diagnostici nella sindrome fibromialgica prendono vita all’interno di uno specifico contesto clinico e di cura. In particolare l’attenzione è posta su come un sapere biomedico transazionale informi una pratica medica situata e come, proprio da quest’ultima, l’esperienza clinica emerga come elemento fondamentale in quel processo che permette la traduzione
e il passaggio dal “sintomo” al “segno” nella sindrome
Il senso della colpa ai tempi del Covid-19
Dopo cinquantotto giorni di quarantena e il progressivo allentamento delle disposizioni statali, Chiara Moretti prova a tirare le somme analizzando il ruolo attribuito alla responsabilità del singolo nella gestione dell'emergenza Covid-19. Dietro questo tipo di approccio è infatti possibile individuare una strategia precisa che, facendo leva sul senso di colpa e individualizzando la pandemia, tende a oscurare gli errori e l'urgenza di una risposta istituzionale sistemica e complessa. Il senso della colpa raccoglie e organizza le dichiarazioni, i dati, le tendenze e i comportamenti che si sono susseguiti in Italia a partire da marzo 2020, compiendo l'audace sforzo di spianare la strada a un pensiero concreto che renda questo periodo "buono da pensare", perché "il futuro è un elemento dell'immaginario sociale"
Il dolore illegittimo. Un’etnografia della sindrome fibromialgica
Questo libro si basa su una ricerca etnografica svolta presso un
centro di diagnosi e trattamento della fibromialgia situato in
un ospedale pubblico dell’Italia centrale. In una prospettiva antropologica, l’Autrice esamina i processi di cura che prendono vita in uno spazio clinico circoscritto. La fibromialgia è una sindrome da
dolore cronico che interessa principalmente, ancorché non esclusivamente, il corpo delle donne. In un’ottica biomedica, il suo corteo sintomatologico appare svincolato da lesioni tissutali riscontrabili attraverso esami e accertamenti specifici; pertanto i processi di comprensione, presa in carico e legittimazione della sindrome risultano incompleti se non sono integrati in una più ampia visione sociale, culturale e politica. L’analisi antropologica proposta mette in evidenza i rischi di delegittimazione del dolore che la fibromialgia tende a favorire riproponendo il simulacro somatico di una storica assimilazione tra corpo femminile, inadeguatezza e malcontento. Emergono tensioni, contraddizioni e connivenze tra persone e istituzioni, e tra discorsi morali e sociali che informano le pratiche biomediche e sottendono le molteplici forme espressive della sofferenza
« Mon corps c’est contre ma nature ! » : histoires de corps réduits et récits révolutionnaires. Une analyse ethnographique de la fibromyalgie
Cette contribution vise à analyser l’expérience de maladie vécue par les patients atteints de fibromyalgie. Je parlerai brièvement des explications médicales du syndrome, puis je m’intéresserai à l’expérience vécue en cherchant à faire res sortir, à partir de définitions spécifiques de la maladie, les autres significations que prend cette dernière. En effet, elles sont centrales dans les dynamiques de renégociation entre la personne souffrante et le
contexte, or ces dynamiques sont assorties d’un pouvoir bénéfique car elles en traînent des processus d’auto-guérison. Suite à l’apparition de la maladie le corps du patient fibromyalgique se transforme complètement : tout d’abord anormal et étranger au patient lui-même, il devient en suite le moyen de se réapproprier une subjectivité et de se repositionner dans le contexte, parmi les autres corps, à travers des modalités individuelles, souvent subversives, mais surtout curatives car elles en traînent une amélioration de l’état général et psycho-physique de la personne malade
« Mon corps c’est contre ma nature ! » : histoires de corps réduits et récits révolutionnaires. Une analyse ethnographique de la fibromyalgie
Cette contribution vise à analyser l’expérience de maladie vécue par les patients atteints de fibromyalgie. Je parlerai brièvement des explications médicales du syndrome, puis je m’intéresserai à l’expérience vécue en cherchant à faire res sortir, à partir de définitions spécifiques de la maladie, les autres significations que prend cette dernière. En effet, elles sont centrales dans les dynamiques de renégociation entre la personne souffrante et le
contexte, or ces dynamiques sont assorties d’un pouvoir bénéfique car elles en traînent des processus d’auto-guérison. Suite à l’apparition de la maladie le corps du patient fibromyalgique se transforme complètement : tout d’abord anormal et étranger au patient lui-même, il devient en suite le moyen de se réapproprier une subjectivité et de se repositionner dans le contexte, parmi les autres corps, à travers des modalités individuelles, souvent subversives, mais surtout curatives car elles en traînent une amélioration de l’état général et psycho-physique de la personne malade
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