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Mostra carto-fotografica partecipata “La montagna al femminile". Letture geografiche del ruolo della donna negli spazi alpini
Per secoli la montagna e le donne sono state tra loro contrapposte in virtù di stereotipi e pregiudizi. Da fonti storiche emerge che la donna, seppur in ombra, ha ricoperto funzioni chiave per le società rurali montane. Attraverso cartografia e scatti fotografici selezionati da archivi pubblici e privati – confluiti all’interno della mostra carto-fotografica “La montagna al femminile” viene narrata la relazione tra la presunta marginalità del territorio alpino e la forza del femminile nel lavoro rurale e imprenditoriale, nella conquista delle vette alpine e nella valorizzazione turistica degli spazi montani. Il presente contributo riflette sull’utilizzo delle immagini, recenti e passate, come strumento di comprensione della costruzione territoriale e della relativa organizzazione sociale (Cristaldi, 2017, p. 64). Con l’utilizzo di tecnologie digitali è stato possibile un’estensione dello spazio da materiale a virtuale, anche grazie alla realizzazione di mappe che rafforzano la memoria e che contribuiscono a modificare il discorso del ruolo della donna nei territori montani nel passato come nel presente
Metodi e casi di studio di una geografia della quarta rivoluzione industriale
Questa seconda parte del volume è dedicata ad esplorare, attraverso saggi ed esperienze di geografi, come i territori rispondono di fronte alla “domanda” della quarta rivoluzione industriale. In particolare, sono raccolti i contributi di studiosi del gruppo di ricerca Agei (Geografia dell’informazione e dell’innovazione) che mettono al centro delle loro analisi l’incontro tra il territorio e gli strumenti di innovazione tecnologica. Da queste ricerche emerge, infatti, un costante interesse verso l’impatto che la quarta
rivoluzione ha sulle imprese nazionali, sulla loro organizzazione interna e sulla riorganizzazione del territorio che le accoglie. Focus di alcuni contributi sono allora i Digital Innovation Hub; le piattaforme digitali; le start-up innovative e le modifiche spaziali da esse indotte; le pratiche di making e gli spazi del lavoro dei makers, che tessono una complessa rete di relazioni tra le differenti entità (umane e non) coinvolte
Mostra carto-fotografica partecipata “La montagna al femminile". Letture geografiche del ruolo della donna negli spazi alpini.
Per secoli la montagna e le donne sono state tra loro contrapposte in virtù di stereotipi e pregiudizi. Da fonti storiche emerge che la donna, seppur in ombra, ha ricoperto funzioni chiave per le società rurali montane. Attraverso cartografia e scatti fotografici selezionati da archivi pubblici e privati – confluiti all’interno della mostra carto-fotografica “La montagna al femminile” viene narrata la relazione tra la presunta marginalità del territorio alpino e la forza del femminile nel lavoro rurale e imprenditoriale, nella conquista delle vette alpine e nella valorizzazione turistica degli spazi montani. Il presente contributo riflette sull’utilizzo delle immagini, recenti e passate, come strumento di comprensione della costruzione territoriale e della relativa organizzazione sociale (Cristaldi, 2017, p. 64). Con l’utilizzo di tecnologie digitali è stato possibile un’estensione dello spazio da materiale a virtuale, anche grazie alla realizzazione di mappe che rafforzano la memoria e che contribuiscono a modificare il discorso del ruolo della donna nei territori montani nel passato come nel presente
Come è cambiata la domanda turistica: brevi spunti di riflessione.
Oggigiorno è difficile identificare un “turista tipo”, poiché il
turista è un soggetto che assume modelli di comportamento sempre nuovi e mutevoli: da turista eterodiretto, massificato, che si adegua al mercato turistico e che accetta passivamente l’offerta di una destinazione, diviene turista autodiretto, che sfugge ai condizionamenti dell’industria turistica e si programma propri spazi di scoperta e di avventura. Parallelamente all’aumento, in termini quantitativi, della domanda turistica
si assiste al moltiplicarsi della varietà dei comportamenti di consumo dei turisti (evoluzione qualitativa)
Esplorare la Terra è un modo di amarla
Guardare il territorio vicino e lontano, decodificarne i segni, leggere talune sue immagini sintetiche,capirne le capacità d’uso, rispettarne le culture così varie e conservarne i valori ambientali, delicati e spesso irripetibili, è un compito che spetta a
ciascuno di noi. Sulla complessità del mondo, degli uomini che lo abitano e sul loro divenire è necessario
interrogarsi. Sforzarsi poi di capire l’originalità degli uomini e delle singole culture, di mostrare in che modo il mondo sia colto e vissuto da ciascun individuo, dai diversi gruppi umani e dalle società più varie è un dovere di ciascuno di noi. Riflettere sugli scambi culturali, ma anche sui
processi economici e sulle nuove tecnologie che modificano di continuo i comportamenti, influenzano i rapporti sociali, cambiano il nostro modo di
abitare e di vivere il mondo è altresì necessario
Passeggiando tra i quartieri delle ex-aree industriali di Milano
Il percorso che ci accingiamo a presentare in questo numero vuole essere un contributo alla ri-scoperta di un’area milanese che per decenni è stata quasi dimenticata dai suoi stessi cittadini e che oggi, invece, ritorna ad avere una sua notorietà grazie alla riconversione d’uso avviata in essa. L’itinerario si snoda tra l’area nord di Milano e quella di Sesto San Giovanni,all’interno di ambienti museali di nuova concezione ed ex-architetture industriali riconvertite in edifici civili. Si tratta,
infatti, di spazi un tempo teatro di importanti trasformazioni
storiche, industriali e sociali del territorio milanese, mentre
oggi rientrano nei recenti progetti di riqualificazione dei vuoti urbani dismessi. Particolarmente interessante è il rapporto tra la struttura originaria di questi immobili e le tecniche comunicative dei nuovi ambienti, che testimoniano le passate attività industriali oggigiorno parte integrante del nostro patrimonio culturale e della nostra memoria storica. Passato e presente
dialogano qui armoniosamente tra loro, gettando un ponte tra ciò che è stato e ciò che è
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